RTiD II 2019

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2019 (III. Diritto di famiglia)



Regesti a cura dei giudici della Camera

  • Compatibilità dell’azione revocatoria con le pretese fondate sull’art. 193 CC derivanti dalla modifica del regime matrimoniale Se le condizioni dell’art. 193 CC sono realizzate, l’azione revocatoria è di principio esclusa. In sede di opposizione al sequestro, l’applicabilità della norma dev’essere esaminata soltanto sot-to l’angolo della verosimiglianza (art. 272 LEF), sicché a quello stadio non si pone (ancora) la questione della compatibilità con l’azione revocatoria, fermo restando che le pretese sgorganti dall’art. 193 CC hanno priorità su quelle revocatorie (consid. 10.1). L’art. 193 cpv. 1 CC permette ai creditori, nell’esecuzione promossa contro il coniuge il cui debito è sorto nei loro confronti prima del trapasso dei beni all’altro coniuge, di far pignorare, sequestrare o rientrare nella massa fallimentare i beni sottratti come se l’adozione, la modifica o la liquidazione del regime matrimoniale non fosse avvenuta (consid. 10.2/b). La garanzia dell’art. 193 CC vale per i crediti sorti – anche se non erano ancora esigibili – prima del trapasso dei beni anche se sono posti in esecuzione solo successivamente (consid. 10.3/b). Per l’applicazione dell’art. 193 CC non è necessario che l’attribuzione al¬l’altro coniuge sia stata fatta con l’intenzione di danneggiare i creditori né quindi che il pregiudizio per loro fosse prevedibile (consid. 10.5/a). CEF 25.3.2019 N. 14.2018.144-145
  • Interessi di mora – decorrenza Se nella transazione giudiziale non è stata stabilita una scadenza mensile fissa entro la quale il contributo alimentare dev’essere versato, gli interessi di mora, al tasso legale del 5%, decorrono dal giorno (non computato) della notifica del precetto esecutivo (consid. 5.2). CEF 14.2.2019 N. 14.2018.156
  • Competenze materiali del giudice civile e dell’autorità di protezione – necessità di evitare la doppia via («Doppelspurigkeit») Il nuovo diritto entrato in vigore il 1° gennaio 2017 stabilisce all’art. 304 cpv. 2 CPC – trasposizione nella procedura federale degli artt. 298b cpv. 3 seconda frase CC e 298d cpv. 3 seconda frase CC – che, pendente un’azione di divorzio davanti al giudice civile, spetta ormai a quest’ultimo determinarsi sull’autorità parentale e su ogni punto controverso. In un’ottica di garanzia di coordinamento, tali norme sono state adottate nell’intento di eliminare la doppia via («Doppelspurigkeit») dovuta al parallelismo di competenze che si può verificare tra giudice civile e autorità di protezione dei minori. Ne segue che, ove sia adito il giudice del mantenimento (in casu, il giudice del divorzio), si crea «per attrazione» unità di giurisdizione per tutte le questioni che toccano gli interessi del figlio, questioni che andrebbero altrimenti decise dall’Autorità di protezione dei minori. Quando una procedura di mantenimento si affianca a una vertenza che concerne autorità parentale, custodia o relazioni personali con il figlio, l’incarto deve dunque essere trasmesso al Tribunale civile in applicazione dell’art. 304 cpv. 2 CPC, venendo, in effetti, meno la competenza materiale dell’Autorità di protezione in questi tre ambiti. Ove sia adito il giudice del mantenimento, spetta a detto giudice verificare, in forza del principio inquisitorio illimitato, che altre questioni riguardanti il figlio non siano pendenti davanti all’Autorità di protezione e, nell’affermativa, avocare a sé la trattazione dell’incarto. Nel caso in esame è stato accertato un inopportuno accavallarsi delle decisioni del Pretore e dell’Autorità di protezione e la «Doppelspurigkeit», che il legislatore federale ha voluto chiaramente evitare con le nuove norme di procedura. È stata di conseguenza decretata l’incompetenza dell’Autorità di protezione a regolamentare le relazioni personali dei figli con il genitore interessato. CDP 22.11.2018 N. 9.2017.236
  • Condizioni per l’accollo all’ente pubblico, invece che all’interessato, della remunerazione del curatore – conferma della giurisprudenza in merito all’indigenza ai sensi del diritto di protezione – computo del valore di un bene immobile non realizzabile nella sostanza netta dell’interessato Conferma della giurisprudenza emanata a seguito della lacuna legale constatata nella normativa cantonale relativa al diritto di protezione. È stata lasciata aperta la questione di sapere se, ai fini della determinazione della riserva di soccorso intangibile, debbano essere computati fra gli attivi del curatelato anche dei beni difficilmente realizzabili (in concreto, la quota parte di un terreno in comunione ereditaria). Nella fattispecie infatti, anche senza considerare tra gli attivi il valore di tale bene, il pagamento del compenso e delle spese della curatela non avrebbe comunque intaccato la riserva di soccorso di fr. 5000.– dell’interessato. CDP 25.03.2019 N. 9.2018.118
