Diritto successorio

Il diritto di famiglia e il diritto del divorzio hanno uno stretto legame con il diritto successorio. Ricordiamo infatti che la maggior parte dei matrimoni finisce per la morte di uno dei coniugi. Questo aspetto non può dunque essere ignorato, per cui affronterò anche la questione del diritto successorio, ossia:

Il diritto successorio regolamenta tutto (o quasi) ciò che riguarda la morte di una persona; è possibile che il defunto lasci testamento o che decida di non disporre di nulla, lasciando dunque alla legge l'intera regolamentazione sulla divisione dei suoi beni dopo la sua morte. Qui sta la differenza tra successione testamentaria e successione legale.
La successione testamentaria è quella dove il defunto ha lasciato delle disposizioni di ultima volontà (ad es. un testamento), mentre quella legale regolamenta le conseguenze giuridiche di un decesso, in assenza di disposizioni di ultima volontà.

La successione legale

Come detto, la successione legale esiste quando il defunto non ha lasciato disposizioni di ultima volontà (testamento o contratto successorio). E' dunque necessario innanzi tutto esaminare quali persone sono da considerare potenziali eredi ed in seguito, a dipendenza del caso concreto, esaminare chi e quanto ereditaria.

Il diritto svizzero pone delle regole fondamentali alla base del diritto successorio, regole che qui di seguito dettaglio:

  • Ereditano solo i parenti di sangue;
  • Ereditano prima di tutto i parenti più vicini ed in seguito gli altri (prima la stirpe dei discendenti, poi quella dei genitori ed in seguito quella dei nonni);
  • Nel caso in cui l'eredità sia devoluta ad eredi più lontani, la stessa spetta prima di tutto ai capostipiti (in presenza di genitori e fratelli, prima ereditano i genitori e in loro assenza i fratelli);
  • I figli premorti sono rappresentati dai discendenti (prima ereditano i figli, poi gli abiatici, ossia i figli dei figli);
  • I discendenti ereditano in parti uguali (ogni figlio eredita in egual misura);
  • I genitori (se ereditano) ereditano metà ciascuno (in caso di loro premorienza, la loro parte passa ai figli, ossia i fratelli del defunto);
  • Per il coniuge superstite vale sempre una regolamentazione particolare (eredita sempre);
  • E' necessario essere degni di successione e che non esista un valido motivo di diseredazione.

Secondo il diritto svizzero dunque ereditano prima i parenti più vicini ed in assenza di essi coloro che gradualmente sono più lontani. I parenti più vicini sono i discendenti (figli, abiatici), dopo di che vengono i genitori (e i rispettivi discendenti), poi i nonni (e i rispettivi discendenti) ed infine ... lo Stato (!). Certo, con il "nuovo" diritto successorio (risalente al 1988) i bisnonni ed i loro discendenti sono estromessi dalla successione legale: ciò non significa che non possono ereditare, ma se il defunto vuole lascair loro qualcosa deve disporre per testamento; in caso contrario si presume beneficiario lo Stato.

Come detto invece per il coniuge superstite (vedova o vedovo) vale una regolamentazione particolare: nonostante manchi evidentemente il legame di sangue con il defunto, la legge prevede per il coniuge superstite una regolamentazione particolare, ossia:

  • eredita 1/2 della successione se vi sono discendenti (figli, abiatici);
  • eredita 3/4 della successione se vi sono eredi della stirpe dei genitori (genitori o loro discendenti);
  • eredita l'intera successione se non ci sono né discendenti, né eredi della stirpe dei genitori.

 

Leggenda dei simboli utilizzati
defunto
premorto (morto prima)
uomo vivo
donna viva
legame di parentela orizzontale
legame di parentela verticale
Esempio di schema
Defunto (ad es. marito), vedova, due figli, di cui il figlio premorto.
Esempi concreti Chi eredita e quanto?
Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi e i due figli, Mario (premorto) e Piera.

Diritto
si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite, ossia se vi sono discendenti la vedova eredita metà della successione, per cui l'altra metà va ai parenti più vicini, che sono i discendenti (i figli), di cui solo uno in vita (Piera).

