Il figlio minorenne ha il diritto d'essere ascoltato

Autore: 
Avv. Patrizia Casoni Delcò
Pubblicazione: 
Bollettino ASPI no. 26/dicembre 2001

Nel 1997 la Svizzera ha ratificato la convenzione sui diritti del fanciullo. L'articolo 12 della convenzione prevede il diritto del minore ad essere ascoltato in ogni procedura che lo riguarda. Il legislatore svizzero ha ripreso tale principio nel nuovo diritto del divorzio, entrato in vigore il 1° gennaio 2000.

L'articolo 144 cpv. 2 del Codice Civile Svizzero recita: “I figli sono personalmente o appropriatamente sentiti dal Giudice o da un terzo incaricato a meno che la loro età o altri motivi gravi si oppongano”.

A causa di informazioni incomplete, nella pratica tale diritto dei figli crea nei genitori, che già stanno affrontando una difficile esperienza della loro vita, un ulteriore problema. I genitori non capiscono perché i loro figli devono essere coinvolti nella loro procedura di divorzio. Essi si fanno mille domande: perché ascoltano mio figlio, chi lo ascolta, dove lo ascolta, che peso avrà la sua audizione e quale impatto psicologico avrà tale audizione sul bambino, ecc. Anche il genitore più rispettoso dei diritti del bambino si preoccupa e si interroga sulla necessità di una simile audizione generalizzata.

Per questo motivo ho pensato fosse utile rispondere alle domande che di regola i genitori mi pongono, al fine di aiutare quest'ultimi a capire meglio tale procedura, sperando di rassicurarli, così che essi possano considerare l'audizione come un diritto dei loro figli e come una conferma per i genitori di aver deciso nel rispetto del bene dei bambini.

Tutti i figli di genitori che stanno divorziando o si stanno separando vengono ascoltati?
L'audizione dei figli nella procedura di divorzio o separazione dei genitori è un obbligo.
Il Giudice procede all'audizione di tutti i bambini/ragazzi che, in considerazione dell'età e del grado di maturità, sono in grado di formarsi una propria opinione.

Quanti anni deve avere un bambino per essere ascoltato?
L'ascolto può essere possibile già a partire dai tre anni (scuola dell'infanzia). Di regola però il Giudice rinuncia all'audizione dei bambini sino a sei anni (età scolastica). Eccezionalmente può decidere di sentire i bambini che hanno meno di sei anni, se esiste tra i genitori una situazione di grande conflittualità, ad esempio se i genitori propongono soluzioni opposte in merito all'affidamento dei figli e ai diritti di visita.

Vi sono altri motivi di rinuncia all'audizione dei figli?
Il Giudice può rinunciare all'ascolto nei seguenti casi:

  • se ritiene che il bambino a causa dell'età o del suo grado di sviluppo non sia in grado di formarsi una propria opinione;
  • se il bambino esprime chiaramente la volontà di non essere sentito (secondo la mia opinione una semplice dichiarazione scritta del figlio, inviata al Giudice, non può essere ritenuta valida dichiarazione di rinuncia in quanto il bambino può essere stato influenzato dall'uno o dall'altro genitore);
  • se l'audizione può causare nel bambino una pressione psicologica troppo pesante, ad esempio bambini fragili dal punto di vista psicologico o bambini di già sottoposti a diversi colloqui con specialisti per gravi fatti;
  • se il bambino ha grossi problemi nel linguaggio;
  • se il bambino è gravemente malato;
  • se i genitori hanno fatto un lavoro di mediazione e hanno coinvolto nella mediazione il figlio;
  • se il bambino è già stato sentito da specialisti ed ha espresso chiaramente la sua volontà;
  • se il bene del bambino viene leso;
  • se il ragazzo è prossimo alla maggiore età.

La rinuncia all'ascolto da parte del Giudice deve essere decisa formalmente.

