59c Art. 273 segg. CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Relazioni personali con il figlio: diritto di visita - perizia

Una perizia sulla questione del diritto di visita si impone solo quando le relazioni personali con il genitore non affidatario possano nuocere al bene del figlio (consid. 2).
Presupposti per istituire un diritto di visita sorvegliato: casistica (consid. 6).
Luogo in cui va esercitato il diritto di visita (consid. 7).
Spese dovute all'esercizio di un diritto di visita sorvegliato (consid. 8).
I CCA 30.8.2004 N. 11.2004.60 (un ricorso per riforma è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.211/2004 del 9 marzo 2005)


2. […] Quanto alla situazione personale del padre, per ordinare una perizia occorrono ragioni concrete e pertinenti. Nel caso in esame l’appellante accenna alla circostanza che l’interessato è in cura da parecchi anni, che ha rapporti problematici con il fratello, che è reduce da un’esperienza coniugale negativa e che il di lui padre è affetto da crisi maniaco-depressive. Se non che, per tacere del fatto che tali allegazioni sono contestate, agli atti non vi è alcun indizio che lasci supporre – né tanto meno che renda verosimile – l’esistenza nella persona del padre di problemi psichici. Né l’appellante pretende, del resto, che costui soffra di affezioni suscettibili di costituire un pericolo per la figlia, tant’è che i rimproveri mossigli riguardano la capacità di potersi autonomamente occupare di lei. Una perizia sulla questione del diritto di visita, per altro, si giustifica solo qualora il mantenimento delle relazioni personali nuoccia al figlio (DTF 122 III 409 consid. 3d), ciò che in concreto non è nemmeno prospettato. Sottoporre il padre, nelle condizioni descritte, a una perizia psichiatrica si rivelerebbe un’inutile vessazione.
[…]

6. Per quel che attiene alle modalità delle visite, contrariamente a quanto l’appellante sostiene, un diritto di visita sorvegliato non si giustifica solo qualora si abbia a temere per l’integrità del figlio, ma – almeno per un tempo determinato – anche in caso di conflitto fra i genitori (SCHWENZER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 26 ad art. 273; Bally in: RDT 1998 pag. 3; RDT 1999 pag. 23; HEGNAUER, Grundriss des Kindesrechts, 5a edizione, pag. 138, n. 19.31; MEIER/STETTLER, Droit civil, VI/2, 2a edizione, pag. 131 n. 252). Esso può essere ordinato altresì nell’ipotesi in cui i contatti tra genitore e figlio riprendano dopo un lungo periodo (DTF 122 III 411 consid. 4a/bb; WIRZ in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 22 ad art. 274 CC). Ciò non toglie che la sorveglianza debba legittimarsi alla luce di indizi concreti che adombrino una minaccia per il bene del figlio, ad esempio nel caso in cui il diritto di visita andrebbe altrimenti negato o revocato (art. 274 cpv. 2 CC; v. DTF 122 III 408 consid. 3c).
[…]

7. Per quanto riguarda il luogo delle visite, che la madre vorrebbe veder esercitare presso il suo studio professionale, l’appello non è destinato a miglior sorte. Trattandosi di bambini in tenera età, il diritto di visita deve svolgersi invero – e per principio – nell’ambiente dei piccoli, ma a tale regola è opportuno derogare ove la presenza del genitore che detiene l’autorità parentale sia problematica o conflittuale (SCHWENZER, op. cit., n. 17 ad art. 273; WIRZ, op. cit. n. 25 ad art. 273 CC). Per il resto, le visite possono avvenire sia al domicilio della madre, sia a quello dell’avente diritto, sia in un luogo neutro (HEGNAUER, op. cit., pag. 130, n. 19.09; MEIER/STETTLER, op. cit., pag. 132 n. 254).
[…]

8. Per quanto concerne le spese derivanti dall’esercizio del diritto di visita, che l’autorità tutoria ha posto a carico dei genitori in ragione di metà ciascuno, l’appellante ribadisce che esse vanno addebitate alla controparte, poiché la misura imposta dall’autorità tutoria è dovuta esclusivamente al comportamento scorretto del padre. Ora, come ha rilevato l’autorità di vigilanza, di principio le spese connesse all’esercizio del diritto di visita sono a carico del genitore beneficiario (SCHWENZER, op. cit., n. 20 ad art. 273; MEIER/STETTLER, op. cit., pag. 133 n. 257). Se non che, tali costi possono essere posti a carico dei genitori in ragione di un mezzo ciascuno se il diritto di visita è sorvegliato e ciò si riconduce al comportamento di entrambe le parti (SCHWENZER, op. cit., n. 28 ad art. 273; BALLY, op. cit., pag. 10 n. 4.6). In concreto è vero che la sorveglianza è stata proposta dal padre stesso, ma è anche vero che l’appellante sollecita tuttora una verifica del comportamento di lui, al punto che in questa sede postulava una perizia psichiatrica. Nel complesso pertanto la decisione di far sopportare le spese a entrambi appare equa e resiste alla critica.

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