RTiD II 2014

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2014 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera


  • Potere di cognizione del giudice del rigetto definitivo dell’opposizione

    Non è arbitrario ritenere che non compete al giudice del rigetto definitivo dell’opposizione accertare la decadenza della responsabilità solidale dei coniugi per l’imposta complessiva (consid. 3 e 4)

    TF 6.12.2013 N. 5D_169/2013

  • Procedura – contestazione del conguaglio d’imposta – diritto di interporre ricorso ad un’autorità giudiziaria – competenza della Camera di diritto tributario

    Le decisioni dell’Ufficio cantonale di esazione che concernono il calcolo del conguaglio d’imposta devono poter essere contestate dinanzi ad un’autorità giudiziaria, conformemente a quanto esige l’art. 29a Cost. La Camera di diritto tributario può pertanto entrare nel merito della contestazione contro il conguaglio d’imposta (consid. 1).

    Riscossione – restituzione o computo degli acconti d’imposta – periodo fiscale durante il quale i coniugi si sono separati – lacuna della legge – ripartizione per metà

    La legge tributaria ticinese non contiene alcuna disposizione in merito alle modalità di restituzione o di computo degli acconti pagati dai coniugi per il periodo durante il quale è intervenuta la separazione o il divorzio ed eventualmente anche per i periodi precedenti. Non è comunque condivisibile la decisione dell’Ufficio di esazione che, nella fattispecie, ha restituito tutti gli acconti pagati dai coniugi nel 2011 al solo marito, da cui la ricorrente si è separata nel corso dello stesso anno. Dovendo colmare una lacuna propria della legge, la Camera di diritto tributario si conforma alla soluzione adottata dalla maggior parte dei cantoni, che consiste nella ripartizione per metà fra i coniugi (consid. 2 e 3).

    CDT 4.6.2014 N. 80.2013.166

  • Divorzio – accredito straordinario di un importo unico da parte del datore di lavoro dell’ex marito durante il matrimonio – importo dell’avere di previdenza acquisito durante il matrimonio soggetto a divisione

    L’importo accreditato dall’allora datore di lavoro all’ex marito il 1° luglio 2002 in costanza di matrimonio (28 maggio 1999) a seguito del passaggio dal sistema delle prestazioni a quello misto dei primati e al fine di recuperare la prestazione di vecchiaia ideale secondo il vecchio sistema va considerato interamente quale prestazione divisibile tra ex coniugi a seguito del divorzio (19 agosto 2011 crescita in giudicato del principio del divorzio) acquisita durante il matrimonio.
    Non va per contro seguita la tesi dell’ex marito secondo cui tale somma andrebbe computata almeno nella misura di 15/18 (15=1999-1984 anno in cui è iniziato l’assoggettamento alla previdenza professionale) nel calcolo dell’avere presente al momento del matrimonio, e sia quindi da dedurre, unitamente agli interessi, dalla prestazione presente al divorzio, con l’argomentazione in sintesi che tale versamento straordinario riguarda per la maggior parte contributi maturati prima del matrimonio  – si sarebbe segnatamente in presenza di una rivalutazione dei contributi già versati dal 1984 – e che trattasi, con riferimento all’art. 22 cpv. 3 LFLP, di riscatto effettuato tramite mezzi propri nel senso che tale somma sarebbe stata destinata a risarcire una perdita di un bene proprio e costituirebbe quindi bene sostitutivo giusta l’art. 198 cifra 4 CC. In effetti si tratta inequivocabilmente di versamento finanziato ed effettuato dal datore di lavoro e non dall’assicurato medesimo, motivo per cui non torna applicabile l’art. 22 cpv. 3 LFLP. Inoltre non va operata alcuna deduzione dall’avere presente al momento del divorzio in caso di versamenti di capitali che non costituiscono beni propri del lavoratore e che vengono versati dopo la celebrazione del matrimonio, anche se dipendenti da capitale accumulato prima del matrimonio.
    Infine, ai fini del calcolo della prestazione da dividere, l’avere esistente al momento del matrimonio dev’essere aumentato degli interessi maturati sino al divorzio, l’avere al momento del matrimonio e i suoi interessi non soggiacendo a divisione ma spettando esclusivamente al coniuge che ne è titolare.

    TCA 20.2.2014 N. 34.2013.1

  • Divorzio su richiesta comune – omologazione della convenzione impugnata da un coniuge

    Un coniuge può impugnare l’omologazione di una convenzione sugli effetti del divorzio, facendo valere che è «manifestamente inadeguata»? (consid. 5).
    Un coniuge può impugnare l’omologazione di una convenzione sugli effetti del divorzio, facendo valere di essere fallito in pendenza di ricorso? (consid. 6).

