Sentenza I CCA 23.9.2004 11.2004.94

Pubblicazione: 
BOA N. 28, dicembre 2004

Filiazione - relazioni personali - compiti del curatore educativo per il diritto di visita - competenza della commissione tutoria - azione di divorzio promossa posteriormente alla procedura tutelare - requisiti formali per la domanda di assistenza giudiziaria - art. 315 a cpv. 3, 133 cpv. 1, 308 CC, 15 cpv. 1 Lag

La disciplina del diritto di visita rientra nelle "misure a protezione del figlio" quando è direttamente legata alla figura del curatore educativo. In questi casi la commissione tutoria rimane quindi competente per statuire anche dopo l'avvio di una causa di divorzio (consid. 3).
La creazione di una nuova unione sentimentale del genitore affidatario non basta, da sé sola, per escludere l'altro genitore dalle relazioni personali con il figlio. Non è proponibile, a beneficio di una malintesa tranquillità, eliminare il conflitto di affetti in cui si dibatte il bambino allontanandolo da una figura di riferimento come è quella del padre (consid. 10).
Il curatore incaricato di sorvegliare le relazioni personali con il figlio deve fare in modo che queste si svolgano conformemente alle decisioni dell'autorità, regolando se del caso le modalità pratiche. Nei limiti del suo incarico deve attivarsi di sua iniziativa e tutti gli interessati devono rispettarne le indicazioni, anche se per i genitori ciò costituisce una restrizione dell'autorità parentale. Tra i suoi compiti il curatore ha quello di instaurare, per quanto possibile, un rapporto di fiducia tra tutte le parti in causa, soprattutto in caso di conflitti tra i genitori. La sfiducia soggettiva di una parte non giustifica la rimozione di un curatore educativo al quale va riconosciuta la capacità di organizzare in modo proficuo le relazioni personali tra padre e figlio (consid. 12).
Il beneficio dell'assistenza giudiziaria concesso in prima sede non vale automaticamente davanti all'autorità di ricorso e il richiedente deve presentare formale domanda in sede di ricorso, producendo i documenti atti a rendere verosimile la propria situazione di ristrettezza (consid. 13b). L'assenza del formulario per l'assistenza giudiziaria e di ogni documentazione sulla situazione finanziaria della parte comporta il rifiuto del beneficio.