Diritto di visita leggermente più esteso e presa in considerazione della percentuale di accudimento per il calcolo dei contributi alimentari per i figli

Caso 529 del 16/11/2022

Come viene calcolato il contributo alimentare per i figli quando il genitore non affidatario li tiene un giorno supplementare rispetto alla prassi?

In una sentenza del 9 marzo 2022, il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

Anche se non si è necessariamente in presenza di una custodia alternata, per calcolare il contributo alimentare dei genitori a favore dei figli scolarizzati non è arbitrario fare riferimento a delle percentuali di accudimento, oltre che alla capacità contributiva di ciascun genitore.

Sentenza TF 5A_117/2021


Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni


Le parti si sono sposate nel giugno 2000. Sono i genitori di due figlie nate rispettivamente nel 2009 e nel 2012. Con decisione di misure di protezione dell'unione coniugale del 26 ottobre 2020, il Tribunale civile di prima istanza ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha previsto l’affidamento delle due figlie alla madre e ha riservato al padre il diritto alle relazioni personali ogni lunedì dalle 18.00 al martedì alle 18.00, dal venerdì alle 18.00 alla domenica alle 18.00 a fine settimana alterni, e alla metà delle vacanze nonché dei giorni festivi. Ha inoltre obbligato il marito a contribuire al mantenimento di ciascun figlio e alla moglie con il versamento di importi mensili. La vertenza è giunta sino al Tribunale federale.

Secondo i giudici cantonali, tenuto conto del fatto che i coniugi hanno una capacità contributiva analoga e visto che il diritto di vista paterno è più esteso rispetto alla prassi, con il padre che si occupa dei figli al 30% e la madre al 70%, tali percentuali devono essere considerate nel calcolo del contributo alimentare per i figli, nel senso inverso, vale a dire il padre deve partecipare al 70% del loro mantenimento e la madre al 30%.

La moglie, ricorrente, critica la ripartizione della responsabilità economica per i figli sulla base del 30-70% tra lei e il marito. Sostiene che questa suddivisione è in contrasto con la giurisprudenza secondo la quale, alla luce del principio dell'equivalenza delle prestazioni in denaro e in natura, spetta al genitore non affidatario contribuire esclusivamente e interamente in denaro al mantenimento dei figli quando tale genitore vede i figli solo nell'esercizio del suo diritto alle relazioni personali e durante le vacanze. Una deroga a questo principio, sempre secondo la moglie, sarebbe ammissibile solo quando si è in presenza di una custodia alternata.

Secondo l’art. 276 cpv. 1 CC il mantenimento dei figli consiste nella cura, nell’educazione e in prestazioni pecuniarie. Questi tre elementi sono considerati equivalenti (DTF 147 III 265, consid. 5.5 e riferimenti citati). L’art. 276 cpv. 2 CC prevede inoltre che i genitori provvedono in comune, ciascuno nella misura delle proprie forze, al debito mantenimento del figlio e assumono in particolare le spese di cura, di educazione, di formazione e delle misure prese a sua tutela. Per determinare il contributo di mantenimento dovuto ai sensi dell'art. 285 cpv. 1 CC da ciascuno dei genitori separati, le esigenze scoperte dei figli devono essere suddivise tra il padre e la madre in base alla loro rispettiva capacità contributiva. Il genitore che non si occupa del figlio o che se ne occupa in misura molto limitata deve in linea di principio provvedere al suo sostentamento economico (DTF 147 III 265, consid. 5.5 e consid. 8.1; sentenza TF 5A_848/2019 del 2 dicembre 2020, consid. 7.1 e riferimenti citati). Tuttavia, il versamento di un contributo alimentare in denaro presuppone una corrispondente capacità contributiva (art. 285 cpv. 1 CC), vale a dire quanto il reddito del genitore obbligato supera il suo fabbisogno (sentenza TF 5A_450/2020 del 4 gennaio 2021, consid. 5.3; sentenza TF 5A_848/2019, già citata, consid. 7.1). Ciò nonostante, si ammette che, se la capacità finanziaria di uno dei genitori è significativamente superiore a quella dell'altro, non è censurabile lasciare a colui che è economicamente in una posizione migliore il compito di mantenere i figli con prestazioni finanziarie, oltre che con la cura e l'educazione (DTF 147 III 265, consid. 5.5; sentenza TF 5A_870/2020 del 7 maggio 2021, consid. 4.3; sentenza TF 5A_583/2018 del 18 gennaio 2019, consid. 5.1; sentenza TF 5A_584/2018 del 10 ottobre 2018, consid. 4.3 e riferimenti citati). Se invece i genitori esercitano l’autorità parentale congiunta e praticano la custodia alternata in medesima misura (50-50), entrambi i genitori devono contribuire economicamente al mantenimento del figlio. La logica vuole che ogni genitore contribuisca in base alla propria capacità contributiva. I genitori possono condividere la custodia in percentuali asimmetriche. Se l’accudimento dei figli non è paritario, non si deve tenere conto solo della capacità contributiva di ciascun genitore, ma anche della quota relativa all’accudimento.

