19c Art. 176 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2009 (III. Diritto di famiglia)


Misure a protezione dell’unione coniugale
Criteri per l’attribuzione dell’abitazione coniugale (conferma della giurisprudenza).
I CCA 26.8.2008 N. 11.2007.31


6.  L’appellante censura infine la mancata assegnazione dell’alloggio coniugale, che il Pretore ha attribuito in uso alla moglie perché vi possa vivere con la figlia, a lei affidata, non risultando opportuno costringere quest’ultima a lasciare la casa in cui è cresciuta. Ora, dovendo assegnare l’abitazione coniugale pendente causa, il giudice gode di ampio potere d’apprezzamento (SCHWANDER in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a edizione, n. 7 ad art. 176 CC). Decisivo è il criterio dell’opportunità, ovvero l’interesse del coniuge al quale l’abitazione sia più utile, indipendentemente dai diritti che derivano dalla proprietà, dalla liquidazione del regime dei beni o da relazioni contrattuali (DTF 120 II 3 consid. 2c). Importa così la presenza dei figli, ma sono di rilievo anche motivi di salute o professionali (SCHWANDER, loc. cit.). Non prevalgono invece i diritti personali o reali che un coniuge possiede sull’alloggio, salvo qualora egli invochi un interesse preponderante connesso all’età, allo stato di salute o all’esercizio dell’attività professionale (HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 30 ad art. 176 CC; STETTLER/GERMANI, Droit civil: effets généraux du mariage, art. 159-180 CC, 2a edizione pag. 246 n. 378).
Nella fattispecie l’appellante rammenta di non essere l’unico proprietario del bene, ribadisce che la moglie ha avuto tutto il tempo per trovare una sistemazione meno onerosa e che, decadendo in un prossimo futuro le sue indennità di disoccupazione, egli sarà costretto a vendere l’immobile. Così argomentando, tuttavia, egli non fa valere alcun interesse poziore che giustifichi una diversa attribuzione dell’alloggio coniugale. Né l’affermazione – puramente apodittica – secondo cui l’immobile non è un’abitazione coniugale permette di concludere nel senso da lui auspicato. Se si considera poi che in concreto la moglie ha l’affidamento della figlia e che l’ipotesi di una vendita dell’immobile non appare imminente (né il marito pretende il contrario), non si scorgono motivi per assegnare pendente causa l’abitazione coniugale al convenuto, tanto meno pensando al fatto che egli possiede un altro appartamento, nel quale abita. Anche su quest’ultimo punto l’appello non è votato di conseguenza a miglior sorte.

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