12 Art. 4 cpv. 1 lett. a) e c) Laps; 2a Reg. Laps; 22 Las

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2017 (III. Diritto di famiglia)

Convivenza stabile – calcolo della prestazione assistenziale ordinaria – applicazione dei medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente

Nel caso di due persone che convivono in modo stabile e che quindi costituiscono un’unica unità di riferimento, il legislatore ticinese ha stabilito, a differenza di altri cantoni, che la prestazione assistenziale ordinaria viene calcolata applicando i medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente.                                                                                                                            
Nel caso di specie, pertanto, l’USSI ha effettuato il conteggio del diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria del ricorrente che convive in modo stabile con il compagno computando anche i redditi e le spese del convivente nella misura definita dalla Las e dalla Laps e non tenendo conto per quest’ultimo di un budget ampliato (comprensivo delle imposte e degli alimenti dovuti alla moglie da cui è separato) in quanto persona non richiedente l’assistenza sociale, come invece fatto valere nel ricorso.                                          
Il diritto a una prestazione assistenziale ordinaria è stato a ragione negato.

TCA 2.8.2016 N. 42.2016.6-7

Convivenza stabile – calcolo della prestazione assistenziale ordinaria – applicazione dei medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente

Nel caso di due persone che convivono in modo stabile e che quindi costituiscono un’unica unità di riferimento, il legislatore ticinese ha stabilito, a differenza di altri cantoni, che la prestazione assistenziale ordinaria viene calcolata applicando i medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente.                                                                                                                            
Nel caso di specie, pertanto, l’USSI ha effettuato il conteggio del diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria del ricorrente che convive in modo stabile con il compagno computando anche i redditi e le spese del convivente nella misura definita dalla Las e dalla Laps e non tenendo conto per quest’ultimo di un budget ampliato (comprensivo delle imposte e degli alimenti dovuti alla moglie da cui è separato) in quanto persona non richiedente l’assistenza sociale, come invece fatto valere nel ricorso.                                          
Il diritto a una prestazione assistenziale ordinaria è stato a ragione negato.

TCA 2.8.2016 N. 42.2016.6-7

2.13.  Nel caso di specie risulta, innanzitutto, che A. e B. convivono in maniera stabile ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg. Laps.   
In effetti è lo stesso A. ad aver affermato, il 10 novembre 2015, che «(…) dal 2011 convivo con il signor B. Il nostro rapporto di convivenza non è registrato presso le autorità.» (cfr. doc. VII2 inc. 42.2016.6).

Inoltre, come visto sopra, il 17 novembre 2015 il formulario «Procura, compensazione e restituzione» che va sottoscritto dal richiedente le prestazioni e dalle persone facenti parte dell’unità di riferimento è stato firmato sia da A. che da B. (cfr. doc. 78).       
In occasione dell’appuntamento allo Sportello Laps del 10 dicembre 2015 A. ha, poi, firmato il modulo «Conferma» dell’inoltro della domanda di assistenza sociale da cui risulta che la sua unità di riferimento è composta del medesimo e di B. senza sollevare obiezioni (cfr. doc. 79; 75-77).

Il TCA non ignora che nel proprio reclamo A. ha affermato che tra lui e B. vi sarebbe soltanto un rapporto di amicizia e che quando ha indicato di convivere con questi intendeva unicamente che abita nello stesso luogo di B. (cfr. doc. VII3 inc. 42.2016.6).

Tuttavia gli insorgenti con i ricorsi non hanno contestato di far parte della stessa unità di riferimento, né il principio che B., in quanto convivente, partecipi al sostentamento di A. (cfr. doc. I inc. 42.2016.6; 42.2016.7).

Pertanto, anche alla luce dei documenti del 10 e 17 novembre 2015, nonché 10 dicembre 2015 menzionati sopra, occorre concludere che a ragione l’USSI nel calcolo relativo al diritto di A. a una prestazione assistenziale ordinaria dal mese di dicembre 2015 ha tenuto conto, oltre che del medesimo, anche di B. (cfr. doc. 65).

