RTiD I 2017

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2017 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera

  • Presunzione di proprietà nei rapporti tra un coniuge e i creditori dell’altro

    Ove un coniuge affermi che un bene sia suo deve fornirne la prova (art. 248 cpv. 1 CC), fermo restando che, mancando tale prova, si presume che il bene sia di comproprietà dei coniugi (art. 248 cpv. 2 CC). La presunzione si applica anche ai rapporti tra un coniuge e i creditori dell’altro, ma le presunzioni tratte dal possesso secondo gli art. 930 e 931 CC prevalgono per i beni che non siano i mobili di casa, segnatamente per il patrimonio professionale.                                                                                                                                
    Oggetti lavorati a mano dall’escusso e pignorati in sua presenza in un mercatino sono presunti di sua proprietà ove la moglie non provi di avere partecipato alla loro produzione.

    CEF 5.7.2016 N. 14.2016.121

  • Estinzione per compensazione del credito posto in esecuzione – cessazione degli effetti di un giudizio di condanna a contributi di mantenimento cautelari

    Il Tribunale d’appello dei Cantone Ticino è incorso nell’arbitrio per aver ritenuto che l’escussa, al credito posto in esecuzione dall’ex marito, potesse opporre in compensazione una pretesa per contributi di mantenimento cautelari calcolati fino al passaggio in giudicato dell’intera sentenza di divorzio. Il giudizio di condanna a contributi di mantenimento cautelari ha infatti esplicato i suoi effetti solo fino alla pronuncia della sentenza di appello con cui il contributo di mantenimento dopo il divorzio è stato definitivamente negato all’ex moglie.

    TF 18.7.2016 N. 5A_709/2014

  • Rigetto dell’opposizione – eccezionalità della concessione di proroghe – dispositivo generico del titolo di rigetto definitivo

    In materia di rigetto dell’opposizione, stante il carattere sommario e celere della procedura, proroghe di termini e sospensioni giusta l’art. 126 CPC possono essere concesse solo restrittivamente, in casi rarissimi (consid. 6).                               
    Se il giudice del merito ha conferito effetto sospensivo all’appello interposto contro il decreto cautelare che modifica il decreto supercautelare invocato dall’escutente come titolo di rigetto definitivo, il giudice del­l’esecuzione non può sospendere la procedura di rigetto in attesa del­l’esi­to della decisione sull’appello (consid. 6.2).                                                                                                              
    Una decisione che genericamente pone a carico del marito le spese di gestione ordinaria dell’abitazione coniugale, le spese straordinarie di manutenzione, i premi d’assicurazione, gli interessi ipotecari e gli ammortamenti non costituisce un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione da lui interposta contro l’esecuzione promossa dalla moglie per ottenere il rimborso di quelle spese pagate direttamente da lei (consid. 8.2).        
    Ciò vale mutatis mutandis per il rimborso di spese scolastiche poste a carico del marito ma pagate dalla moglie (consid. 9).

    CEF 19.5.2016 N. 14.2015.241

  • Foro imperativo per le procedure di diritto matrimoniale – nozione di domicilio – residenza a scopo di studio

    Criteri che distinguono il domicilio da una mera residenza a scopo di studio.

    I CCA 18.10.2016 N. 11.2015.88

  • Cure ambulatoriali coattive successive al ricovero

    Nel caso specifico la decisione della Commissione giuridica LASP è stata annullata in quanto non le è data la competenza di decidere essa stessa, quale prima istanza decisionale, trattamenti ambulatoriali coatti o modifiche di precedenti cure coattive per altro nel frattempo superate per una successiva decisione del medico.                                                                                                   
    La decisione evidenzia la necessità di regolamentare in modo più ampio e chiaro, con norme di esclusiva competenza cantonale (art. 437 CC), le condizioni per il trattamento ambulatoriale coattivo successivo al ricovero a scopo d’assistenza, definendone, tra l’altro, la sua durata, l’esi­genza di confermarlo a scadenze regolari o modificarlo, ad esempio, a seguito di un nuovo ricovero che ne ha di fatto rivelato l’inefficacia, come pure le condizioni legali e formali che vanno rispettate a tutela del paziente.