Quali sono le modalità dell'ascolto?
L'audizione del bambino avviene in modo appropriato. Egli non è sottoposto ad un formale interrogatorio. Il colloquio con il bambino si distingue dalla comunicazione con un adulto. I metodi di comunicazione si distinguono secondo l'età e lo sviluppo del singolo bambino/ragazzo.
I bambini sino a sei anni, nel caso in cui è necessaria l'audizione, vengono sentiti da persone specializzate (pedopsichiatri, psicologi).
I bambini da sei a undici/dodici anni possono essere sentiti dal Giudice stesso, nei casi in cui non c'è conflitto tra i genitori. Se la situazione tra i coniugi è conflittuale, di regola il Giudice incarica una persona specificatamente formata (oltre agli specialisti suddetti possano essere in questo caso incaricati educatori, assistenti sociali, mediatori con conoscenze psicopedagogiche).
Dall'età di 12 anni il minore viene di regola ascoltato dal Giudice.
Bambini con particolari problemi possono essere ascoltati dopo un'attenta analisi del loro grado di sviluppo e l'audizione deve essere eseguita da specialisti (pedopsichiatri, psicologi).
Il luogo dove avviene l'audizione del bambino non è l'aula del Tribunale, bensì l'ufficio del Giudice o un altro ufficio a ciò adibito ( se l'ascolto viene fatto dal Giudice) o ad esempio il locale di un centro di mediazione o lo studio di uno specialista ( se l'ascolto viene fatto da terze persone).
Generalmente il bambino viene sentito da solo. Egli può però chiedere di essere assistito da una persona di fiducia che non sia la mamma o il papà. I genitori e i loro rappresentanti non sono presenti al colloquio e ciò per dare la possibilità al bambino di esprimersi senza dover incorrere in un conflitto di lealtà con l'uno o con l'altro genitore.
Se al bambino è stato nominato dal Giudice un curatore processuale (casi di grave conflittualità nei quali gli interessi del bambino possono divergere da quelli dei genitori), quest'ultimo può presenziare all'audizione.
Le indicazioni esposte variano tutt'oggi da Pretura a Pretura e da Cantone a Cantone, per cui non possono essere considerate delle regole ferme.

Quali sono i temi del colloquio?
Dal colloquio devono emergere i bisogni, le aspettative del figlio in merito alla situazione familiare, alla situazione abitativa, all'ambiente, alla situazione scolastica, agli amici, all'educazione, alle attività nel tempo libero, alle programmazione del fine settimana ecc. L'ascolto deve dare risposte circa la salvaguardia del bambino, è importante sapere cosa pensa, cosa desidera, che cosa progetta.
L'ascolto serve sia per capire i bisogni, le aspettative e i desideri del figlio sia per accertare fatti rilevanti per la sentenza.

I genitori vengono a conoscenza del contenuto del colloquio del figlio?
Dell'audizione del figlio viene steso un breve rapporto che viene messo a disposizione delle parti. Nel rapporto non risultano i dettegli dell'audizione. I genitori non possono chiedere un resoconto integrale. Il figlio può decidere quali informazioni saranno comunicate ai genitori, a tutela del suo diritto alla riservatezza.

Il bambino può quindi decidere con chi stare o come devono essere le sue relazioni personali con i genitori?
Il bambino non decide, è il Giudice che decide sulla base di diverse prove assunte nel corso della causa.
I desideri del bambino vengono ascoltati, perché egli ha il diritto di esprimerli. Le decisioni vengono prese dal Giudice non in base ai desideri del bambino, bensì in base a ciò che è bene per il bambino (ad esempio un adolescente potrebbe desiderare di essere affidato all'uno o l'altro genitore solo considerando chi dei due gli permette più libertà, ciò non significa che il genitore da lui scelto sia anche il più idoneo dal punto di vista della cura, dell'educazione).
È molto importante che il bambino sappia che egli non sarà il responsabile della decisione sull'affidamento e sulle relazioni personali, ma che questa responsabilità incombe al Giudice e a lui solo.

L'audizione generalizzata dei figli è una misura eccessiva che penalizza i figli?
L'audizione dei figli condotta in modo appropriato, può solo migliorare i rapporti tra genitori e figli.
Durante la procedura di divorzio i genitori sono assillati da mille problemi. I genitori discutono tra loro e decidono le relazioni personali con i figli senza interpellarli e ciò, non con l'intenzione di escluderli, ma con il desiderio di proteggerli, di coinvolgerli il meno possibile nei problemi degli adulti.
L'ascolto del bambino da parte del Giudice è quindi da vedere in modo positivo: il figlio viene sentito da una persona alla quale non è legato dal dovere di lealtà.
Ascoltando i figli si è ad esempio verificato il caso in cui essi hanno proposto delle soluzioni, poi ritenute adeguate e migliori degli stessi genitori. I figli hanno quindi contribuito a migliorare la situazione familiare.

 

Concludendo mi permetto di osservare che il legislatore ha voluto dare fiducia ai nostri figli, garantendo loro un diritto importante. Anche noi, come genitori, dobbiamo fidarci di loro e credere nelle loro innumerevoli risorse.