RTiD I 2018

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2018 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera

  • Carattere probatorio di una dichiarazione scritta di un terzo In una procedura sommaria una dichiarazione scritta di un terzo può sì risultare sufficiente – se non è contestata – per rendere un fatto verosimile, ma non per recarne la prova nel senso dell’art. 81 LEF. In assenza di percezione diretta del fatto da provare (in casu la conclusione di un accordo derogativo alla convenzione di divorzio) una dichiarazione scritta non potrebbe neppure essere considerata una testimonianza (art. 169 CPC) (consid. 6.2). CEF 11.5.2017 N. 14.2017.13
  • Deduzioni sociali – figli a carico – solo prima formazione – maturità professionale presupposto per ulteriore formazione – successiva iscrizione a scuola universitaria professionale – non seconda formazione La deduzione per figli a carico viene concessa anche per il mantenimento di figli maggiorenni, ma solo per una prima formazione, cioè per una formazione di base che consente al figlio di provvedere in maniera adeguata al proprio sostentamento. Una maturità professionale, come quella liceale, costituisce unicamente la base necessaria per una ulteriore formazione, di solito universitaria. Hanno pertanto diritto alla deduzione i genitori di un giovane che, conseguita la maturità professionale tecnica integrata, ha in seguito intrapreso studi musicali presso una scuola universitaria professionale. CDT 28.8.2017 N. 80.2016.231/232
  • Deduzioni – spese di malattia e infortunio – aiuti alla riproduzione – solo la donna che si sottopone ai trattamenti, non il convivente che ha partecipato alla spesa Un contribuente ha diritto alla deduzione solo delle spese di malattia e infortunio che lo concernono personalmente. Il ricorrente non ha pertanto diritto alla deduzione di metà delle spese mediche legate all’inse­minazione intrauterina, sostenute dalla sua convivente per concepire un figlio comune. CDT 4.12.2017 N. 80.2016.241/242
  • Deduzioni – alimenti – irrilevanza fiscale delle spese di mantenimento diretto in caso di diritto di visita – non deduzione per figli a carico Le spese di mantenimento diretto, sostenute dal genitore che versa un contributo alimentare, per esempio al fine di esercitare il diritto di visita, non vengono considerate dal punto di vista fiscale. Un contribuente che versa alla ex moglie un contributo di mantenimento per la figlia minorenne non ha pertanto diritto alla deduzione sociale per figli a carico, neppure nella misura di un mezzo, per tener conto dei costi sostenuti per esercitare il diritto di visita. CDT 10.10.2017 N. 80.2017.50/51
  • Diritto di determinare la dimora del figlio – trasferimento all’estero – competenza delle autorità di protezione svizzere – principio dell’unità del giudizio Il trasferimento di un minore all’estero, in caso di autorità parentale congiunta, presuppone sempre il consenso di entrambi i genitori oppure di un’autorizzazione da parte dell’Autorità di protezione. La modifica della custodia del figlio è stata, in casu, ritenuta non proponibile in ragione dell’inidoneità del genitore che rimane in Svizzera. La decisione è stata tuttavia annullata – onde preservare la competenza delle autorità di protezione svizzere – in quanto non sono state vagliate le conseguenze del trasferimento, in particolare la nuova regolamentazione delle relazioni personali. La disciplina concreta di tali aspetti influisce sulla determinazione del luogo di vita che corrisponde meglio al benessere del minore; il giudizio su questi aspetti e sull’autorizzazione al trasferimento costituisce infatti un’unità («Grundsatz der Entscheideneinheit»). CDP 30.11.2017 N. 9.2017.166
  • Diritto di determinare la dimora del figlio – trasferimento all’estero – competenza delle autorità di protezione svizzere – ascolto del minore Un trasferimento illecito di un minore all’estero lascia sussistere la competenza delle autorità di protezione svizzere. Per autorizzare la modifica del luogo di dimora del minore, il quesito determinante da porsi è quello di sapere se il bene di quest’ultimo viene meglio garantito seguendo il genitore che intende trasferirsi oppure rimanendo con quello che continua a risiedere nel luogo originario, ciò che può implicare un cambio di custodia. Criteri giurisprudenziali per l’audizione del minore; esame della fattispecie concreta e del modello di presa a carico attualmente in essere; se la situazione che deriva da questo esame è neutra, si applicano i criteri per decidere dell’affidamento in caso di separazione o divorzio. CDP 11.08.2017 N. 9.2017.66 (ricorso in materia civile del 24 agosto 2017 respinto dal Tribunale federale con sentenza 5A_634/2017 del 17 ottobre 2017)
