37c Art. 119 cpv. 2, 122 cpv. 1 lett. a) CPC

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Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2014 (III. Diritto di famiglia)

Gratuito patrocinio – vincolatività per il giudice dell’indicazione del patrocinatore – onorario dovuto al patrocinatore in regime di gratuito patrocinio – spese di trasferta

La proposta della parte al beneficio del gratuito patrocinio di nominare un determinato patrocinatore non è vincolante per il giudice, il quale tuttavia se ne scosta solo in presenza di validi motivi. Il giudice può rifiutare di incaricare un legale di un altro distretto per ragioni di economicità, considerando i costi generati dalle trasferte. Può però anche disporre che le spese e il tempo per le trasferte di un legale fuori distretto non sono riconosciuti, ma in tal caso deve darne preventivamente avviso al legale affinché questi possa decidere se assumere comunque il mandato.

III CCA 23.1.2014 N. 13.2013.91

Riassunto dei fatti:

Nell’ambito di una procedura di divorzio, con decisione emanata al termine della procedura una delle parti è stata posta al beneficio del gratuito patrocinio. Decidendo sulle spese giudiziarie, il Pretore ha tassato la nota professionale del patrocinatore, dalla quale ha escluso il tempo e le spese per le trasferte da Locarno a Lugano. Il reclamo del patrocinatore contro la decurtazione è stato accolto per i seguenti motivi:

3. Nel caso in rassegna il Pretore, enunciati alcuni principi generali, ha ridotto la nota dalla legale della convenuta in considerazione del fatto che la medesima non ha dovuto presentare alcun memoriale in causa, che il tempo dei colloqui e contatti con la cliente e terzi sono apparsi oggettivamente eccessivi e che non si giustifica riconoscere integralmente il tempo dedicato all’elaborazione della convenzione. Da ultimo, il primo Giudice ha così motivato la decisione di decurtare dalla predetta nota professionale l’onorario e le spese esposte per le trasferte dallo studio legale al foro della procedura di divorzio: «In regime di gratuito patrocinio non sussiste alcuna libera scelta del legale. Di principio, se non sussistono particolari ragioni che giustificano il contrario, occorre comunque rifarsi ai legali nel distretto onde precisamente evitare inutili costi legati alla distanza».

4. La reclamante si duole del fatto che non le sono stati riconosciuti gli onorari per le trasferte da lei effettuate per l’adempimento del suo mandato e le relative spese, senza che nella decisione impugnata vi siano indizi che permettano di stabilire per quale motivo il giusdicente sia giunto a tale conclusione, rilevando che A., posta al beneficio del gratuito patrocinio, era libera di scegliere il rappresentante in cui riporre la propria fiducia, indipendentemente da dove abbia la sede lo studio legale e di conseguenza senza doversi accollare le relative spese legate alle succitate trasferte.

5. Giusta l’art. 119 cpv. 2 CPC la parte che fa istanza di gratuito patrocinio può indicare il nome del patrocinatore desiderato. La scelta del patrocinatore compete nondimeno al giudice, e non v’è un diritto costituzionale alla libera scelta dell’avvocato d’ufficio nell’ambito del gratuito patrocinio (Bohnet/Martenet, Droit de la profession d’avocat, 2009, pag. 699 e segg.). Vero è che in genere il giudice non si scosta dalle indicazioni della parte richiedente senza che ve ne sia una ragione. Motivi per scostarsi da tali indicazioni possono essere segnatamente ragioni di economicità, come esplicitamente previsto dall’art. 3 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RtarRip).

5.1. Nel caso concreto, in accoglimento dell’istanza di A., il Pretore ha posto la medesima al beneficio dell’assistenza giudiziaria, compreso il gratuito patrocinio, designando quale patrocinatrice l’avv. X.

6. Il patrocinatore ha diritto all’onorario per le prestazioni necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi del RtarRip (art. 2 RtarRip). Egli ha inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio (art. 2 cpv. 2 e 6 RtarRip).

6.1. Il tempo impiegato dal patrocinatore per recarsi all’udienza e le relative spese sono considerati necessari per garantire un’adeguata difesa del patrocinato. Di principio essi devono quindi essere rimunerati, come peraltro previsto dall’art. 6 cpv. 2 RtarRip.

7. Il Pretore non ha riconosciuto il tempo e le spese per le trasferte, argomentando che non sussiste alcuna libera scelta del legale e, di principio, se non sussistono particolari ragioni che giustificano il contrario, occorre riferirsi ai legali nel distretto onde evitare inutili costi legati alla distanza. L’argomento è di per sé pertinente, ma nel caso concreto l’esito non può essere condiviso. La questione dei costi avrebbe, se del caso, dovuto indurre il primo giudice a non dar seguito alle indicazioni della richiedente in punto alla persona del patrocinatore e a nominarne uno che esercita l’attività nel distretto, oppure, in alternativa, egli avrebbe perlomeno dovuto rendere attenti che le spese di trasferta e il relativo tempo non sarebbero stati riconosciuti, dando così la possibilità alla patrocinatrice di scegliere se accettare il mandato, rispettivamente all’assistita di valutare se assumere di persona le relative spese. Ciò andava però fatto al momento in cui è stata chiesta l’assistenza giudiziaria, non solo al termine della procedura. Non è invece ammissibile procedere come fatto nella situazione concreta e, senza aver fatto le dovute riserve, defalcare al termine del procedimento le spese il cui pagamento è espressamente previsto dalla legge.

7.1. Per i motivi che precedono il reclamo dev’essere accolto. Di conseguenza l’importo riconosciuto dal Pretore è aumentato di fr. 478.80 per il tempo di trasferta (2h e 40’) e fr. 152.– per le spese.

 

CC 1907      RS 210
Codice civile svizzero, del 10 dicembre 1907