64c Art. 315a, 308 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005, III. Diritto di famiglia


Competenza dell'autorità tutoria a disciplinare le relazioni personali tra genitori e figli - compiti del curatore educativo

Le autorità di tutela continuano a occuparsi della regolamentazione del diritto di visita anche se i genitori hanno introdotto nel frattempo un'azione di divorzio, quanto meno nei casi in cui la disciplina delle relazioni personali sia connessa con una misura a protezione del figlio, come ad esempio una curatela educativa (art. 308 CC; consid. 3).
Il curatore educativo deve vegliare a che le relazioni tra genitore e figlio si svolgano conformemente a quanto ha deciso l'autorità, regolando se necessario le modalità pratiche (consid. 12a).
I CCA 23.9.2004 N. 11.2004.94


3. Il giudice chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli secondo le disposizioni sul divorzio prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione alle autorità di tutela (art. 315a cpv. 1 CC). Il giudice del divorzio può anche adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del figlio che sono già state prese (art. 315a cpv. 2 CC). Durante la litispendenza di una causa di divorzio, nondimeno, le autorità di tutela restano competenti per continuare una procedura di protezione del figlio introdotta prima della causa stessa (art. 315a cpv. 3 n. 1 CC), come pure per ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando sia prevedibile che il giudice del divorzio non possa prenderle tempestivamente (art. 315a cpv. 3 n. 2 CC). Dall’appello si evince che nella fattispecie i genitori di X. hanno inoltrato una richiesta comune di divorzio davanti al Pretore, producendo una convenzione completa ai fini d’omologazione. Tale causa è successiva però all’avvio della procedura davanti alla Commissione tutoria regionale, volta a far modificare il diritto di visita pattuito dai genitori nel 2000, quando hanno posto termine alla comunione domestica. La competenza dell’autorità tutoria “per continuare una procedura di protezione del figlio introdotta prima della causa” continua perciò a essere data.
Ci si potrebbe domandare, per la verità, se la disciplina delle relazioni personali (art. 133 cpv. 1 CC) tra genitori e figli rientri nelle “misure a protezione del figlio” cui si riferisce l’art. 315a cpv. 3 n. 1 CC (sentenza del Tribunale federale 5P.307/2002 del 5 novembre 2002, consid. 2.3.2). Il quesito va risolto affermativamente (DUNAND, La compétence pour modifier l’attribution des droits parentaux dans la perspective du nouveau droit du divorce, in: RDT 53/1998 pag. 186 in corrispondenza delle note 37 e 38), se non altro nei casi in cui la regolamentazione del diritto di visita sia connessa con una misura a protezione del figlio (art. 307 segg. CC). Nella fattispecie la disciplina del diritto di visita è direttamente legata alla figura del curatore educativo, istituto che si annovera – appunto – fra le misure a protezione del figlio (art. 308 CC). La competenza dell’autorità tutoria non può dunque essere revocata in dubbio. A scanso di malintesi è opportuno comunicare un esemplare della presente sentenza, in ogni modo, al Pretore.
[…]

12. […] a) Il curatore preposto alla vigilanza delle relazioni personali con il figlio (art. 308 cpv. 2 CC) deve vegliare a che queste si svolgano conformemente a quanto ha deciso l’autorità, regolando se necessario le modalità pratiche (RDAT II-2001 n. 69; BREITSCHMID in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 14 ad art. 308). Nei limiti del suo ufficio egli deve attivarsi di propria iniziativa e tutti gli interessati sono tenuti a rispettarne le indicazioni, anche se per i genitori ciò costituisce una restrizione dell’autorità parentale (BREITSCHMID, op. cit., n. 2 ad art. 308 CC). Tra i compiti del curatore rientra quello di instaurare – per quanto possibile – un rapporto di fiducia con tutte le parti in causa, soprattutto in caso di conflitti fra genitori (BIDERBOST, Die Erziehungsbeistandschaft nach Art. 308 ZGB, Friburgo 1996, pag. 440; BREITSCHMID, op. cit., n. 4 ad art. 308 CC).

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