Nel caso concreto, la questione giuridica che si pone è se non sia insostenibile, cioè arbitrario, ripartire i contributi di mantenimento sulla base di un tasso di accudimento in natura per i figli, quando il genitore non affidatario si occupa dei figli un giorno alla settimana in più rispetto alla prassi. Il Tribunale federale riferisce che non si è mai pronunciato su questa specifica questione. Parte della dottrina sostiene ciò giustificato quando il genitore non affidatario si prende cura del figlio per un giorno o due mezze giornate alla settimana, oltre al consueto diritto alle relazioni personali di un fine settimana su due e di tre o quattro settimane di vacanze all'anno (in questo senso: Jonas Schweighauser, in FamKomm Scheidung, vol. I, 3a ed. 2017, n. 51 sull'art. 285 CC; cfr. anche Patrick Stoudmann, Le nouveau droit de l'entretien en pratique: ce qui change et ce qui reste, in RMA 6/2016 427 ss, p. 430). Nonostante sul principio il Tribunale federale non si sia pronunciato, ha ritenuto la soluzione adottata dal Tribunale cantonale non arbitraria e pertanto ha respinto la censura della moglie.

La ricorrente ha anche sollevato in via subordinata che le percentuali considerate non fossero corrette.

Nella sentenza TF 5A_743/2017 del 22 maggio 2019, consid 2.2, il Tribunale federale ha stabilito che il contributo di accudimento in natura per figli scolarizzati - come nel caso in esame - può essere determinato suddividendo la giornata in tre periodi (mattina/inizio-fine scuola/sera) e calcolando nell'arco di 14 giorni il numero di unità di cui ciascun genitore è responsabile su un totale di 42 unità (3 periodi x 14 giorni). Applicato al caso concreto, questo metodo porta a ipotizzare che il padre si occupi dei bambini per circa il 28,5% del tempo (12/42 unità, cioè 6 unità per la cura dal lunedì dalle 18.00 al martedì alle 18.00 ogni settimana [3 unità a settimana x 2 settimane] e 6 unità per la cura dal venerdì dalle 18.00 alla domenica alle 18.00 ogni fine settimana alternato) e la madre per circa il 71,5%. Dal momento che questa proporzione è vicina alla ripartizione 30-70 stabilita dal Tribunale cantonale, anche questa censura della ricorrente è stata respinta.


Data modifica: 16/11/2022

divorzio.ch

Il presente sito ha quale scopo quello di informare l'utente sulle questioni principali inerenti la procedura di separazione e di divorzio in Svizzera.

Il sito non è rivolto in modo esclusivo a giuristi, ma anche a chi desidera informazioni sulle procedure e conseguenze di una separazione o un divorzio. Sono inoltre pubblicati indirizzi ai quali rivolgersi in caso di problemi coniugali.
© 1999-2023 avv. Alberto F. Forni - Switzerland