11c Art. 310 segg. CC; 1 segg. OAMin

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Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2015 (III. Diritto di famiglia)

Condizioni e procedura di autorizzazione per l’affido familiare – autorità di ricorso

Per ottenere l’affidamento del nipote i nonni devono adempiere alle condizioni fissate dall’Ordinanza sull’affiliazione (OAMin) e ottenere l’autorizzazione dell’Ufficio dell’aiuto e dalla protezione (UAP). Le decisioni di tale ufficio sono impugnabili dinanzi al Consiglio di Stato e, in seconda istanza, alla Camera di protezione.

CDP 27.4.2015 N. 9.2014.209

4.  […] Sulla base della delega di competenza di cui all’art. 22 della Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie), il Consiglio di Stato ha emanato il Regolamento della Legge per le famiglie, nel quale ha disciplinato i requisiti e la procedura per l’ottenimento dell’autorizzazione quale famiglia affidataria. 
Nel suddetto regolamento, la competenza di autorizzare gli affidamenti famigliari ai sensi della legislazione federale è stata conferita all’Ufficio dell’aiuto e della protezione (art. 3 lett. a del Regolamento).

Per ottenere l’affidamento del nipote, i nonni materni devono quindi preventivamente ottenere la relativa autorizzazione; in sua assenza l’affido è, per legge, escluso.

 

In concreto, l’Ufficio dell’aiuto e della protezione ha esperito la valutazione di sua competenza ed ha concluso che la famiglia F. non assolve i criteri per ottenere l’autorizzazione all’affido (rapporto Ufficio dell’aiuto e della protezione del 16 aprile 2014, pag. 3).     
Detto in altri termini, l’autorizzazione è stata loro negata: l’affido del nipote non può, di conseguenza, entrare in considerazione.          
In proposito è bene precisare che, ai sensi dell’art. 27 cpv. 2 OAMin, quando le competenze dell’autorità sono state affidate ad altri uffici, il ricorso contro le decisioni è retto dal diritto cantonale.         
La Legge per le famiglie prevede che le decisioni del Dipartimento, alle quali sono equiparate le decisioni degli uffici subordinati, possono essere impugnate dinnanzi al Consiglio di Stato (art. 44 cpv. 1 in relazione con l’art. 80 lett. b LPAmm e 4 cpv. 4 della Legge sulle competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti); contro le decisioni del Consiglio di Stato in materia di autorizzazione ad accogliere minorenni in affidamento famigliare ai sensi dell’OAMin così come contro le decisioni di revoca di queste autorizzazioni è dato ricorso alla Camera civile del Tribunale di appello, ossia, dal 1° gennaio 2013, alla Camera di protezione (cfr. art. 48 lett. f n. 5 LOG); è applicabile la LPAmm (art. 45 cpv. 1 e 2 Legge per le famiglie).           
Quindi, se la madre e/o i nonni non condividevano la mancata autorizzazione al-l’affido o le conclusioni del rapporto del 16 aprile 2014, lo dovevano contestare mediante ricorso al Consiglio di Stato nel termine di 30 giorni (art. 68 cpv. 1 LPAmm). Ciò non è stato fatto. Ogni contestazione in merito è quindi tardiva e comunque indirizzata all’autorità errata, la Camera di protezione ha unicamente una competenza in seconda istanza, per verificare la legittimità delle decisioni del Consiglio di Stato, non dell’Ufficio dell’aiuto e della protezione.