5c Art. 277 cpv. 2 CC

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2017 (III. Diritto di famiglia)

Contributo alimentare per un figlio maggiorenne – nozione di «formazione appropriata» e obbligo d’informazione del figlio

La «formazione appropriata» non si esaurisce con il conseguimento di un primo ciclo di addestramento, anche se questo permette di conseguire un attestato di base, ma comprende l’intero curriculum necessario al figlio per rendersi autonomo e mettere pienamente a frutto le sue capacità.         
Il figlio è tenuto ad aggiornare regolarmente il genitore «circa i risultati e gli sviluppi della propria formazione». Se non fornisce ragguagli, il genitore può rivolgersi al giudice.

I CCA 10. 6.2016 N. 11.2014.85

Contributo alimentare per un figlio maggiorenne – nozione di «formazione appropriata» e obbligo d’informazione del figlio

La «formazione appropriata» non si esaurisce con il conseguimento di un primo ciclo di addestramento, anche se questo permette di conseguire un attestato di base, ma comprende l’intero curriculum necessario al figlio per rendersi autonomo e mettere pienamente a frutto le sue capacità.         
Il figlio è tenuto ad aggiornare regolarmente il genitore «circa i risultati e gli sviluppi della propria formazione». Se non fornisce ragguagli, il genitore può rivolgersi al giudice.

I CCA 10. 6.2016 N. 11.2014.85

6.  Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, i contributi alimentari per i figli vanno fissati non solo fino alla maggiore età, ma fino al termine di un eventuale percorso scolastico o professionale (DTF 139 III 404 in alto). Tale percorso non si esaurisce con il conseguimento di un primo ciclo di formazione, anche se questo permette di conseguire un attestato professionale di base, ma comprende l’intero curriculum necessario al figlio per rendersi autonomo, mettendo pienamente a frutto le sue capacità (cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2013.14 del 31 agosto 2015, consid. 6b con riferimenti; v. anche Meier/ Stettler, Droit de la filiation, 5a edizione, pag. 788 nota 1197). Nella fattispecie neppure il padre asserisce che l’orientamento professionale intrapreso dalla figlia non sia consono alle attitudini e alle inclinazioni di lei. Deplora di non esserne mai stato debitamente informato e di avere creduto sulla scorta di quanto gli era stato lasciato presumere che la scelta professionale della ragazza si concludesse solo nel giugno del 2021. Tale recriminazione può anche apparire comprensibile. Sta di fatto che la formazione effettivamente intrapresa dalla figlia non risulta doversi concludere prima di allora.

Come si evince dalle schede informative dell’orientamento scolastico e professionale prodotte dalla madre, la formazione di assistente di studio medico frequentata dalla figlia permette, fra i suoi perfezionamenti, di conseguire dopo tre anni di apprendistato, un ulteriore anno preparatorio e altri tre anni di formazione un bachelor of science in cure infermieristiche presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (www.locarno.ssmt.ch/formazioni.htm). La data prevista per il termine della formazione (2021) corrisponde dunque al ciclo ordinario di studi per assolvere il tirocinio (tre anni), ottenere la maturità professionale (un anno) e conseguire il bachelor. A torto il padre sostiene così che dopo i tre anni di apprendistato la formazione della figlia non sarebbe delineata perché il curriculum da lei scelto non comprenderebbe l’ottenimento di una maturità integrata. Certo, a suo avviso l’attestato di assistente di studio medico permetterà in ogni modo alla figlia di accedere al mercato del lavoro e di rendersi finanziariamente autonoma. Se non che, come si è accennato, il conseguimento di un attestato di capacità professionale di base non coincide necessariamente con il termine di un percorso scolastico o professionale, men che meno nel caso in esame, le parti essendosi intese fin dall’inizio che la figlia seguisse una formazione alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Nulla induce quindi, in definitiva, a riformare il dispositivo della sentenza impugnata, che si limita a fissare l’obbligo di mantenimento dopo la maggiore età della figlia «fino al termine della formazione SUPSI (…) prevista per giugno 2021».

7.  L’appellante chiede altresì che la figlia sia tenuta ad aggiornarlo regolarmente «circa i risultati e gli sviluppi della propria formazione». La richiesta in sé è legittima, ma tale obbligo di informazione rientra già nei doveri del figlio previsti dalla legge (Schwenzer/Cottier in: Basler Kommentar, ZGB I, 5a edizione, n. 2 e n. 5 ad art. 272). Ove la ragazza non dovesse attenervisi, toccherà all’appellante sollecitare dalla figlia i necessari ragguagli. Non dovesse ottenerli, si rivolgerà al giudice, così come potrà adirlo nell’ipotesi in cui la figlia non seguisse i corsi previsti o non li seguisse con il necessario impegno (Breitschmid in: Basler Kommentar, op. cit., n. 18 e n. 20 ad art. 277 CC). Al giudice l’appellante potrà anche chiedere di ridurre temporaneamente il contributo di mantenimento ove in determinati periodi la ragazza conseguisse un reddito proprio.