RTiD II 2011

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2011 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera


  • Trasferimento illecito di un minorenne in Svizzera – nozione di «dimora abituale» relativa allo Stato di provenienza – spese e ripetibili
    Determinante è il centro effettivo della vita del minore e delle sue relazioni; tale luogo può risultare tanto dalla durata di fatto della dimora e dei legami che ne derivano, quanto dalla durata prevista della dimora e dall’integrazione che ci si attende.
    L’istante che risulta soccombente non può essere condannato a versare delle spese processuali o delle ripetibili.
    TF 29.3.2011 N. 5A_119/2011

  • Rigetto provvisorio dell’opposizione – contratto di locazione quale riconoscimento di debito – carattere vincolante per la moglie del contratto sottoscritto dal solo marito – eccezioni proponibili – inadempienza del contratto
    Un riconoscimento di debito sottoscritto dal marito può vincolare la moglie qualora egli abbia agito come rappresentante dell’unione coniugale senza eccedere i propri poteri in un modo riconoscibile per i terzi. Se il debito posto in esecuzione è stato manifestamente contratto per «i bisogni correnti della famiglia», nei quali rientrano l’abitazione familiare, la firma di un solo coniuge è opponibile anche all’altro.
    CCR 12.1.2011 N. 16.2010.114

  • Ricorso contro decisioni della Commissione tutoria regionale – ripetibili alla parte vittoriosa
    Una Commissione tutoria regionale che esca soccombente da una procedura di ricorso contro una decisione da essa emanata può essere tenuta alla rifusione di ripetibili ove abbia partecipato alla lite quale unica antagonista della parte alla parte risultata vittoriosa. Nel caso in cui essa abbia partecipato alla lite unitamente a privati cittadini, risultando sconfitta insieme con questi ultimi, le ripetibili vanno addebitate di regola ai privati che si sono battuti senza successo al suo fianco.
    I CCA 19.4.2011 N. 11.2009.188

  • Adottando che raggiunge la maggiore età durante la procedura ricorsuale – consenso all’adozione
    L’interesse del genitore a ricorrere contro una decisione con cui il Tribunale cantonale ha fatto astrazione dal suo consenso all’adozione cade quando l’adottando raggiunge la maggiore età mentre il ricorso in materia civile è pendente innanzi al Tribunale federale (consid. 3).
    TF 13.12.2010 N. 5A_488/2010

  • Scioglimento del regime dei beni – valore venale di imprese commerciali e di fondi edificati
    Il valore venale di un’impresa commerciale corrisponde – se la ditta non è destinata a essere liquidata – a quello «di continuazione», che tiene conto degli attivi e dei passivi, così come del valore di reddito (consid. 3d e 3e).
    Il valore venale di fondi edificati risulta dalla ponderazione del valore reale con quello di reddito (consid. 3m).
    I CCA 30.7.2010 N. 11.2008.102 (ricorso in materia civile del 14 settembre 2010 respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5A_650/2010 del 19 gennaio 2011)

  • Scioglimento del regime dei beni: donazione tra coniugi in costanza di matrimonio?
    Non può presumersi l’esistenza di una donazione tra coniugi per il solo fatto che l’uno abbia ricevuto una prestazione coscientemente eseguita dall’altro senza corrispettivo.
    I CCA 18.12.2010 N. 11.2007.47

  • Scioglimento del regime dei beni – vendita dell’abitazione coniugale comperata in costanza di matrimonio con fondi prelevati dal «secondo pilastro» di un coniuge
    Caso in cui il finanziamento ottenuto dalla cassa pensione non possa più essere rimborsato perché nei confronti del coniuge è subentrato un caso di previdenza.
    I CCA 22.2.2011 N. 11.2009.77

  • Divorzio – coniuge affiliato a un istituto di previdenza estero – contributo di mantenimento dopo il divorzio
    Qualora un coniuge sia affiliato a un istituto di previdenza estero, il riparto della prestazione d’uscita non può essere ordinato. In tal caso l’altro coniuge ha diritto a un’indennità adeguata in applicazione dell’art. 124 CC (consid. 2c).
    Dandosi figli comuni nati durante il matrimonio, ogni coniuge ha diritto di conservare dopo il divorzio – in linea di principio – il tenore di vita raggiunto durante la comunione domestica, indipendentemente dalla durata di quest’ultima (consid. 4a).
    I CCA 8.2.2010 N. 11.2007.193 (ricorso in materia civile del 15 marzo 2010 respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale con sentenza 5A_197/2010 del 23 novembre 2010)

  • Versamento a terzi dell’assegno per i figli
    Nel caso di specie l’assegno familiare per la figlia nata nel 1997 va corrisposto al padre – al beneficio di una rendita AI – in virtù dell’art. 9 cpv. 1 LAFam, benché sia la madre a esercitare un attività lucrativa (cfr. art. 7 cpv. 1 lett. a LAFam).
    In effetti i presupposti per il versamento a terzi dell’assegno per figli sono, in concreto, adempiuti. Più precisamente, la madre non riversava l’assegno al padre, il quale ha la custodia della figlia (che dal gennaio 2008 vive con lui).
    Il diritto del padre decorre, però, non dal gennaio 2008 come da questi postulato, bensì, in ossequio alle disposizioni di diritto cantonale a quel momento in vigore, dal 1° dicembre 2008.
    TCA 10.11.2010 N. 39.2010.3

  • Figlio all’estero per studi – diritto all’assegno di formazione – necessità di ulteriori accertamenti in merito al mantenimento o meno del domicilio in Svizzera
    Non è corretto l’operato di una Cassa che a un assicurato il cui figlio frequenta un’università estera, in un Paese che non ha concluso una convenzione in materia di sicurezza sociale con la Svizzera, ha riconosciuto il diritto all’assegno di formazione soltanto per il 1° anno di studi. Dal 2° anno tale prestazione è stata negata, in quanto, in applicazione delle Direttive in materia di assegni familiari (DAFam marg. 301), è stato considerato che il figlio risiedeva all’estero. La Corte cantonale, infatti, alla luce della recente giurisprudenza federale, della dottrina e della mancanza di spiegazioni da parte dell’UFAS – espressamente interpellato dal TCA in merito alle DAFam – considera la marginale 301 della direttiva, nella misura in cui esclude, in caso di un soggiorno all’estero pluriennale per motivi di studio, il diritto agli assegni a partire dal secondo anno, contraria agli art. 4 cpv. 3 LAFam e 7 OAFami.
    I disposti legali appena menzionati intendono escludere il diritto all’assegno per i figli che hanno da sempre o hanno trasferito il loro domicilio all’estero ma non per coloro che, pur effettuando gli studi all’estero, mantengono il loro domicilio in Svizzera.
    Gli atti sono stati, pertanto, rinviati alla Cassa perché, dopo aver stabilito se il figlio dell’assicurato, nonostante studi all’estero, ha mantenuto oppure no il proprio domicilio in Svizzera, emetta una nuova decisione in merito al diritto o meno all’assegno di formazione dal secondo anno di studi.Al riguardo va evidenziato che se il figlio risiedesse effettivamente all’estero, l’assicurato non avrebbe diritto all’assegno di formazione, non essendo la Svizzera vincolata con il Paese dove effettua i propri studi da un accordo internazionale relativo alla sicurezza sociale ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 OAFami.L’art. 7 cpv. 1 OAFami è stato ritenuto dal TF, in una sentenza 8C_133/ 2010 del 31 agosto 2010 pubblicata in DTF 136 I 297, non eccedente il quadro disposto all’art. 4 cpv. 3 LAFam.
    TCA 10.2.2011 N. 39.2010.8

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