    I CCA 5.2.2014 N. 11.2010.118

  • Foro del divorzio – competenza del giudice svizzero

    Nozione di dimora in Svizzera da almeno un anno ove l’attore non sia cittadino svizzero.

    I CCA 20.3.2014 N. 11.2012.159

  • Minimo di esistenza comune di coniugi separati

    Nei casi in cui non sono stati stabiliti contributi di mantenimento, il minimo di esistenza comune di coniugi separati comprende per ognuno di essi, in linea di massima, l’importo di base (di fr. 1200.– mensili), i singoli costi abitativi e le altre spese indispensabili, e va ripartito tra di loro in proporzione ai rispettivi redditi.
    L’importo base mensile del minimo di esistenza di coniugi di cui uno di essi è ricoverato in una casa per anziani o in una casa di cure è di fr. 1500.–.

    CEF 18.11.2013 N. 15.2013.100

  • Gratuito patrocinio – vincolatività per il giudice dell’indicazione del patrocinatore – onorario dovuto al patrocinatore in regime di gratuito patrocinio – spese di trasferta

    La proposta della parte al beneficio del gratuito patrocinio di nominare un determinato patrocinatore non è vincolante per il giudice, il quale tuttavia se ne scosta solo in presenza di validi motivi. Il giudice può rifiutare di incaricare un legale di un altro distretto per ragioni di economicità, considerando i costi generati dalle trasferte. Può però anche disporre che le spese e il tempo per le trasferte di un legale fuori distretto non sono riconosciuti, ma in tal caso deve darne preventivamente avviso al legale affinché questi possa decidere se assumere comunque il mandato.

    III CCA 23.1.2014 N. 13.2013.91

  • Diritto di essere sentito prima di sostituire il curatore – legittimazione attiva al reclamo di persone vicine – facoltà di riesame dell’autorità di protezione

    Violazione del diritto di essere sentito del curatelato, che non è stato sentito dall’Autorità di protezione (ma solo dal curatore uscente) prima di sostituire il curatore. Legittimazione attiva al reclamo riconosciuta a due persone vicine al curatelato. L’Autorità di protezione ha la facoltà di riesaminare la propria decisione, ma solo finché gli altri partecipanti al procedimento non hanno ancora preso posizione sul reclamo.

    CDP 28.1.2014 N. 9.2013.286

  • Presupposti per l’istituzione di una curatela – principio inquisitorio illimitato

    L’istituzione di una curatela ai sensi dell’art. 390 cpv. 1 n. 1 CC presuppone la verifica dell’esistenza di uno stato di debolezza – ovvero di una disabilità mentale, di una turba psichica o di un analogo stato di debolezza – e di un conseguente bisogno di protezione e di assistenza (laddove l’interessato non sia in grado di provvedere ai propri affari né di designare rappresentanti che possano farlo). L’istituzione di una misura è esclusa nei casi di semplice disagio finanziario. La procedura soggiace al principio inquisitorio illimitato, per cui l’Autorità di protezione è perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove.

    CDP 11.3.2014 N. 9.2013.175

  • Fissazione dell’indennità del curatore

    Giusta l’art. 16 ROPMA i curatori hanno diritto per le loro prestazioni ad un compenso fissato dall’autorità. All’assunzione del mandato l’autorità di protezione definisce con il curatore la remunerazione oraria e il tempo presumibilmente necessario per l’esecuzione del mandato. La tariffa oraria non è oggetto di una rivalutazione a fine anno. Con la tassazione della mercede l’Autorità regionale di protezione verifica il tempo effettivamente impiegato per l’esecuzione del mandato e l’ammontare delle spese.
    Se i compiti del curatore sono modificati in corso di misura la tariffa oraria può essere conseguentemente adattata.

    CDP 24.4.2014 N. 9.2013.197

  • Mantenimento del figlio da parte dei genitori – definizione del fabbisogno in denaro

    Fabbisogno in denaro del figlio minorenne in presenza di fratelli maggiorenni nella stessa economia domestica (consid. 5c e 5d; conferma della giurisprudenza).
    Il fabbisogno in denaro si determina sulla base della tabella annua correlata alle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo applicabile al momento dal quale decorre il contributo alimentare (consid. 8; precisazione della giurisprudenza).

    I CCA 7.4.2014 N. 11.2011.94

  • Protezione dell’unione coniugale – reddito di un lavoratore indipendente 
    Accertamento del reddito medio nel caso in cui quello di un anno sia vistosamente favorevole o vistosamente sfavorevole (precisazione della giurisprudenza).
    I CCA 30.12.2013 N. 11.2011.185

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