22c Art. 23 cpv. 1 CPC

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2017 (III. Diritto di famiglia)

Foro imperativo per le procedure di diritto matrimoniale – nozione di domicilio – residenza a scopo di studio

Criteri che distinguono il domicilio da una mera residenza a scopo di studio.

I CCA 18.10.2016 N. 11.2015.88

4.  Giusta l’art. 23 cpv. 1 CPC per le azioni di diritto matrimoniale il foro del domicilio di una parte, determinato secondo il Codice civile (art. 10 cpv. 2 CPC), è imperativo (art. 9 cpv. 2 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_875/2015 del 22 aprile 2016, consid. 3.2.3 con riferimenti). Determinante in una procedura di divorzio è la situazione al momento in cui è promossa causa (art. 62 cpv. 1 CPC), anche per evitare cambiamenti di domicilio strumentali (sentenza del Tribunale federale 5A_903/2013 del 29 gennaio 2014, consid. 2.2, con rinvii a DTF 116 II 9 consid. 5 e 116 II 212 consid. 2b/bb; v. anche Rep. 1996 pag. 146). Successivi cambiamenti di domicilio non importano (perpetuatio fori: Sutter-Somm/Lötscher in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuen-berger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3a edizione, n. 7 ad art. 23; Siehr/Bähler in: Basler Kommentar, ZPO, 2a edizione, n. 7 ad art. 23; Spycher in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, Berna 2012, n. 21 con rinvii ad art. 23).

5.  Conformemente all’art. 23 cpv. 1 CC il domicilio di una persona è nel luogo in cui questa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente. Il domicilio presuppone due requisiti cumulativi: l’uno oggettivo, consistente nella residenza effettiva in un determinato luogo, l’altro soggettivo, consistente nell’intenzione di stabilirsi durevolmente in quel luogo. L’interessato deve dunque fare del luogo in questione il centro dei suoi interessi personali, familiari e professionali, ciò che va stabilito in base a circostanze oggettive e riconoscibili, non semplicemente in funzione dei suoi propositi (DTF 137 II 126 consid. 3.6, 137 III 600 consid. 3.5). Di regola il domicilio corrisponde al centro delle relazioni individuali, ovvero al luogo in cui il soggetto dorme, trascorre il tempo libero, ha i suoi effetti personali, dispone usualmente di un indirizzo postale e di un collegamento telefonico. Indicazioni figuranti in documenti amministrativi (per esempio licenze di circolazione e di condurre), come pure il deposito di certificati o di documenti d’identità in un dato luogo costituiscono seri indizi per un domicilio civile, al punto da istituire una presunzione di fatto, ma rimangono pur sempre indizi alla stregua delle attestazioni che rilascia la polizia degli stranieri, l’autorità fiscale o un organismo delle assicurazioni sociali. E tale presunzione è refragabile (DTF 141 V 535 consid. 5.2, 136 II 410 consid. 4.3; sentenze del Tribunale federale 5A_812/2015 del 6 settembre 2016, consid. 5.1.2 con rinvii e 5A_875/2015 del 22 aprile 2016, consid. 3.2.3 con rinvii).

6.  Trattandosi di una dimora in un luogo «a scopo di formazione», essa non costituisce domicilio (art. 23 cpv. 1 seconda frase CC, che riprende l’art. 26 vCC). Ciò non esclude che in casi particolari la persona possa stabilire nel luogo di dimora il centro dei suoi interessi, sicché quel luogo diventi il domicilio. Occorrono però seri elementi a tal fine (v. DTF 137 II 122 consid. 3.6; Meier/de Luze, Droit des personnes, articles 11–89a CC, Ginevra/Zurigo/ Basilea 2014, pag. 192 n. 402; Steinauer/Fountoulakis, Droit des personnes physiques et de la protection de l’adulte, Berna 2014, pag. 124 n. 364; D. Staehlin in: Basler Kommentar, ZGB I, 5a edizione, n. 19d ad art. 23; Eigenmann in: Commentaire romand, CC I, Basilea 2010 n. 6 ad art. 26 vCC; E. Bucher in: Berner Kommentar, edizione 1976, n. 3 ad art. 26 vCC). Non assurge a domicilio il luogo di residenza se lo studente rientra regolarmente dai genitori il fine settimana o durante le vacanze semestrali. Diventa domicilio invece il luogo di residenza ove lo studente stabilisca con quel luogo un legame particolarmente stretto, allentando sensibilmente i legami con il domicilio anteriore (sentenza del Tribunale federale 9C_946/2008 dell’11 febbraio 2009, consid. 4.1 con riferimenti).