42c Art. 137 cpv. 2 CC; 285 cpv. 2 CPC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Contributo di mantenimento durante la procedura di appello contro la sentenza di divorzio

Decorrenza del contributo alimentare fissato nella sentenza di divorzio: passaggio in giudicato del dispositivo sul contributo di mantenimento (consid. 5).
Contributo provvisionale decretato dopo lo scioglimento del matrimonio, ove il processo sugli effetti del divorzio non sia ancora terminato (consid. 6 e 7).
I CCA 12.8.2004 N. 11.2003.114


5. Secondo l’art. 126 cpv. 1 CC il giudice stabilisce il contributo di mantenimento sotto forma di rendita e fissa l’inizio dell’obbligo di versamento. Se la sentenza di divorzio non prevede quando decorra contributo, l’obbligo di versamento comincia con il passaggio in giudicato della sentenza di divorzio (GLOOR/SPYCHER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 4 ad art. 126 CC con rinvio; SCHWENZER in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 10 ad art. 126 CC con rimando). In concreto ciò non è ancora avvenuto. Che il divorzio in sé non sia impugnato poco importa. Certo, il Tribunale federale ha avuto modo di precisare recentemente che l’inizio dell’obbligo di mantenimento dopo il divorzio può essere fissato anche al momento del passaggio in giudicato parziale, e ciò quand’anche il giudice delle misure provvisionali abbia stabilito un contributo di mantenimento che si estende oltre tale data (DTF 128 III 121). Tale facoltà, tuttavia, spetta al giudice del merito (loc. cit.), tant’è che nella fattispecie esaminata dal Tribunale federale la decorrenza dell’obbligo al momento del passaggio in giudicato parziale della sentenza di divorzio era stata decisa dall’autorità cantonale di secondo grado, adita appunto in materia di contributi di mantenimento. In concreto il Pretore ha statuito come giudice delle misure provvisionali. Tutto quanto poteva fare era dunque, dandosi il caso, di modificare l’assetto cautelare. Invece egli ha inammissibilmente modificato la sentenza di merito, anticipando l’entrata in vigore della riduzione del contributo alimentare al momento del passaggio in giudicato del divorzio, quando – in mancanza di altre indicazioni – questa sarebbe entrata in vigore solo al passaggio in giudicato della decisione sul contributo medesimo. La motivazione del decreto impugnato non è quindi sostenibile. Rimane da analizzare se esso sfugga a censura almeno nel suo risultato.

6. Giusta l’art. 137 cpv. 2 terza frase CC le misure provvisionali – decretate pendente causa o dopo lo scioglimento del matrimonio, ove il processo sugli effetti del divorzio non fosse ancora terminato – sono rette, per analogia, dalle disposizioni a tutela dell’unione coniugale. Il criterio per la definizione dei contributi alimentari si fonda in tal caso, come nell’ordinamento anteriore (art. 145 cpv. 2 vCC), sul riparto dell’eccedenza – di regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno dei coniugi e dei figli (LEUENBERGER in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, op. cit., n. 29 segg., in particolare n. 36 ad art. 137 CC; SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 30 segg., in particolare n. 37 ad art. 137 CC). Ciò significa che, di principio, l’erogazione di contributi provvisionali è disciplinata dall’art. 163 CC e non dall’art. 125 CC, anche quando lo scioglimento del matrimonio in sé non sia più litigioso (SUTTER/FREIBURGHAUS, op. cit., n. 45 ad art. 137 CC con rimando; LEUENBERGER, op. cit., n. 42 in fine ad art. 137 con rinvio; SANDOZ, Les nouvelles règles de procédure du droit fédéral in: CFPG, Il nuovo diritto del divorzio, Lugano 2002, pag. 176).

7. Il principio testé riassunto non è senza limiti. Nel caso in cui sia altamente verosimile che in esito al divorzio non sarà accordato alcun contributo di mantenimento (art. 125 CC) è possibile in effetti che, una volta passato in giudicato lo scioglimento del matrimonio, il giudice delle misure provvisionali rifiuti ogni contributo (GLOOR in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 10 in fine ad art. 137; SUTTER/FREIBURGHAUS, op. cit., n. 46 ad art. 137 CC; LEUENBERGER, op. cit., n. 42 ad art. 137 CC; SUTTER-SOMM, Neuerungen im Scheidungsverfahren in: Hausheer, Von altem zum neuen Scheidungsrecht, Berna 1999, pag. 231 n. 5.27; ZR 100/2001 pag. 14 n. 4). Ciò non è tuttavia il caso in concreto, ove non si può dire altamente verosimile che in esito al divorzio la moglie non riceverà alcun contributo (nella sentenza di divorzio lo stesso Pretore le ha accordato, del resto, un contributo di fr. 1300.- mensili). Rimane da esaminare, in simili circostanze, se nel caso specifico si giustificasse una modifica dell’assetto cautelare. Le misure provvisionali in effetti possono sempre essere modificate qualora siano mutate in maniera rilevante e relativamente duratura le circostanze considerate al momento della decisione, oppure quando le previsioni formulate in base alla situazione di quel momento non si siano avverate o si siano avverate solo in parte (LEUENBERGER, op. cit., n. 16 ad art. 137 CC).

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