Decisione di esecuzione del diritto di visita – cambiamento straordinario delle circostanze

Caso 555 del 01/01/2024

L’Autorità di esecuzione può decidere di non dare seguito alla regolamentazione del diritto di visita prevista dal giudice di merito?

In una sentenza del 1° marzo 2023 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

Solo in situazioni particolari, il giudice dell’esecuzione può eccezionalmente intervenire materialmente nell’interesse del minore. Tale situazione si verifica, in particolare, nel caso di un’interruzione eccezionalmente lunga dei contatti dal momento della decisione, con il conseguente evidente allontanamento tra il genitore non affidatario e il minore.

Sentenza TF 5A_909/2022


Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni


V. per un altro esempio relativo al Cantone Ticino v. caso 464 e anche RTiD II-2022, sentenza 34c.

Una figlia è nata nel 2005 da genitori non sposati e separati. La figlia è sotto l’autorità parentale esclusiva della madre. Nel 2006, l’Autorità di Protezione (in seguito ARP) ha istituito una curatela ex art. 308 cpv. 2 CC per la vigilanza sulle relazioni personali. Fino al 2009 non ci sono state relazioni personali tra il padre e la figlia a causa del rapporto genitoriale conflittuale. Successivamente, sono state emanate varie decisioni tese a regolamentare il diritto di visita padre-figlia, con periodi di sospensione e ricorsi vari. Il 25 giugno 2014 è stata resa una decisione con cui l’ARP ha predisposto un progressivo ripristino del diritto di visita. Il 2 dicembre 2015 il padre ha presentato un’istanza di esecuzione del diritto di visita previsto nella decisione del 25 giugno 2014, ma l’ARP, constatando che la decisione sul diritto di vista non era stata ancora attuata, ha predisposto varie misure tese al riavvicinamento e ad attuare le relazioni personali padre-figlia, misure che tuttavia sono fallite. Dopo aver ascoltato la figlia il 25 ottobre 2019, l’ARP con decisione del 28 ottobre 2019 ha respinto la richiesta di esecuzione del padre, revocando altresì la curatela per la vigilanza sulle relazioni personali. Rivoltosi all’Autorità cantonale superiore, il padre si è visto accogliere parzialmente il suo gravame riguardo la revoca della curatela, ma non ha ottenuto alcun esito positivo per il ripristino delle relazioni personali con la figlia. La vertenza è giunta in seguito fino al Tribunale federale.

Il caso in esame non riguarda una sentenza di merito, ma una procedura di esecuzione. In questi procedimenti, la decisione da eseguire non può essere rivista e modificata nel merito (sentenza TF 4A_287/2020 del 24 marzo 2021, consid. 2.2.1, 2.3), nemmeno indirettamente rifiutando in modo duraturo l'esecuzione (cfr. DTF 107 II 301, consid. 7; DTF 120 Ia 369, consid. 2); piuttosto, in caso di modifica duratura delle condizioni relative al diritto di visita, è il giudice di merito che deve decidere nuovamente (sentenza TF 5A_388/2008 del 22 agosto 2008, consid. 3). Solo in situazioni particolari, il giudice dell'esecuzione può eccezionalmente intervenire materialmente nell'interesse del minore. Tale situazione si verifica, in particolare, nel caso di un'interruzione eccezionalmente lunga dei contatti dal momento della decisione e del conseguente evidente allontanamento tra il genitore non affidatario e il minore, ciò che può giustificare una modifica del diritto di visita nel senso di un riavvicinamento graduale nel procedimento di esecuzione della decisione (sentenza TF 5A_388/2008, consid. 3, sopra citata).

Il 2 dicembre 2015 il ricorrente ha chiesto l'esecuzione della decisione del Tribunale cantonale del 25 giugno 2014. Tra la decisione e la richiesta di esecuzione sono trascorsi solo sei mesi. Non si può parlare di un periodo di tempo straordinariamente lungo. Non è quindi chiaro il motivo per cui l’ARP non abbia dato esecuzione alla decisione, ma si sia invece sentita in dovere di ordinare varie misure per ricongiungere il padre e la figlia durante un periodo di oltre quattro anni (fino alla decisione di rifiuto della domanda di esecuzione il 28 febbraio 2020), quando la decisione del 25 giugno 2014 prevedeva già un riavvicinamento graduale.

Tuttavia, l’ultima istanza cantonale, adita nel febbraio 2021, si è trovata di fronte ad una situazione iniziale diversa: la figlia aveva compiuto 17 anni nel corso del procedimento e aveva espresso al tribunale cantonale la volontà di non volere alcun contatto con il padre. L'ultimo contatto tra il padre e la figlia era avvenuto nel 2010. In questa situazione straordinaria, il tribunale cantonale è legittimamente intervenuto nel merito della situazione giuridica. Questa volontà autonoma di una giovane presto maggiorenne deve essere rispettata; gli interessi dei genitori devono passare in secondo piano (sentenza TF 5A_647/2020 del 16 febbraio 2021, consid. 2.5.1 con riferimenti). Va da sé che, data la situazione attuale, non è possibile imporre alla figlia un diritto di visita, come era stato previsto nella decisione del 2014.


Data modifica: 01/01/2024

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