1c Art. 3 segg. Lag

Pubblicazione: 
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2014 (III. Diritto di famiglia)

Assistenza giudiziaria – provisio ad litem nella causa di divorzio
In una causa di divorzio la domanda di assistenza giudiziaria dev’essere preceduta da una domanda di provisio ad litem.
(Nota: alla procedura, la cui litispendenza risale al 2009, è ancora applicabile il precedente diritto. Il principio rimane tuttavia attuale anche in applicazione del CPC).
III CCA 10.5.2013 N. 13.2013.39

Riassunto dei fatti:
A. ha chiesto lo scioglimento del matrimonio per divorzio e l’adozione di provvedimenti provvisionali tendenti a regolamentare i rapporti dei coniugi durante la procedura di divorzio. Per quanto qui di rilievo, ella ha inoltre postulato la condanna di B. al pagamento di una provvigione ad litem di CHF 20 000.–, nonché, in subordine, di essere ammessa al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio dell’avv. X.
Con la risposta B. ha aderito al principio del divorzio. Egli si è invece opposto al versamento di una provvigione ad litem a favore di A. e si è rimesso all’apprezzamento del primo giudice riguardo alla richiesta della controparte di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
Successivamente le parti hanno concluso un accordo sulle conseguenze accessorie del divorzio ancora contestate rimaste contestate, chiedendo al pretore l’omologazione della convenzione di divorzio.
Il Pretore, pronunciato lo scioglimento del matrimonio per divorzio e omologato la convenzione sugli effetti accessori, ha poi respinto la domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio, ritenendo che non fosse dato il requisito dell’indigenza. Il reclamo di A. contro il diniego dell’AG è stato respinto per i seguenti motivi:


4.  In base agli art. 3 e 14 Lag, l’assistenza giudiziaria è concessa se la procedura non è priva di possibilità di esito favorevole e cumulativamente, se la persona richiedente ha comprovato di essere indigente. Con riguardo al requisito dell’indigenza, la cui esistenza è stata negata dal Pretore, va qui rilevato che, nelle cause di divorzio e di separazione, la domanda di assistenza giudiziaria dev’essere preceduta da una domanda di provvigione ad litem: l’obbligo di anticipare le spese di causa del coniuge ex art. 163 CC è infatti prioritario rispetto all’obbligo di assistenza dello Stato. Va riservato il caso in cui il coniuge richiedente dia la prova dell’insufficienza economica dell’altro già nella sua istanza di gratuito patrocinio (COCCHI/TREZZINI, CPC-TI, 2005, ad art. 155, m. 11; cfr. inoltre sentenza del TF del 3 giugno 2008, inc. n. 5A_508/2007 consid. 5; sentenza del TF del 26 settembre 2002, inc. n. 5C.42/2002 consid. 6; DTF 108 Ia 9 consid. 3; 103 Ia 99 consid. 4; 91 II 253 consid. 1).
Nel caso in rassegna A. ha inizialmente chiesto, in sede di petizione, la condanna di X. al versamento di una provvigione ad litem di fr. 20 000.–, domanda alla quale la controparte si è opposta. Sennonché, con la sottoscrizione della convenzione sugli effetti accessori del divorzio in data 21 dicembre 2012, omologata dal primo giudice con sentenza 8 marzo 2013, l’attrice ha di fatto rinunciato alla propria richiesta. La convenzione nulla prevede infatti in merito alla provisio ad litem, ma specifica per contro in calce che «con l’esecuzione di quanto sopra le parti dichiarano fra l’altro di considerarsi integralmente tacitate in ogni loro reciproca pretesa dipendente dallo scioglimento del regime matrimoniale» (convenzione 21 dicembre 2012, pag. 3). Ciò significa, in altri termini, che le parti hanno regolato tutte le loro rispettive pretese dipendenti dallo scioglimento del matrimonio, compresa anche l’iniziale richiesta di provisio ad litem, cui in definitiva l’attrice ha quindi rinunciato.

Stando così le cose, ritenuto che l’attrice ha di fatto rinunciato a chiedere una provvigione di causa, senza con ciò aver addotto e dato prova di un’eventuale insufficienza economica della controparte, viene meno nella fattispecie la premessa fondamentale posta dalla giurisprudenza per poter legittimamente esigere, nell’ambito di una procedura di divorzio, l’assistenza giudiziaria e il gratuito patrocinio. Già solo per tale ragione, il Pretore avrebbe dovuto respingere la domanda in questione. Non può infatti essere considerata indigente la parte che, nell’ambito di una procedura di divorzio, rinuncia a chiedere la provisio ad litem, perché d’accordo con l’altra parte, per errore o dimenticanza o ancora per altri motivi indipendenti da una comprovata insufficienza economica della controparte. In simili circostanze, pretendere dallo Stato la concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio rasenta finanche un abuso di diritto.

 

Lag 2002*      RL 3.1.1.7
Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria, del 3 giugno 2002 (abrogata)