  • Condizioni per l’accollo all’ente pubblico, invece che all’interessato, della remunerazione del curatore – conferma della giurisprudenza in merito all’indigenza ai sensi del diritto di protezione – patrimonio minimo intangibile in caso di coppia convivente con un figlio minorenne a carico Conferma della giurisprudenza emanata a seguito della lacuna legale constatata nella normativa cantonale relativa al diritto di protezione. Nel caso di convivenza del curatelato, con un figlio minorenne a carico, l’importo di sostanza netta considerato intangibile ammonta a fr. 7500.–. Nel caso concreto i costi della misura di protezione possono dunque essere accollati all’interessato. CDP 19.02.2019 N. 9.2019.5
  • Condizioni per l’accollo all’ente pubblico, invece che all’interessato, della remunerazione del curatore – lacuna legale – indigenza ai sensi del diritto di protezione – patrimonio minimo intangibile  Esistenza di una lacuna propria nella normativa cantonale relativa al diritto di protezione, che non definisce in quali casi un curatelato può essere considerato indigente e, di conseguenza, a che condizioni il pagamento del compenso e delle spese del curatore debba essere messo a carico della collettività. Ispirandosi ai valori soglia previsti dalla maggior parte dei Cantoni e alle franchigie di patrimonio applicabili in ambito dell’aiuto sociale, la Camera di protezione ha pertanto fissato un minimo intangibile («riserva di soccorso») dell’importo di fr. 5000.– per persona sola, fr. 10 000.– per coppia (sposata o in unione domestica registrata, non in regime di separazione dei beni) e fr. 2500.– per ogni figlio minorenne al cui mantenimento provvede, limitata ad un massimo di fr. 12 500.– per nucleo familiare. Qualora la sostanza netta attestata dal rendiconto presentato dal curatore all’Autorità regionale di protezione sia inferiore a tali importi, la remunerazione del curatore dovrà essere presa a carico dello Stato. I costi della curatela potranno dunque essere sopportati dall’interessato solo nella misura in cui non intaccano le soglie in questione. CDP 15.11.2018 N. 9.2018.152
  • Istituzione di una curatela educativa – impugnazione del figlio Un figlio capace di discernimento può ricorrere egli medesimo contro la decisione con cui il giudice del divorzio istituisce una curatela educativa in suo favore, sempre che la sua impugnazione risulti intelligibile. In tal caso egli non deve necessariamente far capo a un patrocinatore di fiducia né a un rappresentante designato dal giudice. I CCA 18.2.2019 N. 11.2018.139
  • Iscrizione nei registri dello stato civile di un riconoscimento di paternità per testamento – competenza Procedura da seguire in caso di riconoscimento di paternità per testamento (consid. 5). Competenza del Pretore come autorità preposta alla pubblicazione del testamento (consid. 7). Competenza del Pretore come autorità preposta al rilascio del certificato ereditario (consid. 8). Competenza dell’Ufficio dello stato civile quale autorità di vigilanza (consid. 9). I CCA 12.2.2019 N. 11.2017.49
  • Scioglimento della partecipazione agli acquisti – un veicolo in leasing rientra nella liquidazione del regime? Una vettura in leasing non è proprietà dei coniugi e non rientra dunque nella liquidazione della partecipazione agli acquisiti. I CCA 29.1.2019 N. 11.2018.50
  • Divorzio – obbligo per un coniuge di riprendere o estendere l’attività lucrativa già in pendenza di causa Un coniuge che dopo la separazione si vede sgravato dal governo della casa e della famiglia può, compatibilmente con le circostanze concrete, vedersi obbligato a investire altrimenti la propria forza lavoro così liberatasi e a intraprendere o estendere in via cautelare un’attività lucrativa già pendente causa. I CCA 2.4.2019 N. 11.2017.104
  • Divorzio – richiesta di provvigione ad litem Una richiesta di provvigione ad litem va sottoposta al Pretore quand’anche la provvigione sia destinata a finanziare spese processuali e di patrocinio in appello. I CCA 14.3.2019 N. 11.2019.1
  • Deduzioni sociali – figli agli studi – non per figlio che dispone di un capitale di oltre 140 000 franchi Non ha diritto alla deduzione per figli agli studi un contribuente, il cui figlio maggiorenne è studente ma dispone di un capitale di oltre 140 000 franchi. Il figlio non necessita infatti del sostegno economico dei genitori. CDT 28.1.2019 N. 80.2018.129
  • Responsabilità solidale dei coniugi – decadenza – imposte dei periodi precedenti la separazione – contestazione del calcolo dell’imposta non ammessa Dal momento della separazione legale o di fatto dei coniugi, la responsabilità solidale decade, non solo per i debiti fiscali futuri ma anche per quelli esistenti, che sono maturati durante la vita in comune. Contestando la decisione con cui l’autorità fiscale procede alla ripartizione del debito fiscale per le imposte dei periodi precedenti la separazione, il coniuge non può tuttavia chiedere la deduzione di spese che non sono già state considerate nel calcolo dell’imposta dovuta dai coniugi. CDT 28.1.2019 N. 80.2018.168/169

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