    CDP 15.12.2016 N. 9.2016.200

  • Ricovero a scopo d’assistenza – piano terapeutico – cure in assenza di consenso durante il ricovero e cure ambulatoriali coattive successive al ricovero

    Durante il ricovero a scopo d’assistenza il medico curante allestisce per scritto un piano terapeutico in collaborazione con l’interessato e se del caso con la persona di fiducia, informando questi ultimi su tutte le circostanze essenziali riguardo ai provvedimenti medici prospettati. Un trattamento in assenza di consenso può essere ordinato dal medico caposervizio, secondo le forme e alle condizioni previste dall’art. 434 CC.       
    Le cure ambulatoriali coattive successive al ricovero sono regolate dal diritto cantonale (art. 437 CC), nel nostro Cantone dall’art. 20 cpv. 2 LASP.                                                                                                                                                      
    Nel caso specifico la decisione della Commissione giuridica LASP è stata annullata, con l’invito alla medesima Commissione di imporre ai medici curanti il rispetto delle formalità previste dalle normative federali per il trattamento medico in assenza di consenso in regime di ricovero a scopo d’assistenza e la sua modifica per l’assistenza e le cure successive al ricovero.

    CDP 20.6.2016 N. 9.2016.94

  • Ricovero a scopo d’assistenza di una persona anziana in un Istituto per anziani mediante decisione dell’Autorità di protezione

    L’Autorità di protezione è competente per ordinare il ricovero a scopo d’assistenza e la dimissione (art. 426 CC), fatta riserva per analoga competenza, concorrente, conferita ai medici designati dal Cantone (art. 429 CC).                                         
    L’Autorità di protezione decide il ricovero nella sua composizione collegiale di tre membri, senza possibilità di deroga, dopo avere sentito, pure collegialmente, l’interessato. In caso di urgenza e nonostante l’esistenza della competenza concorrente dei medici a disporre un ricovero a scopo d’assistenza, l’Autorità di protezione in circostanze eccezionali, segnatamente l’irreperibilità momentanea di tutti i suoi membri, può decidere mediante provvedimento cautelare, le disposizioni generali di procedura restando applicabili parallelamente alle competenze conferite ai medici. Le decisioni emanate in via supercautelare non essendo impugnabili a un’Autorità superiore, l’Autorità di protezione è comunque tenuta a conformarsi in brevissimo tempo alle esigenze di decisione e audizione collegiale anzidette.                               
    L’Autorità di protezione deve pronunciarsi anche sull’idoneità dell’Isti­tuto prescelto, ritenuto che la nozione di istituto idoneo fa parte delle condizioni materiali del collocamento ed è parte della forza formale di res judicata della decisione. In caso di cambiamento di istituto, anche se il regime di ricovero rimane identico, l’Autorità di protezione deve prendere una nuova decisione e non può delegare all’istituto del primo ricovero la competenza di scegliere il nuovo istituto e di mettere in atto il trasferimento.                                                  
    Nel caso specifico è stata annullata la decisione della Commissione giuridica LASP di confermare l’ordine – emanato solo in via supercautelare dal presidente dell’ARP – di ricoverare l’anziano in un Ospedale e di lasciare ai medici di quest’ultimo il compito di trovare l’istituto idoneo e di trasferire poi l’interessato senza ulteriore pronunciamento.

    CDP 16.01.2017 N. 9.2016.195-197

  • Contributo alimentare per un figlio maggiorenne – nozione di «formazione appropriata» e obbligo d’informazione del figlio

    La «formazione appropriata» non si esaurisce con il conseguimento di un primo ciclo di addestramento, anche se questo permette di conseguire un attestato di base, ma comprende l’intero curriculum necessario al figlio per rendersi autonomo e mettere pienamente a frutto le sue capacità.         
    Il figlio è tenuto ad aggiornare regolarmente il genitore «circa i risultati e gli sviluppi della propria formazione». Se non fornisce ragguagli, il genitore può rivolgersi al giudice.

    I CCA 10. 6.2016 N. 11.2014.85

  • Contributo alimentare per un figlio maggiorenne – prestazione sostitutiva da parte di un terzo

    Il terzo che contribuisce volontariamente al mantenimento di un figlio non suo estingue, fino a concorrenza della somma pagata, l’obbligo di mantenimento dei genitori. In tal caso il figlio perde, per l’ammontare delle prestazioni versate dal terzo, la legittimazione per convenire in giudizio i genitori.