2.14.  Gli insorgenti nei ricorsi hanno, però, censurato il calcolo concernente la prestazione assistenziale ordinaria, segnatamente, nella misura in cui ad B. non è stato riconosciuto un «budget ampliato», ossia non sono state considerate delle spese supplementari (imposte, alimenti alla moglie) rispetto al richiedente l’assistenza sociale, in casu A. (cfr. doc. I inc. 42.2016.6; doc. I inc. 42.2016.7).

A loro sostegno i ricorrenti invocano la giurisprudenza federale, e meglio la sentenza del Tribunale federale 8C_433/2009 del 10 febbraio 2010 e le norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS).    
[…]

Riguardo alla funzione delle disposizioni COSAS, cfr. C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e pag. 114-115 relativamente al principio di sussidiarietà.

2.15.  Nella sentenza 8C_433/2009 del 10 febbraio 2010, pubblicata in DTF 136 I 129, l’Alta Corte, in un caso di convivenza stabile in cui è stato stabilito che i mezzi di cui disponeva il convivente dovevano essere presi in considerazione nel calcolo dell’assistenza sociale, ha distinto effettivamente tra le spese e i redditi che vanno computati per la persona richiedente/beneficiaria dell’assi­stenza sociale, da una parte, e le spese e i redditi da tenere conto per il concubino non beneficiario dell’assistenza sociale, dall’altra, indicando, facendo riferimento alle norme COSAS, che solo il reddito che supera i propri bisogni calcolati in modo ampliato (fra i quali le imposte e in contributi alimentari dovuti) va conteggiato al partner che domanda prestazioni assistenziali.        
Va, tuttavia, rilevato che quel caso di specie riguardava una coppia di conviventi del Cantone Neuchâtel il cui diritto cantonale, dal profilo dell’assistenza sociale, perlomeno al momento del caso in questione, non disciplinava il rapporto di concubinato stabile, ossia non contemplava regole di calcolo specifiche riguardanti la situazione dei conviventi.   
Le norme COSAS sono state applicate a titolo di diritto cantonale suppletivo in virtù dell’art. 24 del decreto emesso dal Consiglio di Stato neocastellano il 4 novembre 1998 che stabiliva le norme per il calcolo dell’assistenza sociale (cfr. DTF 136 I 129 consid. 4.1.).         
La nostra Massima Istanza ha pure precisato che esistono delle prassi cantonali differenti riguardo alle modalità di computo delle risorse finanziarie del convivente non titolare del diritto, e meglio:

«(…) Certains cantons se fondent sur le revenu net de la communauté domestique formée par les concubins; les dettes fiscales sont prises en compte dans l’établisse­ment du budget (voir les jugements, cités par Hänzi, [op. cit., p. 147 s.], du Tribunal administratif du canton de Soleure du 5 septembre 2006 et du Tribunal administratif du canton de Zurich du 13 janvier 2005, VB.2004.00419; voir aussi le jugement du 12 décembre 2007, VB.2007.00399). D’autres cantons renoncent à une complète assimilation des concubins aux couples mariés, mais prennent en considération les revenus du concubin (non bénéficiaire) à raison d’un montant jugé approprié (ibidem, à propos de jugements concernant le canton d’Argovie du 28 avril 2005, in Aargauische Gerichts- und Verwaltungsentscheide BGE 136 I 129 S. 135 [AGVE] 2005 p. 283, et le canton de Schaffhouse du 1er novembre 2002, 60/2002/4).» (DTF 136 I 129 consid. 6.2.).

Il TF ha in ogni caso ribadito che nel caso di convivenza stabile non è arbitrario sommare i redditi dei due partner per fissare l’importo dell’assistenza sociale (cfr. STF 8C_232/2015 del 17 settembre 2015 consid. 4.3.; 5.2., pubblicata in DTF 141 I 153; DTF 136 I 129 consid. 6.2.).

Nel giudizio 8C_232/2015 del 17 settembre 2015, pubblicato in DTF 141 I 153, appena menzionato come pure al consid. 2.13., l’Alta Corte ha avallato il modo di procedere dell’amministrazione, che aveva computato nei redditi di una beneficiaria dell’assistenza sociale un ipotetico importo a carico del convivente («Konkubinatsbeitrag»), ritenendo la loro convivenza stabile.

