Affidamento dei figli e obbligo per il coniuge affidatario di mantenere la medesima dimora

Caso 13, 15 maggio 2000 << caso precedente | caso successivo >>

Si può obbligare il coniuge affidatario a non lasciare la regione in cui vive siccome ha l'affidamento dei figli e lasciando il territorio limiterebbe le relazioni personali dell'altro genitore?

In una sentenza del 19 settembre 1975* il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

E' arbitrario subordinare l'affidamento del figlio alla condizione che la madre risieda in una determinata regione.

Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni

Nel caso esaminato dal Tribunale federale, i coniugi (il marito svizzero e la moglie spagnola) si trovano in procedura di divorzio; con una decisione provvisionale il Giudice ha affidato la figlia alla madre e regolato a favore del padre un determinato diritto di visita. Durante la procedura la madre e la figlia hanno traslocato dalla Svizzera romanda a Locarno. Il padre si è opposto a tale decisione e ha chiesto al Giudice di vincolare l'affidamento della figlia alla madre al fatto che quest'ultima ritornasse ad abitare nella Svizzera romanda. Il Tribunale federale, dopo che i Giudici cantonali avevano ammesso l'opposizione paterna, ha accolto il ricorso della madre e sancito il principio secondo cui non si può subordinare l'affidamento del figlio alla condizione che la madre risieda in una determinata regione.
La sentenza è datata ma conserva tutt'oggi il suo valore. Dalla decisione del Tribunale federale sembrerebbe che i Giudici di Losanna non abbiano preso in considerazione i diritti del padre, ossia del genitore che non ha in affidamento la figlia, siccome il trasloco di madre e figlia in Ticino di fatto costringerebbe il padre ad esercitare le proprie relazioni personali con la figlia più di rado rispetto al caso in cui tutta la famiglia si trovasse nella medesima regione. Ma non è così.
Il principio sancito dal vecchio articolo 170 cpv. 2 CC (ripreso dall'attuale diritto: cfr. art. 137 cpv. 1 CC) è si categorico, ma la fattispecie va esaminata sotto un altro punto di vista; se da un lato in effetti la madre non può essere limitata nel suo diritto di scegliersi liberamente la sua nuova dimora, dall'altro nel caso in cui il bene della figlia fosse minacciato da questo comportamento, il Giudice potrebbe senz'altro intervenire e prevedere una soluzione diversa che l'affidamento della figlia alla madre, ossia p. es. prevedendo l'affidamento al padre (sempre che ne adempia le condizioni) o anche il collocamento della figlia presso terzi. In ogni caso si deve considerare sempre il bene della figlia e non il "diritto del padre" per operare tali scelte.
Di conseguenza, il titolare di un "diritto di visita" deve vedersi limitato il suo diritto nel caso in cui il genitore affidatario vada a vivere lontano; se i figli sono già affidati ad un genitore, vi è la presunzione che questo genitore sia idoneo all'affidamento, per cui se si volesse evitare che i figli seguano in un altro cantone o all'estero il genitore affidatario, si deve dimostrare che questo genitore non è idoneo, siccome il bene dei figli è messo in pericolo (ad es. se il genitore affidatario ha l'intenzione di trasferirsi in un paese pericoloso, o che il trasferimento ha quale unico scopo di ledere l'altro genitore e la prole ne risentirebbe gravemente, ecc.).

* Sentenza pubblicata in DTF 101 II 200.

Data creazione: 15 maggio 2000
Data modifica: 1 maggio 2009