Soluzione
1/2 della successione va alla moglie e 1/2 della successione alla figlia Piera.
Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi e la propria mamma.

Diritto
si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite; in questo caso, la vedova è in concorrenza con la stirpe dei genitori, per cui eredita 3/4 della successione, mentre il 1/4 rimanente va alla stirpe dei genitori, di cui solo uno in vita.

Soluzione
3/4 della successione va alla vedova e 1/4 va alla madre del defunto.
Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi, i figli Piera e Mario, oltre la madre Maria.

Diritto
si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite; in questo caso la vedova è in concorrenza sia con la stirpe dei discendenti, che con quella dei genitori; tuttavia abbiamo visto che nell'ordine prima ereditano i discendenti e solo in caso di loro mancanza, si sale alla stirpe dei genitori, per cui nel caso concreto, in presenza di discendenti, i genitori sono esclusi dalla successione.

Soluzione
il coniuge superstite eredita metà della successione, mentre l'alta metà va ai figli, nella misura di metà ciascuno (1/2 al coniuge superstite, 1/4 alla figlia e 1/4 al figlio).

 

La successione testamentaria

La successione testamentaria esiste quando il defunto ha lasciato delle disposizioni di ultima volontà, ossia un testamento o ha concluso, quando era in vita, un contratto successorio.
Vediamo dunque prima di tutto cosa sono un testamento ed un contratto successorio.
Il testamento è una disposizione di ultima volontà unilaterale: il defunto indica come vuole che sia divisa la sua eredità e, se lo desidera, indica anche agli eredi delle disposizioni funerarie (che tipo di funerale vuole, se desidera le pubblicazioni sui quotidiani, se desidera che al funerale presenzino solo determinate persone, ecc.); unilaterale significa che il testatore indica le sue volontà oggi e può revocarle domani, ossia quando più gli pare; unilaterale significa voluta dal testatore senza che nessuno degli eredi abbia o meno dato il suo consenso.
Questo atto unilaterale si differenzia dal contratto successorio, che presuppone invece la partecipazione di almeno due persone: il cosiddetto testatore da una parte (colui che esprime le disposizioni di ultima volontà) e il futuro erede dall'altra (colui che è beneficiato da disposizioni di ultima volontà o, in certi casi, colui che viene estromesso dalla successione, nel senso che si dichiara d'accordo di non ereditare, nonostante ne abbia il diritto).

Riassuntivamente:

  • Testamento: è un atto unilaterale, sempre modificabile o revocabile;
  • Contratto successorio: è un atto bilaterale, modificabile o revocabile sono con l'accordo dell'altra parte (uno o più eredi).

Una volta chiarita questa differenza è ora importante sapere a quali condizioni e in quale forma vengono redatti il testamento e il contratto successorio.

 

Le disposizioni di ultima volontà

Il testamento

Il testamento può essere redatto validamente se il testatore adempie alle seguenti due condizioni:

  • si ha compiuto 18 anni;
    e
  • si ha la capacità di discernimento (si è capaci di intendere e volere).

Le tre forme di testamento sono le seguenti:

Il testamento olografo deve esser scritto interamente a mano dal testatore, il quale dovrà anche aggiungere la data completa (giorno, mese e anno) ed infine firmarlo.
Le sue condizioni fondamentali di validità sono dunque le seguenti:

  • scritto a mano (e non a macchina, a computer, ecc.);
  • dal testatore (e non da terzi, p. es. il coniuge, parenti, ecc.);
  • interamente (compreso la data);
  • dev'essere indicata la data completa (giorno, mese e anno del giorno in cui si è redatto);
  • dev'essere firmato (non è necessaria una firma ufficiale, basta che si capisca: il padre può p. es. firmare "papà").

Esempio di testamento olografo redatto da Alberto Forni, Viganello:

 

Testamento

 

Il testamento pubblico necessita obbligatoriamente la partecipazione di un notaio e di due testimoni, per cui riveste la cosiddetta forma notarile: è un vero e proprio atto notarile (rogito), dove il notaio redige le volontà del testatore e inoltre due testimoni partecipano all'atto. E' la forma più sicura, siccome il notaio non ha solo il ruolo di trascrivere le volontà del testatore, ma anche di consiglialo.

