46c Art. 163 cpv. 1, 285 cpv. 1 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Contributo alimentare per moglie e figli: reddito ipotetico - indigenza del richiedente cui è imputato un reddito ipotetico

Il conseguimento di un reddito ipotetico può anche implicare un cambiamento d'attività, l'esigenza di sostentare debitamente la famiglia prevalendo sulla libera scelta della professione (consid. 3b).
Un reddito ipotetico non esclude uno stato d'indigenza. Poco importa che un richiedente versi in grave ristrettezza per sua colpa. L'indigenza può essere negata solo qualora il richiedente abusi dei suoi diritti, in particolare ove abbia rinunciato a un reddito appunto in vista del processo (consid. 8).
I CCA 18.8.2004 N. 11.2004.85


3. […] b) Nel caso in esame l’appellante non contesta che, nonostante il contributo da lui proposto (fr. 500.- mensili), il fabbisogno in denaro del figlio rimanga largamente scoperto. Anzi, egli non mette in discussione neppure che il fabbisogno del figlio rimanga parzialmente scoperto – come si evince dalla sentenza impugnata – pur con il contributo di fr. 1000.- mensili stabilito dal primo giudice. La questione è di sapere pertanto se, dando prova di buona volontà, il convenuto avrebbe la concreta e ragionevole possibilità di guadagnare più dei fr. 2500.- mensili lordi percepiti dal 1° gennaio 2003 (fr. 2213.- netti, oltre all’assegno familiare). Che ciò implichi un cambiamento d’attività poco importa: l’esigenza di sostentare debitamente la famiglia (art. 163 cpv. 1 CC), in effetti, prevale sulla libera scelta della professione (HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 22 nel mezzo ad art. 163 CC).
[…]

8. Nella fattispecie il Pretore ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria con l’argomento che il convenuto “è in grado di guadagnare almeno fr. 5000.- lordi a fronte di un suo fabbisogno di circa fr. 2300.- e di un onere alimentare nei confronti del figlio di fr. 1000.- mensili”, di modo che si può “esigere dall’interessato la messa a frutto della sua sostanza e delle sue potenzialità lavorative”. Il ricorrente fa valere – in estrema sintesi – che come dipendente della X. SA egli non può guadagnare di più, che le sue proprietà immobiliari non possono essere ulteriormente gravate e che sarebbe sproporzionato imporgli un reddito ipotetico. Quest’ultima argomentazione è manifestamente infondata, come si è visto dianzi. Poco giova quindi che come dipendente della X. SA il convenuto non possa guadagnare di più. Se non che – e ciò va rilevato d’ufficio, trattandosi di una questione di diritto – un reddito ipotetico ancora non esclude uno stato d’indigenza. A nulla rileva, in effetti, che un richiedente versi in grave ristrettezza per sua colpa. L’indigenza può essere negata solo qualora il richiedente abusi dei suoi diritti, in particolare ove abbia rinunciato a un reddito precisamente in vista del processo (DTF 104 Ia 31, richiamata da CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, SJ 125/2003 II pag. 78 lett. H e da FAVRE, L’assistance judiciaire gratuite en droit suisse, tesi, Tolochenaz 1989, pag. 47 lett. c; principio confermato nella sentenza del Tribunale federale 5P. 113/2004 del 28 aprile 2004, consid. 4).

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