Trasferimento di minori in un altro Stato - competenza

Caso 161, 13 ottobre 2006 << caso precedente | caso successivo >>

Quale è il Tribunale competente a decidere nel caso in cui dei minori trasferiscano la propria residenza abituale in un altro Stato firmatario della Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni?

In una sentenza dell'11 luglio 2006* il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

Le misure di protezione di un minorenne prese da un Tribunale estero che ha statuito quando il minorenne aveva già trasferito la sua dimora abituale in Svizzera o in un altro Stato contraente non possono essere riconosciute in Svizzera. Se il trasferimento della dimora abituale avviene mentre è pendente un appello, l'autorità di appello perde la competenza per statuire sulle misure di protezione e una sua decisione non può essere riconosciuta in Svizzera.

Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni

La questione della competenza è già stata trattata nel caso-027, laddove il Tribunale d'appello di Lugano aveva indicato che non poteva essere riconosciuta in Svizzera la sentenza emanata da un Tribunale dello Stato di cui il minore è cittadino, se quest'ultimo ha trasferito la sua dimora abituale (ancorché in modo coatto) in un altro Stato e risulti integrato nel nuovo contesto familiare e sociale, citando la sentenza del Tribunale federale DTF 125 III 301, in particolare pag. 304. Il trasferimento coatto non osta alla costituzione di una nuova dimora abituale del minorenne nello Stato ove questi è stato condotto, sempre che il ragazzo sia integrato nel nuovo contesto sociale e familiare (DTF 125 III 301, 303); determinante in caso di spostamento del minore è valutare se sussista la seria prospettiva del suo ritorno, sicché il soggiorno nello Stato dove è stato trasferito appaia meramente precario (DTF 125 III 301, 204).
Nella sentenza del Tribunale d'appello veniva in particolare precisato che la nozione di "dimora abituale" va interpretata in modo autonomo, conforme alla Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni, e corrisponde in linea di massima al luogo dove si trova il centro effettivo della vita e delle relazioni del minorenne, che può essere determinato con riferimento al domicilio o alla residenza abituale del genitore affidatario (DTF 110 II 119, 120; BUCHER, Droit international privé suisse, Basilea 1992, pag. 277, n. 847); la nozione di "dimora abituale" essendo puramente fattuale, in caso di un trasferimento il minore acquisisce di regola una nuova dimora abituale nello Stato nel quale è stato condotto (DTF 125 III 301, 303; SIEHR in: IPRG Kommentar, Zurigo 1993, n. 15 ad art. 85); secondo dottrina e giurisprudenza il principio della perpetuatio fori non si applica quando figli minorenni vengono trasferiti stabilmente, in pendenza di una causa di stato, in un altro Stato contraente, la competenza per prendere misure a protezione del minore spettando unicamente - in tale ipotesi - al Giudice dello Stato in cui il minorenne dimora abitualmente (DTF 123 III 411, 413, consid. 2a/bb con rinvii).
Nella sentenza oggetto del presente caso il Tribunale federale ha ricordato che in base all'art. 5 della Convenzione citata, nel caso di trasferimento della dimora abituale d’un minorenne da uno a un altro Stato contraente, le misure prese dalle autorità dello Stato della vecchia dimora abituale rimangono in vigore fintanto che le autorità della nuova dimora abituale non le revochino o non ne sostituiscano altre. Nel caso in cui delle misure a protezione di minori siano state richieste prima del cambiamento di residenza, ma non ancora adottate dal Tribunale della vecchia residenza, quest'ultima non potrà ormai più adottarne una volta trasferito il minore in un altro stato contraente (in questo senso cfr. DTF 123 III 411, consid. 2 e riferimenti; BUCHER, L'enfant en droit international privé, 2003, N. 337); da ciò ne deriva anche che se un Tribunale ha statuito allorquando il minore aveva già trasferito la propria residenza abituale in un altro Stato contraente, solo quest'ultimo è competente ed eventuali decisioni del primo non potranno essere riconosciute.
Nel caso in cui l'autorità chiamata a decidere sia il Tribunale di ricorso (Tribunale d'appello o altri) di uno Stato contraente, il discorso è il medesimo se tale Tribunale di ricorso ha un potere di cognizione che si estende ai fatti e al diritto; infatti nel caso in cui il potere d'esame fosse limitato al diritto, dove i fatti dunque sono stati stabiliti prima del trasferimento del minore, vincolando questi fatti l'autorità di ricorso, quest'ultima rimarrà allora competente a statuire nonostante il trasferimento della dimora abituale del minore in un altro Stato contraente.


* Sentenza pubblicata in DTF 132 III 586.

Data creazione: 13 ottobre 2006
Data modifica: 15 luglio 2009