Il testamento orale è un tipo di testamento molto raro, siccome è accettato solo in casi veramente eccezionali: in caso di pericolo di morte imminente, di epidemie, guerre, ecc. In questo caso il testatore dichiara le sue ultime volontà a due testimoni che si occupano di redigerle per scritto e consegnarle ad un'autorità giudiziaria.

 

Il contratto successorio

Si tratta di un vero e proprio contratto, concluso da almeno due parti: da un lato il testatore (che dispone delle sue ultime volontà) e dall'altro il potenziale erede (che accetta quanto il testatore desidera). Contrariamente al testamento, per revocare un contratto successorio è necessario avere il consenso di chi ha partecipato all'atto quale potenziale erede. Per fare un esempio pratico, un padre può concludere un contratto successorio con uno dei suoi tre figli e concordare con lui che visto che ha già ricevuto un bene della successione (p. es. un appartamento), alla morte del padre non rivendicherà più nulla (giuridicamente siamo in presenza di un cosiddetto contratto di rinuncia ereditaria). Se in futuro il padre o il figlio non fossero più d'accordo con quanto concordato nel contratto successorio dovrebbero nuovamente trovarsi e concordare insieme un'altra soluzione: se uno dei due si oppone, il contratto successorio originario rimane in vigore e non potrà essere revocato unilateralmente dal padre o dal figlio.
La forma del contratto successorio è quella pubblica, ossia dell'atto notarile: anche in questo caso (come per il testamento pubblico) è necessaria la presenza del notaio che redigerà le volontà delle parti e di due testimoni.

 

La quota ereditaria e la porzione legittima

La quota ereditaria si distingue dalla porzione legittima come segue.
Quota ereditaria: è la parte di eredità che va agli eredi in caso di mancanza di disposizioni di ultima volontà;
Porzione legittima: è la parte di eredità che spetta per legge a determinati eredi e di cui il testatore non può liberamente disporre a favore di altri.

La porzione legittima è una parte della quota legale che spetta obbligatoriamente a determinati eredi; questi eredi sono:

  • il coniuge superstite;
  • i discendenti;
  • i genitori (in caso di assenza dei discendenti).

E' quindi importante subito capire che solo le categorie di eredi sopra menzionate hanno diritto alla cosiddetta "legittima"; in altre parole, in assenza di tutte e tre le categorie di eredi sopra descritte, il testatore può disporre della propria successione come più preferisce: può lasciare tutti i suoi beni in beneficenza, ad una fondazione, ad un parente, a una terza persona ecc. Per contro, in presenza di una categoria di eredi che hanno garantita per legge la porzione legittima, il testatore potrà disporre dei suoi beni solo limitatamente ad una parte, ossia la cosiddetta "porzione disponibile", che si calcola prendendo tutti i beni della successione, meno la frazione che va obbligatoriamente agli eredi che hanno diritto alla legittima.
Come detto sopra, la porzione legittima si calcola partendo dalla quota disponibile e applicando la frazione sotto indicata:

  • per il coniuge superstite la legittima è di 1/2 della propria quota ereditaria;
  • per ogni discendente la legittima è di 3/4 della propria quota ereditaria;
  • per ogni genitore la legittima è di 1/2 della propria quota ereditaria.
 

Riprendiamo dunque gli esempi concreti esposti nel paragrafo della successione legale.

 

 

Esempi concreti

Chi eredita, quanto è la quota ereditaria e qual é la rispettiva porzione legittima? Quanto potrà essere la porzione disponibile?

Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi e i due figli, Mario (premorto) e Piera.

Diritto
per il calcolo della quota ereditaria si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite, ossia se vi sono discendenti la vedova eredita metà della successione, per cui l'altra metà va ai parenti più vicini, che sono i discendenti (i figli), di cui solo uno in vita (Piera). Per il calcolo della porzione legittima è necessario esaminare quali eredi hanno diritto per legge alla legittima e applicare la relativa frazione alla rispettiva quota ereditaria.