    I CCA 19. 9.2016 N. 11.2014.47

  • Modifica di sentenza di divorzio – reddito del genitore divenuto insufficiente per garantire il contributo alimentare al figlio

    Se il reddito del debitore non è più sufficiente per garantire il contributo alimentare in favore del figlio stabilito in una sentenza di divorzio, entrambi i genitori possono essere tenuti a intaccare la rispettiva sostanza, secondo la funzione e la composizione della medesima. Nel rispetto del principio di uguaglianza non si può pretendere tuttavia che l’uno attinga al proprio patrimonio se l’altro non è chiamato a fare altrettanto, a meno che sia sprovvisto di sostanza.

    I CCA 23. 6.2016 N. 11.2013.57

  • Deduzioni sociali – figli agli studi – presupposti – solo corsi che rilasciano un titolo o preparano ad un esame riconosciuto – corso di fashion design all’estero non riconosciuto

    Perché i genitori abbiano diritto alla deduzione per figli agli studi, i figli devono frequentare scuole, studi o corsi a tempo pieno, estesi per la durata di almeno due semestri, che rilascino un titolo o preparino ad un esame riconosciuto. Sebbene formalmente la decisione dell’Ufficio borse di studio e sussidi (UBSS) non sia vincolante per l’autorità di tassazione, tuttavia i criteri su cui quest’ultima deve basarsi per verificare il diritto di un contribuente alla deduzione per figli agli studi sono analoghi a quelli che guidano le decisioni dell’UBSS, quando si pronuncia su richieste di borse di studio. Nella fattispecie, il corso di fashion design, frequentato dal figlio del ricorrente a Milano, non rilasciava, nel periodo fiscale litigioso, un titolo riconosciuto.

    CDT 13.7.2016 N. 80.2015.163

  • Convivenza stabile – calcolo della prestazione assistenziale ordinaria – applicazione dei medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente

    Nel caso di due persone che convivono in modo stabile e che quindi costituiscono un’unica unità di riferimento, il legislatore ticinese ha stabilito, a differenza di altri cantoni, che la prestazione assistenziale ordinaria viene calcolata applicando i medesimi parametri sia per il titolare del diritto che per il convivente.                                                                                                                            
    Nel caso di specie, pertanto, l’USSI ha effettuato il conteggio del diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria del ricorrente che convive in modo stabile con il compagno computando anche i redditi e le spese del convivente nella misura definita dalla Las e dalla Laps e non tenendo conto per quest’ultimo di un budget ampliato (comprensivo delle imposte e degli alimenti dovuti alla moglie da cui è separato) in quanto persona non richiedente l’assistenza sociale, come invece fatto valere nel ricorso.                                          
    Il diritto a una prestazione assistenziale ordinaria è stato a ragione negato.

    TCA 2.8.2016 N. 42.2016.6-7

  • Assegni di famiglia – restrizioni per gli stranieri

    Le condizioni supplementari previste per gli stranieri, inparticolare la dimora ininterrotta per cinque anni in Svizzera, resistono al principio della parità di trattamento: queste esigenze accresciute perseguono il pertinente scopo di interesse pubblico di corroborare la presunzione che la famiglia dimorerà a lungo nel Cantone.                                                                                                     
    Inoltre esse non violano il diritto internazionale applicabile in Svizzera.

    TF 6.12.2016 N. 8C_182/2016 

     

  • Diniego del diritto ad assegni integrativi – computo di alimenti ipotetici – esclusione dell’irrecuperabilità delle pretese di mantenimento

    Nel calcolo dell’assegno integrativo a ragione sono stati computati alimenti ipotetici, in quanto l’assicurata non ha dichiarato le generalità del padre di sua figlia rinunciando così a introdurre l’azione di accertamento della paternità senza validi motivi.         
    In primo luogo, l’assicurata non ha minimamente fatto valere una qualsiasi situazione che potrebbe costituire un pericolo per l’integrità fisica o psichica sua e/o della figlia, né d’altra parte una qualsiasi situazione che potrebbe condizionare negativamente l’equilibrio, morale o economico, di un altro nucleo familiare

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