  • Diritto di determinare la dimora del figlio – trasferimento all’estero – competenza delle autorità di protezione svizzere – liceità del trasferimento Il trasferimento di un minore all’estero, in caso di autorità parentale congiunta, avvenuto in forza di un’autorizzazione rilasciata dall’Autori­tà di protezione e confermata – con decisione esecutiva, sebbene non cresciuta in giudicato – dalla Camera di protezione è lecito e permette la creazione di una dimora abituale del minore all’estero, facendo decadere la competenza delle autorità svizzere. CDP 7.9.2017 N. 9.2017.167 (confermata dal TF il 12.3.2018 inc. 5A_948/2017)
  • Convenzione sul mantenimento di un figlio maggiorenne Omologabilità di una convenzione sul contributo alimentare per un figlio maggiorenne (consid. 5). Potere cognitivo del giudice (consid. 6). I CCA 27.9.2017 N. 11.2016.39
  • Protezione dell’unione coniugale – fabbisogno minimo di un coniuge Caso di un coniuge che non abbia costi dell’alloggio. I CCA 14.8.2017 N. 11.2015.105
  • Protezione dell’unione coniugale – metodo di calcolo per la definizione dei contributi alimentari Liceità ed effetti di un’intesa dei coniugi sulla partecipazione al mantenimento della famiglia I CCA 23.5.2017 N. 11.2015.58
  • 9      Art. 1 seg. DE RiSC Rimborso della spesa di collocamento della figlia – genitore disoccupato La Cassa ha rettamente rifiutato a un’assicurata il riconoscimento del rimborso della spesa di collocamento della figlia richiesto sulla base del DE RiSC, entrato in vigore il 1° gennaio 2017 a seguito dell’abroga­zione degli art. 55-59 Laf e valido fino al 31 dicembre 2017, in quanto soltanto l’assicurata esercitava un’attività lavorativa. In effetti per poter beneficiare di tale prestazione entrambi i genitori devono svolgere un’attività lucrativa oppure un’attività professionalmente equiparata (ad esempio provvedimenti inerenti al mercato del lavoro previsti dalla LADI). Quest’ultima viene negata nel caso in cui uno dei coniugi abbia lo statuto di disoccupato, in quanto pur essendo alla ricerca di un posto di lavoro può occuparsi direttamente e personalmente dei figli. È vero che per le persone in disoccupazione, in tale ipotesi, potrebbero sorgere delle difficoltà per quel che concerne il riconoscimento del presupposto dell’idoneità al collocamento. Questi assicurati devono, dunque, organizzarsi in modo tale da poter dimostrare, quando viene richiesto dall’URC (di regola non già al momento in cui l’assicurato presenta una domanda di indennità di disoccupazione), di poter affidare la custodia dei figli. Sta in ogni caso al legislatore trovare se lo riterrà necessario, una diversa soluzione per il futuro. Nel caso di specie comunque il problema non si pone, visto che il marito della ricorrente non poteva beneficiare del diritto all’indennità di disoccupazione, non avendo adempiuto il presupposto dell’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI. TCA 20.9.2017 N. 39.2017.18
  • Rinuncia di reddito del lavoro – computo nel calcolo AFI e API A ragione la Cassa, ai fini del calcolo dell’assegno integrativo e di prima infanzia, ha computato il reddito del lavoro al quale l’assicurata ha rinunciato, dimissionando dal suo posto di lavoro. La scelta della famiglia di rinunciare a un reddito sicuro prima di essersene procurato un altro e senza neppure iscriversi per il collocamento non può essere posta a carico della collettività degli assicurati. L’argomentazione secondo cui il marito sospettava un tradimento da parte dell’assicurata sul posto di lavoro non è sufficiente per fare ritenere non più adeguato il mantenimento provvisorio dell’occupazione in attesa di reperire un altro impiego e non costituisce un «motivo imperativo» ai sensi dell’art. 3a cpv. 1 Reg. Laps per non computare il reddito al quale la ricorrente ha rinunciato. Questa soluzione si impone tanto più se si considera che il marito, al momento determinante della decisione su reclamo, non esercitava nessuna attività lucrativa TCA 25.9.2017 N. 39.2017.12-13

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