41c Art. 179 cpv. 1 CC; 86 CPC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2006, III. Diritto di famiglia


Modifica di misure a protezione dell'unione coniugale

La modifica può decorrere, al più presto, dal giorno in cui è stata introdotta l'istanza; solo gravi e impellenti motivi di equità possono giustificare, a titolo eccezionale, una decorrenza retroattiva.
La procedura intesa alla definizione del contributo alimentare per un coniuge è governata dal principio dispositivo, anche nel quadro di misure a protezione dell'unione coniugale; a tal fine il giudice è vincolato dunque, per principio, alle richieste delle parti.
I CCA 2.5.2006 N. 11.2003.75


1. L’art. 179 cpv. 1 CC consente di modificare in ogni tempo le misure a protezione dell’unione coniugale, adattandole alle nuove circostanze. La modifica decorre, al più presto, dal giorno in cui è stata introdotta la relativa domanda. Solo gravi e impellenti motivi di equità possono giustificare – a titolo eccezionale – una decorrenza retroattiva, come ad esempio l’assenza all’estero o l’ignota dimora del convenuto, il comportamento ingannevole di lui, la grave malattia o l’impedimento ad agire dell’istante e così via (HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 14 ad art. 179 con riferimenti; HAUSHEER/ SPYCHER/KOCHER/BRUNNER, Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 519 n. 09.97; v. anche DESCHENAUX/STEINAUER/BADDELEY, Les effets du mariage, Berna 2000, pag. 324, n. 786; cfr. Rep. 1988 pag. 339 consid. 3). Quanto alla procedura, nel Cantone Ticino le misure a protezione dell’unione coniugale – e, di riflesso, le istanze volte alla loro modifica – sono adottate con il rito sommario contenzioso di camera di consiglio (art. 361 segg. CPC), nel cui ambito l’esame dei fatti è limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 431).
[…]
10. Nella sentenza impugnata il Pretore ha riconosciuto all’istante un contributo alimentare di fr. 560.- mensili dal 1° gennaio al 28 febbraio 2003 e di fr. 490.- mensili dal 1° marzo 2003 in poi, sebbene l’interessata limitasse le sue pretese a fr. 440.- mensili e chiedesse che il resto della sua spettanza andasse in favore dei figli. Simile decisione non manca invero di lasciare perplessi, giacché la procedura intesa alla definizione del contributo alimentare per un coniuge è governata dal principio dispositivo (HAUSHEER/SPYCHER/KOCHER/BRUNNER, Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 599 n. 11.64 in fine). A tal fine il giudice è vincolato dunque, per principio, alle richieste delle parti, anche nel quadro di misure a protezione dell’unione coniugale (DESCHENAUX/STEINAUER/BADDELEY, op. cit., pag. 315 n. 761 in principio; HAUSHER/REUSSER/ GEISER, op. cit., n. 17 ad art. 180 vCC; BRÄM in: Zürcher Kommentar, 3a edizione, n. 8 ad art. 180 vCC). Attribuendo all’istante un contributo più alto di quello richiesto, il Pretore ha disatteso perciò l’art. 86 prima frase CPC. Rimane il fatto che l’istante non è legittimata a dolersene. Potrebbero lamentare un pregiudizio, tutt’al più, il convenuto o i figli, ma su questo punto il convenuto non ha appellato e l’istante non pretende di appellare adesivamente anche in nome dei figli. Non v’è quindi ragione perché questa Camera intervenga al riguardo, tanto meno ove si consideri che nulla impedisce all’istante di devolvere liberamente ai figli il suo contributo alimentare nella misura in cui questo eccede fr. 440.- mensili.

CC 1907      RS 210
Codice civile svizzero, del 10 dicembre 1907

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