Sentenza I CCA 18.6.2004 11.2002.96

Pubblicazione: 
BOA N. 28, dicembre 2004

Divorzio - scioglimento del regime matrimoniale : debiti per oneri processuali e ripetibili - restituzione di contributi provvisionali - dilazione di pagamento - indennità adeguata - contributo di mantenimento dopo divorzio - reddito ipotetico - trattenuta di stipendio - legittimazione a far valere il contributo di mantenimento per il figlio maggiorenne - art. 124, 125 CC, 205 cpv. 3, 129 cpv. 3 CC, 132 cpv. 1 CC, 218 cpv. 1, 277 cpv. 2 CC

Nella liquidazione dei rapporti patrimoniali si deve tenere conto dei crediti maturati da un coniuge verso l'altro per gli oneri processuali e le ripetibili stabiliti nel corso delle cause di stato (consid. 9d).
Il giudice del divorzio non può modificare retroattivamente misure provvisionali adottate in pendenza di causa nemmeno nel caso in cui un coniuge abbia sottaciuto di percepire una rendita d'invalidità. Spetta al coniuge debitore, nei 20 giorni dalla scoperta del documento decisivo, chiedere la restituzione in intero contro il decreto provvisionale (art. 346, 348 CPC). Se non lo fa, perde il diritto di chiedere il rimborso dei contributi provvisionali versati in eccesso (consid. 9e).
Il coniuge debitore della partecipazione all'aumento e della quota di plusvalore può chiedere una dilazione di pagamento se si trova in serie difficoltà di liquidità e la proroga può risolvere o attenuare i disagi. L'insolvente cronico che non può modificare la sua situazione non può pretendere una dilazione di pagamento (consid. 9g).
In un matrimonio di lunga durata (23 anni di vita comune) i coniugi hanno di principio il diritto di conservare il tenore di vita avuto durante la comunione domestica. Spetta al coniuge che chiede un contributo fornire al giudice gli elementi per rendere verosimile il suo tenore di vita durante la comunione domestica (consid. 12).
La trattenuta di stipendio decretata in via provvisionale durante la causa di stato decade per legge con il passaggio in giudicato della sentenza di merito e non è necessario che il giudice ne stabilisca la revoca (consid. 19).
Un genitore non è legittimato a far valere in giudizio in sostituzione del figlio maggiorenne pretese di mantenimento di quest'ultimo (consid. 20).