Fatti nuovi presentatisi in pendenza di procedure di misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale e di divorzio.

Caso 515 del 01/04/2022

Nel caso in cui sia ancora pendente una pregressa procedura di misure di protezione (tutela) dell’unione coniugale e nel frattempo sia stata avviata anche una procedura di divorzio, i fatti nuovi posteriori all’avvio di quest’ultima possono essere considerati dal giudice delle misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale?

In una sentenza del 7 dicembre 2021 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:

Spetta al giudice delle misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale portare a termine il procedimento (compreso l’eventuale procedimento d’appello), per cui considerando anche tutti i fatti e le prove nuovi ai sensi degli art. 229 CPC e art. 317 CPC. Di conseguenza, non ha alcuna rilevanza il fatto che una procedura di modifica sia stata nel frattempo avviata.

Sentenza TF 5A_294/2021


Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni


I coniugi, genitori di una figlia che ora è maggiorenne, si sono sposati dal 1996 e si sono separati nel marzo 2017. Il 29 maggio 2017 la moglie ha presentato un'istanza di misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale. Dal 22 marzo 2022 è pure pendente davanti al medesimo Tribunale una procedura di divorzio.
Il 21 novembre 2019, il Tribunale di prima istanza ha emanato la decisione di misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale, prevedendo tra l’altro dei contributi alimentari a carico del marito e a favore della moglie dal 22 marzo 2017 al 22 marzo 2019.
Entrambi i coniugi hanno ricorso presso il Tribunale superiore cantonale e quest’ultimo ha riformato la decisione di prima sede prevedendo il contributo alimentare muliebre dal 22 marzo 2017 per l'ulteriore durata della separazione. Il marito ha ricorso al Tribunale federale.

Il Tribunale federale è chiamato a sul rapporto tra i nova (art. 229 CPC e art. 317 CPC) e le procedure di modifica previste dalla legge (art. 276 cpv. 2 CPC in combinato disposto con l’art. 179 cpv. 1 CC).

Nel caso concreto il Tribunale cantonale ha ritenuto corretto non prendere in considerazione i fatti relativi al periodo posteriore l’avvio della procedura di divorzio.

Il Tribunale federale ha già ritenuto che la parte che in appello presenta nuove allegazioni ammissibili non può essere rinviata ad invocarle in una procedura di modifica (DTF 143 III 42 consid. 5.3). Spetta al giudice delle misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale portare a termine il procedimento (compreso l'eventuale procedimento d'appello), per cui considerando anche tutti i fatti e le prove nuovi ai sensi degli art. 229 CPC e art. 317 CPC. Di conseguenza, non ha alcuna rilevanza il fatto che una procedura di modifica sia stata nel frattempo avviata. È altresì irrilevante se l'eventuale procedura di modifica sia pendente davanti al giudice delle misure a protezione dell’unione coniugale (cfr. DTF 143 III 42 consid. 4.3 non pubblicato e sentenza TF 5A_436/2020 del 5 febbraio 2021) o del divorzio (come nella sentenza TF 5A_436/2020 del 5 febbraio 2021). In ogni caso, il procedimento relativo alle misure di protezione (tutela) dell’unione coniugale deve essere portato a termine.

Nei singoli casi, ciò può avere come conseguenza che il giudice delle misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale debba prendere in considerazione dei fatti che sono sorti solo dopo l’inoltro della procedura di divorzio. Tuttavia, a mente del Tribunale federale ciò è la corretta conseguenza del coordinamento, determinato dall’economia processuale, delle procedure di misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale con quelle di divorzio. Inoltre, ciò garantisce che le misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale siano emesse il più possibile aggiornate e corrispondano alle circostanze concrete del momento.

Il tribunale cantonale ha quindi applicato erroneamente il diritto quando ha indicato all'appellante che avrebbe dovuto intentare un'azione di modifica delle misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale davanti al giudice del divorzio dato che il procedimento di misure a protezione (tutela) dell'unione coniugale era ancora in corso dinanzi all’autorità d’appello.

 

N.d.r. Naturalmente i fatti nuovi devono essere invocati dinanzi all’autorità competente di misure a protezione (tutela) dell’unione coniugale anche nel caso in cui, come spesso accade, il giudice che si occupa del divorzio è il medesimo: le due procedure sono infatti distinte.

Sull’argomento trattato nel presente caso cfr. anche caso 511.


Data modifica: 01/04/2022

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