Contributo di mantenimento per i figli e spese di hobby, quota parte fiscale ed eccedenza a loro favore

Caso 501 del 01/09/2021

L’assicurazione complementare della cassa malati fa parte del minimo esistenziale LEF?

In una sentenza 25 luglio 2021 il Tribunale federale ha stabilito quanto segue:

I costi per gli hobby dei figli non devono essere inclusi nel loro fabbisogno in denaro, ma essere finanziati con la quota di eccedenza a loro favore. I redditi attribuibili al figlio ma imponibili al genitore beneficiario devono essere messi in relazione al reddito totale imponibile del genitore beneficiario. L’ammontare delle quote di eccedenza deve essere limitato o ridotto in base al tenore di vita vissuto prima della separazione, almeno nella misura in cui la capacità di economica del debitore alimentare è rimasta invariata dopo la separazione. È errato ritenere che le assicurazioni secondo la LCA debbano essere finanziate con l’eccedenza. 

Sentenza TF 5A_816/20019 (destinata a pubblicazione sulla raccolta ufficiale)


Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni


A. (nato nel 2012) e B. (nato nel 2014) sono i figli comuni di genitori non coniugati; la separazione di questi ultimi è avvenuta nel 2015 e da allora entrambi i bambini vivono con la madre.
Il 24 agosto 2016 entrambi i figli hanno presentato un'azione di mantenimento presso il tribunale di prima istanza. Con decisione del 7 luglio 2017, il giudice unico del Tribunale di prima istanza ha ordinato al padre di versare un determinato contributo alimentare a favore dei figli. Egli ha ricorso al Tribunale cantonale superiore ottenendo la modifica della sentenza di prima istanza ed i figli hanno successivamente ricorso al Tribunale federale.
I punti controversi sono il calcolo del fabbisogno dei figli e l’ammontare dell’eccedenza da distribuire.

Gli art. 276 e segg. CC contemplano le norme sul mantenimento dei figli da parte dei genitori. L’art. 276 cpv. 1 e 2 CC prevedono in particolare che il mantenimento consiste nella cura, nell’educazione e in prestazioni pecuniarie e che i genitori provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento dei figli e assumono in particolare le spese di cura, di educazione, di formazione e delle misure prese a sua tutela.

Per quanto riguarda i fabbisogni dei figli, gli stessi ritengono che le spese relative agli hobby applicate dal Tribunale cantonale siano troppo basse. D'altra parte, lamentano che il Tribunale cantonale non ha incluso una quota d'imposta nel loro fabbisogno in denaro.

I ricorrenti affermano di aver fatto fatto valere costi per hobby quali spese di nuoto, equitazione, arrampicata, visite allo zoo, ecc., per un importo di CHF 200.00mensili ciascuno. Su questi costi il Tribunale federale da un lato non ha ritento di dover decidere derinitivamente, dato che l’incarto doveva comunque essere ritornato all’istanza cantonale per una nuova decisione, non avendo il medesimo correttamente accertato il tenore di vita precedente la separazione, ma dall’altro ha comunque precisato che nel dover ricalcolare gli alimenti per i figli il Tribunale cantonale dovrà tener conto che i costi per gli hobby non dovranno essere inclusi nel fabbisogno in denaro per i figli, ma essere finanziati con la quota di eccedenza a loro favore.

Per quanto concerne l’onere fiscale, il Tribunale cantonale non ha considrato nulla, ciò che viola il diritto federale. Infatti se le circostanze finanziarie permettono di coprire il minimo vitale secondo il diritto esecutivo, facendo fronte alla copertura delle spese secondo il diritto di famiglia, le imposte devono essere considerate (cfr. DTF 140 III 337, consid. 4.2.3).
Ai fini fiscali, il contributo di mantenimento per i figli (non invece il suo reddito da lavoro) si aggiunge al reddito del genitore (art. 3 cpv. 1 della Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette del Cantoni e dei Comuni - LAID) presso il quale il figlio si trova o che riceve il contributo alimentare (art. 289 cpv. 1 CC). Almeno nel risultato, la dottrina concorda sul fatto che dopo la copertura del minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo, nel fabbisogno di denaro del bambino deve essere considerata anche una parte fiscale. Tra i vari metodi suggeriti, sempre dalla dottrina, il Tribunale federale ha consiedarato attendibile quello per il quale viene prevista una suddivisione delle imposte in proporzione ai redditi, compresi i contributi di mantenimento, del genitore beneficiario e quelli dei figli minorenni. Allo stesso modo, la dottrina è inanime nel considerare che la quota d'imposta deve essere calcolata solo (ma sempre) sul contributo di mantenimento in denaro e non su quello di custodia / di accudimento. Come è noto, il contributo di custodia / di accudimento corrisponde alla differenza tra il minimo vitale (secondo il diritto di famiglia) del genitore che principalmente presta le cure al figlio e la sua capacità di provvedere al proprio mantenimento (DTF 144 III 377, consid. 7.1.2.1). Il minimo vitale del diritto di famiglia del genitore che presta principlamente la cura e custodia del figlio comprende già una voce fiscale (cfr. DTF 140 III 337, consid. 4.2.3). In altre parole, il contributo di custodia / di accuimento copre anche le imposte dovute su di esso. Di conseguenza, può essere solo una questione di imposte che sono legate al contributo di mantenimento in denaro. Ciò significa che i redditi attribuibili al figlio ma imponibili al genitore beneficiario (vale a dire i contributi di mantenimento in contanti, gli assegni familiari, rendite da assicurazioni sociali e le prestazioni analoghe destinate al mantenimento del figlio, i redditi da sostanza del figlio, ma non il reddito da lavoro del figlio [cfr. art. 3 cpv. 3 LAID]) devono essere messi in relazione al reddito totale imponibile del genitore beneficiario. Se, per esempio, il reddito attribuibile al figlio costituisce il 20% del reddito familiare fiscalmente rilevante, la stessa proporzione del debito fiscale totale del genitore beneficiario deve essere inclusa nel fabbisogno del figlio e di conseguenza solo la differenza deve essere inclusa nel fabbisogno del genitore beneficiario.

Infine, è controversa la quota di eccedenza di CHF 200.00 per bambino determinata dal tribunale cantonale. I ricorrenti sostengono che sarebbe illogico e non comprensibile come, con un'eccedenza netta di poco meno di CHF 12'000.00 mensili, si possa calcolare un’eccedenza a loro favore così bassa, significativamente inferiore al 2%. Sull’argomento il Tribunale federale ha condiviso quanto affermato dall’istanza cantonale, nel senso che l'ammontare delle quote di eccedenza deve essere limitato o ridotto in base al tenore di vita vissuto prima della separazione (cfr. sentenza TF 5A_311/2019 , consid. 7.3), almeno nella misura in cui la capacità di economica del debitore alimentare è rimasta invariata dopo la separazione - come nel caso concreto. Tuttavia, il Tribunale cantonale, come visto sopra, non ha fatto alcun accertamento sul tenore di vita prima della separazione e pertanto non vi è alcun dato fattuale che permetta di valutare se il diritto federale è stato violato, con la conseguenza che la causa va rinviata al Tribunale cantonale per una completazione dei fatti e nuova decisione. Ciononostante, il Tribunale federale ha tenuto a precisare che è errato ritenere che le assicurazioni secondo la LCA debbano essere finanziate con l'eccedenza, perché i premi dell'assicurazione malattia che superano l'assicurazione di base obbligatoria fanno parte del minimo vitale del diritto di famiglia, nella misura in cui le circostanze finanziarie lo permettono.


Data modifica: 01/09/2021

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