Beni propri o acquisti in presenza di investimenti straordinari – fatti che risultano dal procedimento probatorio

Caso 563 del 01/05/2024

Quali presunzioni si possono considerare, qualora su un conto risultino confluiti beni propri e acquisti? Il giudice può fondarsi liberamente su fatti risultanti dal procedimento probatorio?

In una sentenza del 5 luglio 2023 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

Si deve presumere che la sostanza dei beni propri esistente sia utilizzata principalmente per investimenti straordinari, ma questa presunzione naturale riguarda l’utilizzo dei fondi e non ha nulla a che vedere con l’assegnazione di un bene ad una massa patrimoniale.
Il Tribunale è libero di prendere in considerazione i fatti che risultano dal procedimento probatorio, senza tenere conto delle argomentazioni specifiche delle parti.

Sentenza TF 5A_36/2023


Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni


I coniugi si sono sposati nel 1996. Hanno avuto tre figli, ormai adulti. Il 4 agosto 2020 la moglie ha presentato un'azione di divorzio. Davanti al Tribunale federale la lite è arrivata per la regolamentazione delle conseguenze accessorie, tra cui la liquidazione del regime matrimoniale.

In base al principio dispositivo, che si applica anche alle controversie patrimoniali tra coniugi nei procedimenti di divorzio (art. 277 cpv. 1 CPC), le parti devono dedurre in giudizio i fatti su cui poggiano le loro domande e indicare i mezzi di prova (art. 55 cpv. 1 CPC; cfr. DTF 137 III 617, consid. 5.2). L'art. 8 CC stabilisce l’onere della prova dei fatti (cfr. DTF 141 III 241, consid. 3.1). Di conseguenza, se non diversamente stabilito dalla legge, la parte che trae diritti da un fatto asserito deve provarne l'esistenza. Il Tribunale può in ogni caso applicare i principi di esperienza e i fatti generalmente riconosciuti in modo indipendente, basandosi sulla propria esperienza. Può altresì prendere in considerazione i fatti che emergono dal procedimento probatorio, anche se non sono stati specificamente addotti (sentenza TF 5A_835/2012 del 16 maggio 2013, consid. 5.1 con riferimenti). Inoltre, il principio dispositivo è rivolto alle parti e non al giudice. Di conseguenza, non ha nulla a che fare con la questione del modo in cui il Tribunale valuta le prove (sentenza TF 5A_658/2014 del 6 maggio 2015, consid. 5.2). A questo proposito, si applica l'art. 157 CPC, secondo il quale il giudice fonda il proprio convincimento apprezzando liberamente le prove.

A livello di regime matrimoniale, vi è una presunzione naturale secondo cui i coniugi non intaccano i beni propri (art. 198 CC) per coprire i bisogni correnti dell'unione coniugale. Di conseguenza, secondo il corso ordinario degli eventi e l'esperienza generale della vita, tali beni propri in linea di principio rimangono intatti o vengono utilizzati principalmente per investimenti straordinari (sentenza TF 5A_182/2017 del 2 febbraio 2018, consid. 3.3.2; sentenza TF 5A_37/2011 del 1° settembre 2011, consid 3.2.1). È vero che tale presunzione naturale serve solo ad alleggerire l'onere della prova e non comporta un'inversione dell'onere della prova (DTF 123 III 241, consid. 3a; DTF 117 II 256, consid. 2b). L’altra parte deve quindi fornire la prova contraria solo creando un dubbio nella mente del giudice in merito alla presunzione naturale (sentenza citata TF 5A_37/2011, consid. 3.2.1).

Nel caso concreto il Tribunale cantonale ha accertato che i beni propri della moglie erano stati mescolati con i beni coniugali e che non era più possibile sapere per quali pagamenti fossero stati utilizzati. Contrariamente a quanto sembra supporre il ricorrente, il principio dispositivo (art. 55, cpv. 1 CPC) non preclude tale approccio. Come abbiamo visto, il tribunale è libero di prendere in considerazione i fatti che risultano dal procedimento probatorio, senza tenere conto delle argomentazioni specifiche delle parti ed è ciò che ha fatto il Tribunale cantonale, che ha esaminato i movimenti di denaro sul conto "Family" della coppia con l'aiuto dei documenti bancari del fascicolo. Il ricorrente lamenta una violazione del principio dispositivo (art. 58 cpv. 1 CPC), ma con ciò fraintende il contenuto di questo principio: la contestazione riguarda la raccolta del materiale probatorio e non ha nulla a che vedere con la questione a sapere se il tribunale sia rimasto nei limiti delle richieste delle parti.

Il Tribunale di primo grado spiega i vari accrediti e addebiti a quattro e cinque cifre avvenuti sul conto "Family" tra l'accredito del regalo di CHF 20'000.00 della madre della moglie (22 luglio 2014) e il presunto prelievo per l'acquisto dell'auto (25 agosto 2014). Il Tribunale cantonale ha determinato dagli estratti conto presentati che la donazione non può più essere attribuita a pagamenti specifici a causa della sua commistione con gli acquisti dei coniugi. Sostenendo che si possa presumere senza ulteriori indugi che i CHF 20'000.00 siano stati utilizzati esclusivamente per l'acquisto dell'auto e non per le spese familiari, il ricorrente sottintende che il veicolo in questione, in quanto bene proprio, non dovrebbe essere assegnato agli acquisti ma ai beni propri della moglie. In tal modo, egli finisce con il contraddirsi. Se è vero che secondo la giurisprudenza si deve presumere, nel senso di una presunzione naturale, che la sostanza dei beni propri esistente (presunzione di base) non sia utilizzata per i bisogni correnti della famiglia, ma principalmente per investimenti straordinari (presunzione di conseguenza), da ciò non consegue che un determinato investimento, solo perché - come l'acquisto di un veicolo - deve essere considerato straordinario (nuova presunzione di base), si presume anche che sia stato finanziato con beni propri (nuova presunzione di conseguenza) e che questo stesso investimento (ai sensi dell'art. 198 cifra 4 CC) debba quindi essere attribuito ai beni propri. La presunzione naturale riguarda l'utilizzo dei fondi. Non ha nulla a che vedere con l'assegnazione di un bene ad una massa patrimoniale. A questo proposito, si applica la presunzione legale di cui all'art. 200 cpv. 3 CC (sentenza TF 5A_37/2011 del 1° settembre 2011, consid. 3.2.1).

Se il conto in questione è stato alimentato con CHF 80’000.00 di beni propri della moglie, mentre i prelievi da esso sono stati utilizzati per saldare i debiti gravanti acquisti dei coniugi, e se di questi CHF 80'000.00 non è rimasto nulla, si deve ritenere che i beni propri della moglie siano creditori verso gli acquisti ai sensi dell’art. 209 cpv. 1 CC.


Data modifica: 01/05/2024

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