7c Art. 273 cpv. 1 CC

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2017 (III. Diritto di famiglia)

Filiazione – esercizio delle relazioni personali in un ambiente «neutro»

Luogo in cui deve svolgersi il diritto di visita nel caso di rapporti conflittuali fra i genitori.

 

I CCA 29.12.2016 N. 11.2015.17

Filiazione – esercizio delle relazioni personali in un ambiente «neutro»

Luogo in cui deve svolgersi il diritto di visita nel caso di rapporti conflittuali fra i genitori.

I CCA 29.12.2016 N. 11.2015.17

4. […] d) Più delicata è la questione di sapere se – come propone il padre del bambino – il diritto di visita debba svolgersi in un luogo «neutro». Trattandosi di bambini in tenera età, il diritto di visita deve svolgersi invero – e per principio – nell’ambiente dei piccoli, ma a tale regola è opportuno derogare ove la presenza del genitore affidatario sia problematica o conflittuale (Leuba in: Commentaire romand, CC I, Basilea 2010, n. 19 ad art. 273; Schwenzer/ Cottier in: Basler Kommentar, ZGB I, 5a edizione, n. 17 ad art. 273; I CCA, sentenza inc. 11.20014.60 del 30 agosto 2004, consid. 7). È quanto traspare in concreto dalla pur scarna istruttoria. Il Pretore ha riscontrato in effetti «una serie di problematiche notevoli e una situazione particolarmente delicata per un figlio di pochi mesi», tanto da ordinare alle parti di interpellare un consultorio al fine di «comprendere i bisogni del minore, assumere comportamenti responsabili per quanto concerne la cura del figlio, elaborare almeno alcuni principi di base e condivisi per la crescita».

 

Da parte sua il padre ha chiesto più volte di incontrare il figlio «fuori dalla casa della moglie». Quest’ultima ha definito finanche «impossibile e insostenibile» l’esercizio delle visite al suo domicilio, non fosse che per i rapporti turbolenti con gli altri suoi figli (…) che vivono con lei, al punto da sollecitare a più riprese lo svolgimento degli incontri in un luogo protetto. In circostanze siffatte, per le ragioni testé esposte, gli incontri fra padre e figlio al domicilio della madre non risultano nell’interesse del bambino. La scelta di un ambiente «neutro», come il Punto di incontro della Casa Santa Elisabetta, appare di gran lunga più consona alla situazione, non da ultimo perché consente di organizzare una migliore relazione personale tra padre e figlio, superando le difficoltà nell’eserci­zio delle visite ancora evidenziate dal primo in una lettera al Pretore del 10 maggio 2016. Provvisto di buon esito, su questo punto l’appello merita così accoglimento.