55c Art. 93 LEF; 278 cpv. 2 CC

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Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2016 (III. Diritto di famiglia)

Calcolo del minimo di esistenza – spese di mantenimento per il figliastro

Il dovere di assistenza del patrigno è sussidiario rispetto all’obbligo di mantenimento dei genitori verso i propri figli. Qualora il patrigno non dimostri che le risorse dei genitori del figliastro sono insufficienti a provvedere al mantenimento di quest’ultimo, viene meno il suo dovere di assistenza sussidiario nei confronti del figliastro previsto dall’art. 278 cpv. 2 CC, sicché non è possibile computare nel minimo d’esistenza del patrigno le spese di mantenimento (ordinarie e/o straordinarie) del figliastro (consid. 6.1-6.2).

 

CEF 11.5.2015 N. 15.2015.8

6.  La ricorrente si duole, infine, del fatto che l’UE abbia ammesso nel minimo d’esi­stenza dell’escusso fr. 166.– per le spese dentistiche di Y., malgrado que­st’ul­timo sia figlio di primo letto di sua moglie. Al riguardo, sostiene che secondo la legge il dovere di un coniuge verso i figli esclusivamente dell’altro coniuge è soltanto sussidiario e indiretto, sicché – a suo avviso – a B. può essere riconosciuto al massimo un supplemento di fr. 83.– mensili per le spese dentistiche di Y. Il resistente si limita invece a sostenere che la richiesta dell’insorgente appare assurda.

6.1.  Affinché le spese per il mantenimento dei figli possano entrare in linea di conto nel computo del minimo di esistenza, è necessario che in capo al debitore sussista effettivamente un obbligo legale o, eccezionalmente, un dovere morale di mantenimento (sentenza della CEF 15.2013.67 del 14 ottobre 2013, consid. 2.1 e riferimenti citati). Giusta l’art. 278 cpv. 2 CC, i coniugi si devono vicendevolmente adeguata assistenza nell’adempimento dell’obbligo verso i figli nati prima del matrimonio. Il dovere di assistenza del patrigno è tuttavia sussidiario rispetto all’obbligo di mantenimento dei genitori verso i propri figli (sentenza del Tribunale federale 5C.82/2004 del 14 luglio 2004, consid. 3.2; DTF 120 II 287, consid. 2b). Vi si può far capo soltanto nella misura in cui le risorse dei genitori siano insufficienti, il fabbisogno minimo del patrigno e dei suoi figli sia coperto e l’importo del contributo non sia superiore a quello che sarebbe stato senza il nuovo matrimonio (sentenza del Tribunale federale 5A_352/2010 del 29 ottobre 2010 consid. 6.2.2).

 

6.2  Nel caso di specie, chiamato con ordinanza presidenziale del 14 aprile 2015 a dimostrare il suo dovere di assistenza nei confronti del figliastro Y., con scritto del 27 aprile 2015 B. si è limitato ad affermare di non aver chiesto al padre di Y. alcuna partecipazione alle spese dentistiche del figlio, ritenuto che la sua situazione economica non gli avrebbe consentito un intervento finanziario. Non avendo l’escusso, disattendendo quanto esplicitamente richiestogli, dimostrato che il padre di Y. non è in grado di assumere la metà dei costi del noto intervento ortodontico e neppure che il padre ha rifiutato tale partecipazione, la contestazione della richiesta ricorsuale di escludere dal minimo esistenziale del­l’escusso la metà del costo in questione, rateizzato, si rivela irricevibile (art. 20a cpv. 2 n. 2 LEF; 19 cpv. 4 LPR).       
Non risultando così adempiuto il primo presupposto previsto dalla giurisprudenza per ammettere un dovere di assistenza (parziale) del patrigno nei confronti del figlio del suo coniuge, ovvero l’insuffi­cien­za di risorse dei genitori (sopra consid. 6.1), il ricorso va accolto anche su questo punto senza necessità di ulteriori accertamenti (sopra consid. 2). Del resto, in una sentenza recente del 3 aprile 2015 (inc. 11.2013.5) la prima Camera civile del Tribunale d’appello ha considerato che, vista la situazione finanziaria di B., non entrava in linea di conto un suo obbligo di assistenza verso il figlio dell’attuale moglie (consid. 6 in fine).           
Ne discende che la voce inerente alle spese dentistiche va ridotta di metà, a fr. 83.– mensili.