Sentenza I CCA del 20.11.2003 (inc. n. 11.2001.132)

Pubblicazione: 
BOA N. 28, dicembre 2004

Filiazione, modifica di contributo alimentare convenzionale - reddito ipotetico : licenziamento in seguito a procedura penale - partecipazione dei genitori al mantenimento del figlio - obbligo di estendere l'attività lucrativa - contributo speciale per spese straordinarie - retta di asilo nido - art. 286 cpv. 2 e 3, 276, 285 cpv. 1 CC

Un contributo convenzionale di fr. 600.-, pari alla metà del fabbisogno del figlio, pattuito quando i genitori convivevano e il padre aveva un reddito mensile di fr. 4800.-, può essere modificato dopo la separazione dei genitori e l'aumento del reddito paterno a fr. 6700.- mensili.
Il genitore che viene licenziato da un posto di lavoro dirigenziale per aver commesso un reato contro il patrimonio, prima ancora di firmare il contratto di mantenimento, subisce uno svantaggio oggettivo sul mercato del lavoro e non gli si può imputare un reddito ipotetico superiore a quello che consegue effettivamente lavorando con solerzia come indipendente. Pur con tutto le zelo e l'esperienza maturata come dirigente, infatti, il genitore incorso in un procedimento penale per reati contro il patrimonio ben difficilmente potrebbe guadagnare più di un impiegato di commercio qualificato.
Il genitore che ha ingenti debiti personali verso terzi (imposte arretrate e rimborso del danno causato al datore di lavoro) può far fronte a tali impegni solo dopo aver soddisfatto il suo obbligo di mantenimento nei confronti del figlio, che è prioritario. Non trovandosi in concreto in una situazione di particolare ristrettezza finanziaria, nel suo fabbisogno può essere inserito solo l'onere fiscale corrente.
Per sapere se il genitore affidatario che lavora a metà tempo può essere tenuto ad aumentare il proprio grado di occupazione si applicano per analogia i principi che fanno stato nel caso di genitori divorziati. Un genitore di 36 anni con un figlio di 6 anni non può essere obbligato a estendere la sua attività lucrativa e a lavorare a tempo pieno prima che il figlio abbia compiuto sedici anni. Il genitore che con le proprie entrate non riesce neppure a coprire il proprio fabbisogno minimo non può essere chiamato a contribuire finanziariamente al sostentamento del figlio.
I figli che hanno un padre in comune vantano nei confronti del medesimo un identico diritto alla copertura del fabbisogno in denaro. Le loro necessità finanziarie devono essere di conseguenza considerate separatamente dal fabbisogno del genitore comune e la somma a disposizione di quest'ultimo va ripartita proporzionalmente tra di loro.
Il contributo speciale di cui all'art. 286 cpv. CC presuppone bisogni del figlio imprevedibili e particolari, di natura transitoria, che non sono conosciuti o pronosticabili al momento in cui è fissata l'entità del contributo alimentare. Chi chiede un contributo speciale per spese straordinarie deve addurre l'esistenza e allegare elementi atti a sostanziarne la consistenza. La retta dell'asilo nido frequentato dal figlio non è una spesa straordinaria ma un costo che rientra nel fabbisogno ordinario del figlio.