55c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Misure a protezione dell'unione coniugale: fabbisogno di figli maggiorenni inserito nel fabbisogno familiare? - contributo di mantenimento per la moglie limitato nel tempo?

In linea di principio il giudice delle misure a protezione dell'unione coniugale è abilitato a occuparsi solo di figli minorenni. Nondimeno, se i genitori sono d'accordo, il contributo per i figli maggiorenni comuni può essere inserito nel fabbisogno della famiglia. Ciò presuppone tuttavia un accordo chiaro sul principio e sull'ammontare del contributo. In mancanza di ciò, spetta al figlio maggiorenne far valere personalmente e in proprio nome le sue pretese a norma dell'art. 277 cpv. 2 CC nei confronti del genitore renitente (consid. 5).
L'inizio di un'attività lucrativa da parte della moglie non fa decadere per ciò solo l'obbligo contributivo del marito, ma aumenta unicamente il reddito familiare (consid. 12).
I CCA 5.11.2004 N. 11.2004.16


12. Quanto alla limitazione del contributo alimentare nel tempo, giovi rammentare che l’obbligo di mutua assistenza previsto dall’art. 163 CC continua per tutta la durata del matrimonio, fino allo scioglimento del vincolo, e non cessa né durante la sospensione della comunione domestica né durante una procedura di divorzio (DTF 123 III 3 consid. 3°, 114 II 30 consid. 6; HÄSENBÖHLER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 2 ad art. 163; WERRO, Concubinage, mariage et démariage, Berna 2000, n. 936 pag. 200, n. 964 pag. 205; DESCHENAUX/STEINAUER/BADDELEY, Les effets du mariage, Berna 2000, pag. 230, n. 502; HAUSHEER/REUSSER/GEISER, op. cit., n. 59 ad art. 163 CC; BRÄM/HASENBÖHLER in: Zürcher Kommentar, 3a edizione, n. 6 e 53 ad art. 163 CC). Durante una causa di stato il contributo in favore di un coniuge si determina, ciò premesso, secondo le norme sul mantenimento della famiglia previste dal diritto matrimoniale e non secondo quelle contenute nel diritto del divorzio (FF 1996 pag. 150 con riferimenti; LEUENBERGER in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 14 e 29 ad art. 137 CC; WERRO, op. cit., n. 842 pag. 184; MICHELI/NORDMANN/JACCOTTET TISSOT/CRETTAZ/THONNEY/RIVA, Le nouveau droit du divorce, Losanna 1999, pag. 208 n. 976). A ragione quindi il Pretore si è dipartito da tali premesse.
Il Tribunale federale ha nondimeno avuto modo di precisare che, ove non si possa contare su una riconciliazione dei coniugi, per decidere sull’eventuale contributo alimentare occorre far capo – già in costanza di matrimonio – ai criteri applicabili al mantenimento dopo il divorzio, segnatamente a quelli che disciplinano la ripresa o l’estensione dell’attività lucrativa (DTF 128 III 67 consid. 4a). Ora, se da un lato ciò significa che, oltre ai parametri posti dall’art. 176 cpv. 1 n. 1 CC, il giudice si atterrà a quelli elencati (non esaustivamente) dall’art. 125 cpv. 2 CC, valutando la situazione in base alla regola per cui ogni coniuge va incoraggiato, per quanto possibile, ad acquisire o a riacquistare la propria indipendenza economica (clean break: sentenza del Tribunale federale 5P.352/ 2003 del 28 novembre 2003, consid. 2.1, pubblicata in: FamPra.ch 2004 pag. 402), dall’altro ciò ancora non significa che il riparto a metà dell’eccedenza non sia più applicabile, tanto meno ove si pensi che fino al divorzio sussiste il dovere di reciproca assistenza derivante dal matrimonio (art. 163 CC). La limitazione della durata del contributo alimentare prevista dal Pretore non può dunque essere condivisa, poiché l’inizio dell’attività lucrativa da parte della moglie non fa decadere l’obbligo contributivo del marito, ma aumenta soltanto il reddito familiare, sicché per determinare il contributo occorre procedere in base all’usuale calcolo fondato sul riparto dell’eccedenza. Si aggiunga infine che, dandosi un matrimonio di lunga durata (come in concreto), nella determinazione del contributo di mantenimento dopo il divorzio occorre tenere conto del fatto che i coniugi hanno diritto di conservare il tenore di vita avuto durante la comunione domestica (sentenze del Tribunale federale 5C.111/2001 del 29 giugno 2001, consid. 1c, e 5C.205/ 2001 del 29 ottobre 2001, consid. 4c).

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