6c Art. 134 cpv. 2, 286 cpv. 2 CC

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Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2014 (III. Diritto di famiglia)

Modifica di contributi alimentari per i figli fissati in una sentenza di divorzio
Criteri per ridefinire eventualmente il contributo alimentare in favore dei figli nel caso in cui il padre divorziato si sia risposato nel frattempo e abbia avuto un altro figlio dalla seconda moglie: adeguamento alla nuova giurisprudenza del Tribunale federale (consid. 6 e 7).
I CCA 31.10.2012 N. 11.2012.36 (ricorsi in materia civile respinti dal Tribunale federale in quanto ammissibili con sentenza 5A_902/2012 e 5D_192/2012 del 23 ottobre 2013)

6.  I criteri adottati da questa Camera per ridefinire il contributo alimentare in favore di un figlio minorenne ove il padre si fosse risposato nel frattempo e avesse avuto altri figli sono stati pubblicati, da ultimo, in RtiD II-2010 pag. 639. Essi tenevano conto anche del reddito e del fabbisogno minimo della nuova moglie del debitore. In una recente sentenza il Tribunale federale ha precisato tuttavia che nella commisurazione del contributo alimentare per un figlio il debitore alimentare risposatosi nel frattempo può invocare unicamente la garanzia del proprio minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo (non del proprio fabbisogno minimo secondo il diritto civile), e per di più limitato alla sua persona (DTF 137 III 62 consid. 4.2.1). Del nuovo coniuge non si tiene conto, se non ove questi sia chiamato – dandosene gli estremi – ad assistere economicamente il debitore nei suoi obblighi di mantenimento verso i figli avuti prima del matrimonio (art. 278 cpv. 2 CC). Le tre condizioni cumulative cui ciò possa – eventualmente – avvenire sono enunciate nella sentenza del Tribunale federale 5A_352/2010 del 29 ottobre 2010, consid. 6.2.2. Solo in tali circostanze entra in linea di conto anche il fabbisogno minimo del nuovo coniuge.

7.  Ciò premesso, nella fattispecie importa definire anzitutto il minimo esistenziale dell’attore calcolato secondo i principi del diritto esecutivo, poiché egli può valersi del nuovo matrimonio per chiedere una riduzione dei contributi alimentari spettanti ai figli avuti dalla prima moglie solo ove sia lesa tale garanzia. Se ciò non è il caso, l’azione va respinta già per questo motivo. Ora, il minimo esistenziale del diritto esecutivo consiste, trattandosi di un debitore sposato, nella metà del minimo esistenziale per coniugi, cui si aggiungono i supplementi che riguardano il solo debitore, in particolare un importo adeguato per il costo dell’alloggio, le spese professionali indispensabili per il conseguimento del reddito (in specie gli oneri di trasferta per raggiungere il posto di lavoro), il premio della cassa malati e – in caso di attività indipendente – i contributi della previdenza professionale (DTF 137 III 63 consid. 4.2.2). Il costo dell’alloggio va riconosciuto per principio nella metà della pigione relativa all’abitazione coniugale, senza riguardo a chi sia intestato il contratto di locazione o a eventuali convenzioni interne fra coniugi sul riparto delle spese comuni (cfr. DTF 130 III 765). Un’eccezione ricorre solo – ma è estranea alla fattispecie – nel caso in cui un convivente non sia in grado di finanziare la propria metà (RtiD I-2008 pag. 1083 n. 63c). Quanto ai premi delle assicurazioni non obbligatorie, essi non vanno considerati (DTF 134 III 323), come non vanno considerate le imposte (DTF 126 III 93 in alto).

CC 1907      RS 210
Codice civile svizzero, del 10 dicembre 1907