RTiD I 2006

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2006 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera


  • Autorità parentale in comune – convenzione

    Esigenza di una convenzione suscettibile di approvazione circa la partecipazione dei genitori alle cure del figlio e il riparto delle spese di mantenimento in caso di autorità parentale in comune.
    I CCA 7.11.2005 N. 11.2005.141

  • Trattenuta di stipendio: garanzia del minimo esistenziale

    In linea di principio l’ammontare di una trattenuta di stipendio deve corrispondere al contributo alimentare fissato dal giudice. Eccezione al principio qualora nel frattempo la situazione dell’obbligato sia mutata al punto che la «diffida ai debitori» risulti intaccare il fabbisogno minimo di lui.
    I CCA 12.9.2005 N. 11.2005.72

  • Gratuito patrocinio nell’ambito di una trattenuta di stipendio

    Non occorre gratuito patrocinio per postulare una trattenuta di stipendio a tutela di contributi in favore di figli minorenni poiché in simili evenienze il creditore può ottenere un aiuto appropriato e gratuito, per legge, da parte della Commissione tutoria regionale.
    I CCA 31.8.2005 N. 11.2005.104

  • Fabbisogno in denaro del figlio minorenne

    Dal 2000 in poi le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo sono già commisurate al costo delle economie domestiche su scala nazionale. Non si giustificano più, quindi, tagli lineari per il minor costo della vita nel Ticino.
    I CCA 19.6.2005 N. 11.2005.75

  • Riduzione del contributo alimentare per il figlio nel caso in cui il diritto di visita sia più esteso dell’usuale?

    Perché un diritto di visita più ampio dell’usuale comporti una riduzione del contributo alimentare è necessario che il genitore affidatario consegua risparmi sensibili, l’onere di mantenimento in denaro trasferendosi solo limitatamente da un genitore all’altro. Obbligo del genitore non affidatario di indicare i maggiori costi da lui sostenuti.
    I CCA 3.10.2005 N. 11.2005.83

  • Scioglimento del regime dei beni: partecipazione al minor valore in caso di deprezzamento? Misure a protezione della sostanza dei figli chieste dal coniuge affidatario

    Nello scioglimento del regime ordinario dei beni in seguito a divorzio il coniuge che ha investito beni in proprietà dell’altro ha diritto, dandosi un deprezzamento, alla restituzione dell’importo investito, senza interessi. In tali casi l’applicazione delle norme sulla società semplice è esclusa, né i coniugi possono pattuire per convenzione una diversa chiave di partecipazione al deprezzamento (consid. 4a e 4b). 
    La madre alla quale è stato conferito l’esercizio dell’autorità parentale nell’ambito della causa di divorzio è legittimata a chiedere al giudice, come misure di protezione della sostanza dei figli, la restituzione di averi che il padre ha sottratto dai libretti di risparmio di questi ultimi (consid. 24).
    I CCA 8.6.2005 N. 11.2002.94

  • Misure a protezione dell’unione coniugale – debitore alimentare: azionista unico

    Il reddito del debitore alimentare ove sussista unità economica fra lui e la società di cui egli è azionista unico o maggioritario va calcolato equiparando quest’ultimo a un lavoratore indipendente.
    I CCA 4.7.2005 N. 11.2004.19

  • Divorzio: contributi alimentari in pendenza di causa

    Fino al passaggio in giudicato della sentenza sugli effetti del divorzio i contributi di mantenimento per moglie e figli continuano a essere disciplinati dall’assetto provvisionale.
    I CCA 29.6.2005 N. 11.2004.100

  • Divorzio su richiesta comune: revoca del consenso – provvigione ad litem: autorità competente

    In linea di principio la revoca del consenso al divorzio non costituisce abuso (consid. 3).        
    Competente a concedere una provvigione di causa è il Pretore, anche per la procedura di appello (consid. 6).
    I CCA 20.6.2005 N. 11.2005.62
    (un ricorso per riforma è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.207/2005, un ricorso di diritto pubblico è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5P.303/2005, un ricorso per nullità è stato dichiarato inammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5C.206/2005, tutte del 9 settembre 2005)

  • Modifica di sentenza di divorzio: contributo di mantenimento per i figli nati dal primo matrimonio nel caso in cui il debitore formi una nuova famiglia

    Nel fabbisogno del debitore alimentare che si è sposato o risposato va inserito il minimo esistenziale che il diritto esecutivo prevede per le coppie (fr. 1550.– mensili) e non il minimo esistenziale per un debitore solo (fr. 1100.– mensili), il quale si applica solo al debitore che vive in comunione domestica con un figlio maggiorenne o in concubinato.
    I CCA 8.9.2005 N. 11.2005.12 e 11.2005.90

  • Modifica di sentenza di divorzio: ammissibilità di nuovi documenti e condizioni cui soggiace la modifica

    Documenti nuovi sono ammissibili, come in un’ordinaria causa di divorzio (consid. 2).
    La modifica presuppone un raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano le parti al momento del divorzio (rispettivamente al momento in cui il contributo è stato modificato l’ultima volta) e la nuova situazione (consid. 4). La nuova situazione è quella al momento in cui l’attore ha promosso causa; successivi mutamenti possono essere presi in considerazione, se mai, nella misura in cui connotano un ulteriore cambiamento ragguardevole, duraturo e non prevedibile (consid. 10a).
    I CCA 29.6.2005 N. 11.2003.22

  • Diritto di abitazione nell’alloggio coniugale

    Commisurazione dell’indennità: il giudice prende in considerazione, oltre al valore venale del diritto di abitazione, l’insieme delle circostanze, segnatamente il dovere di solidarietà fra i coniugi, l’interesse dei figli, la capacità finanziaria dell’avente diritto e quella del proprietario dell’immobile, il tenore di vita avuto dai coniugi e la necessità effettiva dell’alloggio.
    I CCA 20.6.2005 N. 11.2004.20

  • Cambiamento del nome a figli affidati a una madre divorziata

    Non si giustifica un cambiamento di nome dettato da ragioni puramente soggettive, come i sentimenti negativi evocati da tale nome nel figlio o nel suo attuale ambiente familiare.
    I CCA 6.4.2005 N. 11.2004.88
    (un ricorso di diritto pubblico è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5P.144/2005 dell’8 novembre 2005)

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