Soluzione

  • quota legale: 1/2 della successione alla moglie e 1/2 alla figlia Piera;
  • legittima: 1/4 (1/2 x 1/2) della successione alla vedova e 3/8 (1/2 x 3/4) alla figlia Piera;
  • porzione disponibile: 3/8 della successione (1 - 1/4 - 3/8).

Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi e la propria mamma.

Diritto
per il calcolo della quota ereditaria si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite; in questo caso, la vedova è in concorrenza con la stirpe dei genitori, per cui eredita 3/4 della successione, mentre il 1/4 rimanente va alla stirpe dei genitori, di cui solo uno in vita. Per il calcolo della porzione legittima è necessario esaminare quali eredi hanno diritto per legge alla legittima e applicare la relativa frazione alla rispettiva quota ereditaria.

 

Soluzione

  • quota legale: 3/4 della successione alla vedova e 1/4 alla madre del defunto;
  • legittima: 3/8 (3/4 x 1/2) della successione alla vedova e 1/8 (1/4 x 1/2) alla madre del defunto;
  • porzione disponibile: 1/2 della successione (1 - 3/8 - 1/8).

Fatti
muore il signor Luca Rossi, lasciando la vedova Luisa Rossi, i figli Piera e Mario, oltre la madre Maria.

Diritto
per il calcolo della quota ereditaria si parte sempre dalla posizione del coniuge superstite; in questo caso la vedova è in concorrenza sia con la stirpe dei discendenti, che con quella dei genitori; tuttavia abbiamo visto che nell'ordine prima ereditano i discendenti e solo in caso di loro mancanza, si sale alla stirpe dei genitori, per cui nel caso concreto, in presenza di discendenti, i genitori sono esclusi dalla successione.

Soluzione

  • porzione disponibile: 3/8 della successione (1 - 1/4 - 3/16 - 3/16).
  • legittima: 1/4 (1/2 x 1/2) della successione alla vedova e 3/16 (1/4 x 3/4) alla figlia e 3/16 al figlio;
  • quota legale: 1/2 della successione alla vedova, 1/4 alla figlia e 1/4 al figlio;

 

Per semplificare il discorso relativo alla porzione disponibile, espongo i casi più frequenti, in modo da permettere di sapere subito quale è la parte (frazione) di libera disposizione della propria eredità; in altre parole, facendo testamento, quale sarà la parte che il testatore potrà lasciare a chi desidera, senza essere vincolato dalla porzione legittima prevista dalla legge?

 

 

 

Caso Porzione
(liberamente) disponibile
XY muore e lascia moglie e uno o più figli 3/8
XY muore e lascia uno o più figli 1/4
XY muore e lascia uno o entrambi i genitori, la moglie e uno o più figli 3/8
XY muore e lascia il coniuge superstite 1/2
XY muore e lascia coniuge superstite e uno o entrambi i genitori 1/2
XY muore e lascia fratelli e/o sorelle tutto
XY muore e lascia uno o più figli e uno o entrambi i genitori 1/4

 

I termini di legge

Nell'ambito giuridico sono di fondamentale importanza i cosiddetti "termini", ossia i tempi in cui i propri diritti devono essere esercitati; passato tale termine, i propri diritti saranno prescritti.

Dal punto di visita del diritto successorio segnalo schematicamente i termini più importanti:

 

Per rinunciare all'eredità 3 mesi
Per chiedere il beneficio d'inventario 1 mese
Per chiedere la liquidazione d'ufficio 3 mesi
Per contestare un testamento siccome lo si pretende nullo 1 anno
Per contestare un testamento che lede la legittima 1 anno
Per rivendicare un bene in possesso di un terzo (petizione di eredità) 1 anno

 

I termini cominciano a decorrere in momenti diversi, che possono essere la morte del defunto, la conoscenza della morte del defunto, la comunicazione delle disposizioni di ultima volontà del defunto, ecc.
La questione dei termini è molto importante, siccome se li si lasciano trascorrere senza esercitare i propri diritti, si rischia di essere preclusi, ossia di non poterli più esercitare, subendo così notevoli perdite.