38c Art. 80 cpv. 2 n. 2, 81 LEF

Pubblicazione: Estratto da Rivista Ticinese di Diritto I-2020 (III. Diritto di famiglia)


Contributo di mantenimento subordinato a una condizione risolutiva Un contributo di mantenimento da versare fino alla fine della formazione professionale è considerato subordinato a una condizione risolutiva, sicché il rigetto dell’opposizione dev’essere concesso a meno che il debitore, sulla scorta dell’art. 81 LEF, dimostri in modo inequivocabile con documenti la realizzazione della condizione risolutiva oppure che la stessa sia ammessa dal creditore o notoria (consid. 5.2). Ciò vale anche per la raggiunta «indipendenza economica» del figlio fissata nella convenzione come fine dell’obbligo contributivo (consid. 6.2). Incombe anche al genitore escutente dimostrare che la pretesa mancanza di relazioni personali con il figlio sia riconducibile a quest’ultimo, al quale potrebbero così essere rifiutati i contributi. Deve al riguardo produrre una decisione di soppressione dell’obbligo di mantenimento emessa dal giudice competente nel merito (consid. 6.4). CEF 23.7.2019 N. 14.2019.40


5.2. Ora, dal 1° gennaio 2011 le convenzioni sui contributi di mantenimento del diritto di famiglia omologate da un’autorità amministrativa (come ad esempio un’autorità di protezione) sono parificate, al pari delle decisioni di omologazione giudiziarie, a titoli di rigetto definitivo (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF; sentenza della CEF 14.2014.71 del 30 luglio 2014 consid. 5.1; STAEHELIN, in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 24 ad art. 80).
Ciò vale anche per le decisioni che ordinano od omologano esplicitamente il pagamento di un contributo alimentare oltre alla maggiore età qualora fissino l’ammontare dei contributi dovuti e ne determinino la durata. Un contributo di mantenimento da versare fino alla fine della formazione professionale è considerato subordinato a una condizione risolutiva, sicché il rigetto dell’opposizione dev’essere concesso a meno che il debitore, sulla scorta dell’art. 81 LEF (v. sotto consid. 6), dimostri in modo inequivocabile con documenti la realizzazione della condizione risolutiva oppure che la stessa sia ammessa dal creditore o sia notoria (DTF 144 III 195, consid. 2.2, con rinvii).
5.3. In concreto il «contratto per l’obbligo del mantenimento di minori e per il diritto alle relazioni personali» (doc. A) costituisce pertanto in sé un titolo per il contributo alimentare di fr. 800.– mensili dovuto «dal 13° al 18° anno di età o indipendenza economica», e quindi per i contributi posti in esecuzione – da novembre 2017 (mese in cui F. è diventato maggiorenne) a maggio 2018 –, purché egli non sia diventato economicamente indipendente prima.
[…]
6.1. Nel caso in esame, il reclamante eccepisce che i redditi del figlio coprono il suo minimo esistenziale, lasciandogli una disponibilità di fr. 500.– mensili, di modo che la condizione d’«indipendenza economica» posta nella convenzione come fine del diritto agli alimenti sarebbe realizzata.
6.2. Sennonché, secondo la giurisprudenza appena ricordata (sopra consid. 5.2), la raggiunta «indipendenza economica» del figlio configura una condizione risolutiva, la cui realizzazione doveva essere dimostrata dal debitore (ovvero in concreto dal reclamante) in modo inequivocabile con documenti. Non risulta infatti che il figlio abbia riconosciuto l’adempimento di tale condizione – ne dà atto l’istanza medesima – né che lo stesso sia notorio.
6.3. Orbene, le considerazioni di A. inerenti alle entrate del figlio che ammonterebbero a più di fr. 2000.– mensili sono rimaste allo stadio di puro parlato, egli non avendo prodotto alcun documento a sostegno della tesi dell’indipendenza economica di suo figlio. Contrariamente a quanto sostiene il reclamante, non è poi compito del giudice del rigetto effettuare un confronto tra entrate e uscite del figlio maggiorenne, ma spettava invece a lui, escusso, dimostrare, con documenti, la realizzazione della sua pretesa «indipendenza economica». Il reclamo è quindi infondato.
6.4. Che, infine, la mancanza di relazioni personali tra le parti sia – a detta del padre – riconducibile al figlio, al quale potrebbero così essere rifiutati i contributi, non è di rilievo in questa sede, perché il reclamante non ha dimostrato la cessazione del contributo per il motivo da lui invocato, ciò che avrebbe richiesto la produzione di una decisione di soppressione dell’obbligo di mantenimento emessa dal giudice competente nel merito. Il reclamo vede pertanto la sua sorte segnata.

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