Quel caso concerneva il Cantone Zurigo la cui Ordinanza sull’assistenza sociale prevede all’art. 16 cpv. 1 e 2 che un aiuto economico è garantito quando i mezzi finanziari del richiedente non sono sufficienti a coprire il proprio fabbisogno e quello dei suoi familiari. I mezzi propri del richiedente sono costituiti da tutti i redditi e la sostanza di quest’ultimo, come pure del coniuge e del partner registrato a meno che vivano separati.        
L’art. 16 cpv. 4 dell’Ordinanza enuncia che quando la conduzione dell’econo­mia domestica è effettuata dal richiedente per una persona che non rientra tra i beneficiari dell’assistenza sociale (quindi persone non appartenenti alla sua famiglia; cfr. art. 14 Legge sull’assistenza sociale del Cantone Zurigo; art. 16 cpv. 1 Ordinanza sull’assistenza sociale del Cantone Zurigo), viene computato quale reddito (del richiedente) un adeguato importo come indennizzo (cfr. www.zh.ch internet/de/rechtliche_grundlagen/gesetze.html).

2.16.  Il Cantone Ticino, contrariamente ai Cantoni Neuchâtel e Zurigo di cui alle DTF 136 I 129 e 141 I 153, ha invece chiaramente regolato nella Las la situazione delle persone che convivono, da una parte, considerando il convivente, se la convivenza è considerata stabile, nella stessa unità di riferimento del titolare del diritto (cfr. art. 4 cpv. 1 lett. c Laps, applicabile al regime dell’assistenza sociale in virtù degli art. 2 Laps; 21 Las), dall’altra, prevedendo all’art. 22 Las che il reddito disponibile residuale – la cui differenza con la soglia di intervento dopo aver considerato le prestazioni sociali di complemento viene coperta dalle prestazioni assistenziali (cfr. art. 18 Las) – è quello definito dagli art. 5 a 9 Laps, tenuto conto di determinate deroghe enunciate dal disposto stesso.

L’art. 5 Laps sancisce che il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento.

I redditi e le spese computabili Las sono elencati in modo esaustivo agli art. 22 Las e 6, 8, 9 Laps (cfr. consid. 2.9.).    
Di conseguenza tali voci devono essere conteggiate nel calcolo della prestazione assistenziale per tutte le persone componenti l’unità di riferimento.

Non è possibile non computarne alcune o conteggiarne altre non previste dalla Las e dalla Laps. 
Per inciso va osservato che, per quanto riguarda eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate, si deve sopperire tramite l’importo della soglia di intervento (cfr. STCA 42.2014.10 del 26 novembre 2014 consid. 2.12.; STCA 39.2008.3 del 13 novembre 2008 consid. 2.7.; STCA 42.2008.16 dell’11 marzo 2009 consid. 2.9.).

Ne discende che il legislatore ticinese ha stabilito che per le persone che vivono in convivenza stabile il calcolo volto a determinare l’eventuale diritto a prestazioni assistenziali ordinarie deve essere effettuato facendo capo ai medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per l’altro membro dell’unità di riferimento, ossia per il convivente.

Giova, peraltro, ricordare che le norme COSAS sono soltanto raccomandazioni all’indirizzo delle autorità sociali cantonali, comunali, della Confederazione e delle organizzazioni private di sostegno sociale. Tali raccomandazioni servono da punto di riferimento per la giurisprudenza. Tuttavia, esse acquistano carattere vincolante tramite la legislazione cantonale, le regolamentazioni comunali e la giurisprudenza (cfr. www.cosas.ch/norme-cosas; C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171; STCA 42.2015.1 del 10 giugno 2015 consid. 2.5; 2.10.).

Alla luce di quanto stabilito, sopra, risulta pertanto corretto il modo di operare dell’USSI che ha effettuato il calcolo volto a determinare l’eventuale diritto di A. a una prestazione assistenziale ordinaria dal mese di dicembre 2015 computando anche i redditi e le spese di B. nella misura definita dalla Las e dalla Laps (cfr. doc. 65-66).