9c Art. 163 cpv. 1, 176 cpv. 1 n. 1 CC

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2015 (III. Diritto di famiglia)

Contributo di mantenimento per un coniuge durante il matrimonio

Coniuge creditore che vive in comunione domestica con un nuovo partner.

I CCA 7.10.2014 N. 11.2013.48

7. Secondo costante giurisprudenza, anche qualora non si possa più seriamente contare su una ripresa della comunione domestica, l’obbligo di mantenimento fra coniugi continua a essere disciplinato dall’art. 163 cpv. 2 CC, tanto nel quadro di misure a protezione dell’unione coniugale quanto in sede provvisionale nelle cause di separazione o divorzio (I CCA, sentenza inc. 11.2009.173 del 6 settembre 2012, consid. 12 con rinvii). Per determinare il contributo alimentare occorre dipartirsi così dagli accordi presi esplicitamente o tacitamente dalla coppia sul riparto dei compiti e le prestazioni in denaro durante la vita in comune (DTF 138 III 99 consid. 2.2 con rinvio a 137 III 386 consid. 3.1; sentenza del Tribunale federale 5A_329/2014 del 28 agosto 2014, consid. 4.1.1). Nel caso in cui un coniuge viva in comunione domestica con un nuovo partner, determinante è sapere pertanto quale sia l’impatto del concubinato sul diritto al mantenimento.

Ciò premesso, qualora un coniuge sia aiutato finanziariamente dal nuovo partner, il contributo alimentare va ridotto nella misura delle prestazioni effettivamente ricevute dal creditore (DTF 138 III 99 consid. 2.3.1). Ove non si dia alcun sostegno finanziario, o se le prestazioni fornite dal nuovo partner non possono essere dimostrate o rese verosimili, può sussistere nondimeno una semplice convivenza («concubinato semplice», «comunione di tetto e di tavola»), che consente economie di scala. Determinante non è in tal caso la durata della convivenza, bensì il beneficio economico che ne deriva (DTF 138 III 100 consid. 2.3.2). I conviventi si presumono allora partecipare metà ciascuno alle spese comuni, seppure il contributo effettivo dell’uno sia inferiore a quello dell’altro (sentenza del Tribunale federale 5P.90/20102 del 17 gennaio 2002, menzionata in: FamPra.ch 11/2010 pag. 160), compreso il costo dell’alloggio (salvo che l’alloggio sia destinato a ospitare anche i figli dell’uno o dell’altro: sentenza del Tribunale federale 5A_453/2009 del 9 novembre 2009, consid. 4.2.3, in: FamPra.ch 11/2010 pag. 160).

Se invece il coniuge creditore ha costituito con il nuovo partner una comunione di vita e di destini («di tetto, di tavola e di letto») così stretta da far apparire il nuovo partner disposto ad assicurare fedeltà e assistenza alla stessa stregua di quanto l’art. 159 cpv. 3 CC prescrive trattandosi di un coniuge («concubinato qualificato»), il contributo alimentare può essere soppresso già nelle protezioni dell’unione coniugale o negli assetti provvisionali durante le cause di separazione o divorzio. Poco importa che i due dispongano o non dispongano dei mezzi economici necessari allo scopo. Le conseguenze di un «concubinato qualificato» non si differenziano, sotto questo profilo, da quelle che esplicano le nuove nozze di un coniuge beneficiario, il quale perde il diritto al mantenimento quand’anche il nuovo coniuge non sia in grado di offrirgli lo stesso tenore di vita garantito dal precedente coniuge. Un «concubinato qualificato» comporta perciò la sospensione o la soppressione dei contributi alimentari, diversamente dalla semplice convivenza che – come si è appena spiegato – implica unicamente una riduzione dei costi di mantenimento per i partecipanti, ovvero un adeguamento del contributo alimentare, ma non la sospensione né la riduzione del medesimo (DTF 138 III 100 consid. 2.3.3 con richiami; nello stesso senso: I CCA, sentenza inc. 11.2010.108 dell’11 gennaio 2012, consid. 7b con riferimenti; RtiD I-2007 pag. 733 consid. dd).

 

 

CC 1907 RS 210

Codice civile svizzero, del 10 dicembre 1907