54c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Protezione dell'unione coniugale: contributo per il figlio minorenne

I figli minorenni devono essere sentiti anche nell'ambito di misure a protezione dell'unione coniugale (consid. 3).
Il fabbisogno medio in denaro previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo comprende già gli eventuali assegni familiari, le prestazioni complementari AVS o AI, le rendite da casse pensioni, da assicurazioni infortuni o contro la responsabilità civile e così via (consid. 7c).
I CCA 14.9.2004 N. 11.2003.126


3. Prima che siano adottate disposizioni al loro riguardo, i figli minorenni sono sentiti personalmente e appropriatamente dal giudice o da un terzo incaricato, a meno che la loro età o motivi gravi vi si oppongano (art. 144 cpv. 2 CC). Il principio vale anche in sede provvisionale (DTF 126 III 497) e – per analogia – nell’ambito di misure protettrici dell’unione coniugale (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2002.150 del 14 maggio 2004, consid. 4). Al momento in cui ha statuito il Pretore, in concreto, X. aveva nove anni e quattro mesi. […] La legge non prevede invero un’età fissa dalla quale il giudice sia obbligato a interpellare i minorenni. Una rinuncia a priori si giustifica solo, tuttavia, se l’audizione – o la semplice osservazione – sia impossibile o non avrebbe senso, nemmeno se eseguita da uno specialista (RUMO-JUNGO, L’audition des enfants lors du divorce de leurs parents in: SJ 2003 II pag. 120 segg.). […]

a) Il Tribunale federale ha già avuto modo di rilevare che l’audizione di un ragazzo di 6 anni non va esclusa a priori (DTF 124 III 92 consid. 3a). Anche in dottrina l’ascolto dei figli è auspicato sin dall’età scolastica (BREITSCHIMID in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 4 ad art. 144; SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 34 ad art. 144) o almeno dal compimento degli 8 anni (SCHWEIGHAUSER in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 19 segg. ad art. 144 CC). Tra i 7 e i 12 anni l’opportunità dell’audizione va apprezzata, ad ogni modo, in funzione dello sviluppo del figlio e delle circostanze del caso (STETTLER, Les nouvelles dispositions du Code civil concernant le sort des enfants dans le divorce de leur parents, in: CFPG, Il nuovo diritto del divorzio, Lugano 2002, pag. 149). Essenziale è che l’audizione sia adattata all’età e che le opinioni dei ragazzi siano apprezzate in funzione della loro maturità (RUMO-JUNGO, op. cit., pag. 122).
[…]

7. […] c) L’appellante chiede di specificare che il contributo di mantenimento per il figlio comprende solo l’assegno familiare minimo del diritto ticinese (fr. 183.- mensili) e non l’assegno effettivo di fr. 324.- ricevuto dal padre. Quanto al Pretore, egli ha accertato che il reddito del convenuto include un assegno per figli di fr. 324.- mensili, salvo precisare nel dispositivo n. 4 della sentenza impugnata che il contributo alimentare per X. è “comprensivo dell’assegno di base percepito per lo stesso”. Tale formulazione è ambigua. L’assegno familiare di base è quello del diritto cantonale (art. 1 della legge sugli assegni di famiglia: RL 6.4.1.1), che ammonta appunto a fr. 183.- mensili (art. 2 del decreto esecutivo concernente la determinazione dell’importo mensile dell’assegno di base e per giovani invalidi per ogni figlio: RL 6.4.1.1.2). L’assegno per figli riscosso dal convenuto è – o era – quello della Confederazione e delle sue aziende.
Ora, non si può da un lato cumulare al reddito del debitore alimentare quest’ultimo assegno e dedurre dal contributo mensile solo l’assegno di base del diritto ticinese. Il fabbisogno medio del figlio valutato secondo le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo comprende già gli eventuali assegni familiari, le prestazioni complementari AVS o AI, le rendite da casse pensioni, da assicurazioni infortuni o contro la responsabilità civile e così via (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 9 in alto e 15 in alto). Se dalla Confederazione o dalle sue aziende il debitore percepisce fr. 324.- mensili per il figlio, il contributo alimentare per il figlio si ritiene comprendere tale assegno, non altri assegni del diritto cantonale.
Secondo l’appellante “ritenere compreso nell’alimento il contributo totale di fr. 324.- mensili (attuale assegno famigliare percepito dal padre) significherebbe che se in futuro lo percepisse la madre e non più il padre, quest’ultimo potrebbe dedurre dall’alimento fr. 324.- mensili e la madre ne percepirebbe solo fr. 183.-“. Tale eventualità non giustifica tuttavia un dispositivo come quello propugnato dall’appellante. Ove in futuro il convenuto non percepisse più l’assegno per figli di fr. 324.- mensili e la moglie riscuotesse quello di fr. 183.- del diritto ticinese, il reddito familiare diminuirà di conseguenza e il contributo alimentare per il figlio andrà ricalcolato su nuove basi, attenendosi alla metodica già riassunta. Il rischio dell’evento non può tuttavia essere fatto sopportare semplicemente al convenuto, come si prefigge l’appellante. Su questo punto il gravame è privo di consistenza.

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