RTiD I 2020

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2020 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera

  • Contributo di mantenimento subordinato a una condizione risolutiva Un contributo di mantenimento da versare fino alla fine della formazione professionale è considerato subordinato a una condizione risolutiva, sicché il rigetto dell’opposizione dev’essere concesso a meno che il debitore, sulla scorta dell’art. 81 LEF, dimostri in modo inequivocabile con documenti la realizzazione della condizione risolutiva oppure che la stessa sia ammessa dal creditore o notoria (consid. 5.2). Ciò vale anche per la raggiunta «indipendenza economica» del figlio fissata nella convenzione come fine dell’obbligo contributivo (consid. 6.2). Incombe anche al genitore escutente dimostrare che la pretesa mancanza di relazioni personali con il figlio sia riconducibile a quest’ultimo, al quale potrebbero così essere rifiutati i contributi. Deve al riguardo produrre una decisione di soppressione dell’obbligo di mantenimento emessa dal giudice competente nel merito (consid. 6.4). CEF 23.7.2019 N. 14.2019.40
  • Audizione dei figli – motivi gravi che possono giustificare una rinuncia all’ascolto L’esistenza di «motivi gravi» va esaminata di caso in caso, secondo equità. Può essere tale il rischio di esporre il figlio a rivalse da parte dell’uno o dell’altro genitore oppure a un eccessivo stress psicologico o a sofferenza. Inoltre il giudice può rinunciare, temporaneamente, dall’ascolto qualora il figlio risieda all’estero o qualora sia necessario adottare provvedimenti cautelari oppure nell’eventualità in cui il figlio sia già stato sentito di recente, per esempio da un perito, a meno che nel frattempo siano intervenuti mutamenti di rilievo. I CCA 25.10.2019 N. 11.2018.121
  • Condizioni per l’accollo all’ente pubblico, invece che all'interessato, della remunerazione del curatore – conferma della giurisprudenza in merito all’indigenza ai sensi del diritto di protezione – computo del valore di un bene immobile nella sostanza netta dell’interessato – vigilanza sui curatori Conferma della giurisprudenza emanata a seguito della lacuna legale constatata nella normativa cantonale relativa al diritto di protezione. Nel computo della sostanza attiva deve essere preso in considerazione anche il valore dei beni immobili appartenenti al curatelato: nel caso concreto l’immobile in questione è privo di oneri ipotecari ed è fonte di reddito per il curatelato, che abita altrove. La vigilanza sui curatori e sull’esecuzione della curatela deve essere svolta, d’ufficio, dall’Autorità di protezione. CDP 10.10.2019 N. 9.2019.123
  • Diritto di determinare la dimora del figlio – trasferimento del minore in Svizzera interna senza formale autorizzazione – richiesta di rientro del minore in Ticino – inammissibilità di nuove domande in sede di reclamo Trasferimento del minore in Svizzera interna con la madre, contro il volere del padre, ma senza il rilascio di una formale autorizzazione, in ragione dell’errata convinzione delle parti e dell’Autorità di protezione che la madre detenesse l’autorità parentale esclusiva. Il tema del rilascio di una formale autorizzazione al trasferimento non è mai stato postulato né dibattuto in prima istanza – ove si è discusso unicamente delle relazioni personali padre-figlio e dell’istituzione di una curatela educativa – nemmeno una volta assodata la titolarità congiunta dell’autorità parentale: esso non può dunque essere proposto per la prima volta in sede di reclamo. Impossibilità di chiedere il rientro forzato del minore in ragione della partenza non autorizzata. Diversamente da quanto previsto a livello internazionale in caso di partenza illecita, nel diritto interno il rientro forzato del minore può giustificarsi soltanto quale provvedimento di protezione, nel caso in cui il trasferimento configuri una seria minaccia del bene del figlio, ipotesi neppure ventilata nella fattispecie. CDP 15.10.2019 N. 9.2019.51
  • Protezione dell’unione coniugale – restrizioni del potere di disporre Una restrizione del potere di disporre può consistere anche nel blocco di un conto bancario. Al coniuge colpito dal provvedimento devono essere lasciati a disposizione tuttavia mezzi sufficienti per finanziare il proprio tenore di vita e gli obblighi di mantenimento nei confronti della famiglia. I CCA 19.6.2019 N. 11.2019.51
  • Misure a tutela dell’unione coniugale – contributi di mantenimento retroattivi Violazione del divieto dell’arbitrio da parte dell’autorità cantonale per aver ritenuto che al giudice delle misure a tutela dell’unione coniugale non competa tenere conto, nella fissazione dei contributi di mantenimento dovuti retroattivamente, dei versamenti già effettuati dal debitore (consid. 3). TF 15.5.2019 N. 5A_595/2018
  • Modifica di sentenza di divorzio: fabbisogno minimo di un debitore alimentare che vive in comunione domestica con una terza persona Il minimo esistenziale di un debitore alimentare che vive in comunione domestica con una terza persona corrisponde alla metà dell’importo di base per coppia (DTF 144 III 506 consid. 6.6), indipendentemente dal fatto che sussista o non sussista concubinato (cambiamento di giurisprudenza). I CCA 22.5.2019 N. 11.2017.69
  • Liquidazione del regime della partecipazione agli acquisti e previdenza professionale dopo il divorzio qualora un coniuge percepisca già una rendita di vecchiaia o di invalidità Spese destinate alla famiglia, comprese quelle per la previdenza professionale, per il conseguimento del reddito o per il pagamento delle imposte si presumono finanziate con acquisti, non con beni propri. Si presume che i coniugi attingano a beni propri anzitutto per investimenti straordinari (consid. 6f e 6g). Gli acquisti di un coniuge non ottengono un diritto al compenso giusta l’art. 209 cpv. 1 CC per il solo fatto di avere finanziato gli interessi ipotecari di un debito gravante un bene proprio. Simili oneri, così come le spese per la manutenzione corrente di un bene proprio, sono a carico degli acquisti, quanto meno ove il bene proprio generi redditi sufficienti per coprire quei costi (consid. 7e). Se al momento in cui è introdotta una causa di divorzio un coniuge percepisce già una rendita d’invalidità e ha raggiunto l’età del pensionamento stabilita dal regolamento dell’istituto di previdenza, oppure percepisce una rendita di vecchiaia, il giudice divide la rendita secondo equità. A tal fine egli valuta l’adeguatezza del riparto a metà della parte di previdenza complessiva che può essere considerata come «acquisita durante il matrimonio» in funzione dell’età al momento delle nozze. Inoltre egli esamina, come secondo fattore di ponderazione, le esigenze previdenziali di entrambi i coniugi nel caso specifico (consid. 9b a 9h). I CCA 9.8.2018 N. 11.2016.103 (ricorso in materia civile del 20 settembre 2018 respinto dal Tribunale federale con sentenza 5A_788/2018 del 16 luglio 2019)
  • Deduzioni sociali – figli agli studi – erogazione di assegno di studio per l’anno accademico in corso alla fine del periodo fiscale Non è arbitrario negare la deduzione sociale per figli agli studi al padre di uno studente universitario, che beneficia di una borsa di studio erogata dal cantone. È determinante il fatto che lo studente sia al beneficio del sussidio per l’anno accademico in corso alla fine del periodo fiscale, indipendentemente dalla circostanza che la borsa sia erogata solo all’inizio dell’anno successivo. TF 1.5.2019 N. 2C_1108/2018

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